ROSAJANSKI DOLUNO - Dulïna se nalaža tu-w Reġuni Friuli-Venezia Giulia. Göra Ćanïnawa na dilä di mërä ta-mi to Laško anu to Buško nazijun.
State ascoltando, ITALY RVR Radio Val Resia.Le trasmissioni in Lingua Resiana sono a cura di Tiziano Quaglia.Saranno trasmissioni settimanali dalla Domenica fino al Sabato successivo con i seguenti orari: Ore 13:00 e Ore 21:00 tutti i giorni. Ci sarà anche una edizione notturna alle ore 03:00 per favorire gli ascolti da oltre Oceano ( ore 20-21-22 in U.S.A. e intero continente Americano).---- You are listening to, ITALY RVR Radio Val Resia.Le broadcasts Resian Language are by Tiziano Quaglia. They will be broadcast weekly from Sunday until next Saturday at the following times: 13:00 and 21:00 every day. There will also be a night edition at 03:00 order to attract listeners from overseas (20-21-22 hours in the US and the American continent)


IL SITO DEDICATO A TUTTO IL POPOLO RESIANO CHE TENACEMENTE CONTINUA A DIFENDERE LINGUA,CULTURA E TRADIZIONE


Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

mercoledì 10 settembre 2008

FOGLIO INFORMATIVO AGOSTO 2008


IDENTITÀ E TUTELA VAL RESIA



Via A. Poma, 5 33010 RESIA(Ud) tel. 3487253422 3204071897 www.valresia.it



Resia che se ne va! Soffocata dalla


politica di una Regione matrigna.



Nonostante la determinata, vibrata e rumorosa protesta


dei cittadini di Resia e la sensata, documentata ed


articolata opposizione dell’allora minoranza, il 23


ottobre 2007, la maggioranza politica, guidata dal


Governatore Illy, ha approvato la legge n° 26 "norme


regionali per la tutela della minoranza linguistica


slovena del Friuli Venezia Giulia". I resiani, fieri della


loro antica autonomia, si vedono ora ingabbiati negli


schemi culturali ed organizzativi di una "nazione" nella


quale non si riconoscono. La successiva pubblicazione


sul BUR, avvenuta il 21 novembre 2007, non ha


suscitato particolari reazioni, ritenendola una questione


ineludibile in considerazione del peso politico


rappresentato dalla nostra popolazione. Nonostante i


proclami delle norme costituzionali e internazionali che


pongano l’accento sulla necessità di tutelare le lingue e


le culture delle minoranze linguistiche storiche, le


ragioni e le sacrosante rivendicazioni dei resiani non


sono state tenute in considerazione dai politici regionali


che hanno preferito glissare sullo scabroso argomento.


Le disposizioni della legge regionale n° 26 del 21


novembre 2007, che vanno intese come integrazione ed


attuazione della normativa nazionale in materia di


tutela delle minoranze linguistiche, risentono di una


vecchia impostazione che trae origine da una dura


contrapposizione politica che favorisce modi di


ragionare protezionistici e difensivi basati sulla logica


della separazione, dell’estraneità della comunità


tutelata al contesto sociale più ampio. Ma vediamo in


sintesi quali sono i punti principali di questa legge.


L’art. 2 definisce l’ambito territoriale regionale in cui


queste norme devono essere attuate. I comuni della


provincia sono stati individuati in base alla procedura


di applicazione della legge 38/2001. Il terzo comma di


questo articolo stabilisce, inoltre, che i provvedimenti


previsti dalla legge riguardano anche il resiano


considerato dialetto sloveno. L’art. 5 istituisce l’Albo


regionale delle Organizzazioni slovene al quale le


associazioni devono essere iscritte per beneficiare dei


fondi erogati dalla regione.


L’art. 16 promuove l’apprendimento e la conoscenza


della lingua e della cultura slovena, e la regione


sostiene iniziative dirette a favorire l’insegnamento


della lingua slovena nelle scuole di ogni ordine e


grado. ( e l’antica lingua resiana, definita dagli studiosi


. . . croce e delizia degli slavisti . . . dov’è finita? È


diventata una virgola della lingua nazionale slovena?


Quanto potrà sopravvivere ?)


L’art. 22 stabilisce, infine, la possibilità di concedere


contributi al comune di Resia per interventi in favore


del resiano.


Un Consiglio regionale libero e sovrano, vicino ai


cittadini e libero dagli schemi politici e ipoteche


elettoralistiche, avrebbe dovuto prendere atto delle


rivendicazioni della comunità della quale andava a


predisporre lo strumento di tutela. Vittima del suo


provincialismo e della miopia politica della sua classe


dirigente, il Friuli non si è reso conto dell’esproprio


decretato dalla minoranza carsolina e ha abbandonato


Resia al suo triste destino. Ora, solo con sinergie


comuni si può ancora rimediare ma è necessario che,


per governare la barca resiana alla deriva, tutti remino


nello stesso senso.


sch


I N P I L L O L E



Tra le varie iniziative intraprese da ITVR e


Lega Slava come riportato in seguito


segnaliamo:


- un ricorso presentato dal generale


Luciano Santoro presso la Corte di


Giustizia europea ;


- il Disegno di Legge d’iniziativa del


Senatore F. Saro per la modifica


dell’art. 2 della legge 482/99 in


materia di tutela delle minoranze


linguistiche, in cui all’art. 2 comma 1


si chiede di aggiungere le seguenti


parole: "nonché le lingue slave


denominate natisoniano, po-nascen e


resiano, storicamente presenti in


provincia di Udine".


una terza iniziativa internazionale, per il


momento a conoscenza solo di pochissime


persone e segretata, che si potrebbe


concretizzare (speriamo positivamente) entro


l’annata in corso.



il rinnovo associativo annuale, fissato per il 2008 nella


quota minima di 5 €. Grazie al Vostro sostegno,


I.T.V.R. continuerà a battersi perché la lingua resiana


mantenga la sua specificità e tipicità. Sosteneteci,


siamo a Vostra disposizione per informazioni.


Giovanni Micelli cell. 3383482948



IDENTITA’ E TUTELA VAL RESIA – FOGLIO UNICO F.I.P. DI


INFORMAZIONE PER SOCI E SOSTENITORI


FOGLIO NON PUÒ ESSERE ESPOSTO IN AREE O AMBIENTI


PUBBLICI, PERTANTO L’EVENTUALE RINVENIMENTO E’ DA


CONSIDERARSI CASUALE E NON PREDISPOSTO DA CODESTA


ORGANIZZAZIONE


- N.B.: IL PRESENTE

GEREMIADE



Vorrei scrivere una lettera aperta alla signora Luigia


Negro Valente. La prima e l’ultima e a lei sola.


Gli altri della sua cerchia appaiono al momento


semplici comprimari soggetti alla sua autorità di Super


presidente RD e ZSKD con ascendente Pro Loco, Folk,


Parco, Mir, Pc, Po, VS, Vc, Mv, NM, Università e


un’altra dozzina di qua e di là tra Enti, uffici, agenzie e


sportelli. Un impero Voce e carta che le permettono di


realizzare un reddito annuale vicino alle sei cifre. Beata


lei! Finché va . . .


Potrei metterle davanti agli occhi pagine e pagine di


verità storiche riguardanti la civiltà resiana, ma sono


certo che le mie parole non andrebbero oltre le sue


pupille. Per lei esistono unicamente Kopitar, Gruden,


Ramous, Maticetov, Steenwijk, Benacchio, Spinozzi,


Dapit. Gli altri sono ratatuia .


Mi limiterei perciò solamente a chiederle di smettere di


speronarci con il suo sloveno. È ormai chiaro a tutti


anche a livello internazionale che – vista l’ambiguità


degli strumenti di legge – la sua politica, infarcita


d’esaltazione del motto latino "pecunia non olet",


risulterà esiziale e ci porterà a breve al necrologio della


Nostra lingua. Le chiederei anche di non rintuzzare,


riversandomi abusate frasi preordinate e tenute in serbo


per la bisogna, che andrebbero ad offendere


l’intelligenza che, e presunzione sia, il buon Padre del


cielo si è compiaciuto di darmi. Sanguina ancora il mio


cuore per trascorse esternazioni mediatiche, quali (cito


la più formale): " … i Resiani devono rassegnarsi!".


Le chiederei, infine, di restituirci il vero Luigi Paletti,


non il suo verso, divenuto pacco da utilizzarsi per


alcune occasioni ("… ho chiesto io che intervenisse


anche lui …"). Mi rifiuto di credere che il vero Luigi


Paletti, quello che ho conosciuto tanti anni fa, attento e


vigile sull’integrità della Nostra cultura, abbia esultato


e poi brindato nell’apprendere che pochi linguisti,


stonati ma ben collocati, si erano arrogati il diritto di


abbassare la millenaria eccellente stupenda lingua


resiana a sottoprodotto della lingua slovena. Ma a


costoro chi glielo ha chiesto? Perché non si sono fatti


gli affari loro? E perché nella circostanza sono stati


azzerati Baudouin de Courtenay e Hamp?


E in un certo qual modo anche Dulicenko il cui parere


sul resiano è stato poi artatamente e impunemente


usato per intorpidire la 26 con il giochino/trappola


della variante, una presa per i fondelli per i Resiani


(ancor peggio che chiamarci dialetto) la quale va dritta


a significare che gli autori di tale escamotage non


hanno mai letto una sola riga della storia della lingua


Resiana.


Amen!


Gilberto Barbarino lug. ‘08


col prezioso e determinante sostegno dei miei avi



IL RESIANO QUANDO SI TRATTA DELLA


SOPRAVVIVENZA DELLE PROPRIE


ORIGINI DIVENTA ESTREMAMENTE


TESTARDO.



Gentili abitanti della Val Resia, pur vivendo a Gorizia, sto


seguendo con molto interesse, la delicata questione


riguardante le sorti di una cultura risalente a 1400 anni or


sono; parlo della lingua, della tradizione e cultura resiana, che


a mio avviso, è tra le più belle realtà esistenti. Ho potuto


appurare notizie interessanti e finora sconosciute ai più,


soprattutto leggendo il libro dello scrittore paesano, Gilberto


Barbarino, il quale con molta caparbietà è risalito alle origini


della piccola vallata, dimostrando che gli abitanti della stessa,


non appartengono al popolo sloveno, ma sembra che in


origine, appena entrati in Valle, i resiani comunicassero tra


loro, usando il paleoslavo o slavo antico, che assorbì


frammenti di celtico, latino e longobardo, inserendo nel


tempo, oltre al paleoslavo liturgico di Costantino, il friulano,


il tedesco e l’italiano. Le lingue elencate vennero rese proprie


dal popolo, tanto da essere "resianizzate", risultando


tutt’oggi, la "perla" delle lingue slave. Consideriamo ora la


storia: verso il VI e VII secolo D.C. gli slavi penetrarono nei


territori limitrofi al Friuli, formando degli insediamenti. Da


un notevole gruppo di slavi giunto in Carinzia da nord-est, si


staccarono i componenti di quattro tribù che raggiunsero la


piana friulana attraverso la Valle del Fella. Essi si


scontrarono con i Longobardi, subendo gravi perdite, così che


i superstiti si rifugiarono nella Val Resia, dove intrapresero


una vita di comunità tuttora esistente. Ribadisco i


millequattrocento anni d’età del popolo resiano, ma ora


giungiamo alla questione riguardante una probabile


slovenizzazione di una cultura rimasta solida in così tanto


tempo. Cari resiani, voi, come anch’io da parte paterna,


apparteniamo a una stirpe SLAVA(non slovena)


indipendente, con il compito di salvaguardare in primis la


lingua e non meno importante la cultura; rimanendo


indifferenti, ci avvieremo alla completa estinzione di tutto


ciò, rimanendo FORSE un piccolo ricordo nella storia. Resia


divenendo vallata slovena, incorrerebbe, oltre ai vari disagi,


nell’insegnamento della lingua slovena presso le scuole


locali; in poche parole come se l’Italia fosse resa spagnola a


tutti gli effetti, costringendola all’apprendimento di una


lingua e cultura ad essa non pertinenti. Ho appreso inoltre, la


notizia riguardante il disinteressamento della regione


autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’esercitare la tutela per il


nostro popolo, risultato minoritario, lasciandomi


notevolmente perplessa, la risposta dal Presidente della


Commissione Europea, Manuel Barroso, al Circolo di tutela


della Val Resia, il quale concludeva la sua lettera, suggerendo


agli interessati, di volgere la richiesta alle competenti autorità


regionali o nazionali; come dire "Ponzio Pilato se ne lava le


mani…"


Desidero concludere questa lettera, dichiarando apertamente


la mia contrarietà sulla slovenizzazione della nostra lingua e


cultura. Sprono voi lettori a difendere le vostre antiche


origini, appoggiando questa "lotta" che si rivela dura e


complessa ma cosa certa e sconosciuta ai politici, è che la


gente resiana, oltre ad essere unica nel suo genere, risulta


dotata di una forte ostinazione. Noi resiani ci distinguiamo


soprattutto per la testardaggine . . . andiamone fieri di ciò e


usandola nel bene, raccoglieremo i frutti dalle piante che i


nostri avi hanno piantato e conservato nel tempo.


Francesca Micelli



L’albero delle Promesse



Proverbio indiano


Se non sai dove stai andando, volgiti e guarda da dove


vieni !


od ke dujajaš !


Će ty ny viš dä kan greš, obratyse nu pošpegnej

A Resia nei tempi remoti, un uomo influente, durante


uno dei suoi viaggi s’innamorò di una pianta


bellissima. Infatti, in quella stagione durante il giorno,


apriva le sue foglie esibendo così dei meravigliosi fiori


multicolori. Attratto da tanta magnificenza il resiano


tra sé pensò: se quest’albero ha dei fiori così belli


immaginarsi quanta buona e bella frutta produrrà. Si


lasciò convincere dal proprietario del frutteto in cui era


ospitato e acquistò la pianta. Ritornato a Resia


trapiantò il promettente alberello in uno dei suoi tanti


terreni, ormai quasi abbandonati e con cura e altrettanto


amore lo coltivò.


Le piante circostanti scrutarono il nuovo arrivato e gli


lasciarono uno spazio adeguato necessario alla sua


crescita. Tutti noi sappiamo che nel mondo vegetale


esiste un "modus vivendi" tollerante che consente ad


ogni specie di svilupparsi e crescere in maniera


ragionevole. La piantina crebbe, si riprodusse e la si


poteva ormai notare un po’ in tutta la valle tanto quasi


da prevalere sul resto della vegetazione nel luogo in cui


era stata piantata. I vecchi pini, abeti, faggi, querce,


noci, peri, ciliegi e insomma un po’ tutte le antiche


piante resiane si riunirono in consiglio e restando in


colloquio tra loro con le radici ramificate quasi come la


rete internet si trasmisero un messaggio inquietante;


troppi alberi, vivendo in prossimità degli ultimi


arrivati, subivano delle mutazioni, deperivano e presto


si seccavano lasciando spazio libero alla propagazione


dei nuovi arrivati.


I Resiani constatarono progressivamente una perdita


considerevole della produzione di frutta e pian piano si


adeguarono a una minore rendita annuale di pere, mele,


noci, noccioline, lampone, ecc., ecc. Non vi era più


dubbio! Quell’albero promettente non solo non


produceva mai frutti, ma si nutriva della Flora locale


succhiandone la linfa. Tramite questa forma di


sfruttamento decretava la fine degli alberi secolari


Resiani.


Prima che succedesse il peggio gli alberi resiani si


riunirono a convegno e assunsero una decisione


importante in merito a quell’albero definito pericoloso.


La Flora vicina a questi ipocriti seduttori decise lo


sciopero dell’acqua. Questi Eroi si sacrificarono e


posero fine alla loro esistenza progressivamente


impedendo l’approvvigionamento vitale all’albero


cannibale. La regressione dell’albero sornione fu


spettacolare, il bel seducente dai multicolori fiori sparì


dalla Valle come una meteora. Il sacrificio dei vecchi


Resiani non fu vano, la Flora locale si riprese, si


rinvigorì lasciando con saggezza spazio libero anche ad


alberi nuovi provenienti da altre regioni. Il modus


vivendi fu rispettato da tutti con pacatezza e serenità


tanto da renderlo normale e visibile in tutti i territori


delle regioni di montagna.


L’influente viaggiatore resiano, promotore della


trascorsa disastrosa iniziativa, malgrado le vibrate


proteste dei suoi concittadini oppose una sua strenua


quanto inutile resistenza, ma perse tutta la sua


credibilità e, finalmente infine, se ne andò dalla valle


senza fornire spiegazioni. Solo alcune voci


accompagnarono la sua dipartita e sostenevano che


avesse trovato rifugio nella Regione dell’Albero delle


Promesse cannibale.


Aldo Barbarino Grof



LEGA DELLA SLAVIA FRIULANA


San Pietro al Natisone



Oggetto: Nota informativa per soci e simpatizzanti.


Tra le iniziative intraprese da Identità e Tutela


Val Resia e dalla Lega della Slavia Friulana per


contrastare la forzata assimilazione alla minoranza


nazionale slovena di Trieste delle comunità linguistiche


slavofone (resiano, natisoniano e torriano) storicamente


presenti da 14 secoli nelle Valli del Natisone, del


Torre e di Resia, in provincia di Udine, si segnalano:


- la presentazione del ricorso straordinario al Presidente


della Repubblica al fine di ottenere l’annullamento del


decreto presidenziale del 12 settembre 2007 che


include, nell’ambito di applicazione della legge 38/01


di tutela della minoranza slovena, anche 18 comuni


della provincia di Udine privi del presupposto della


presenza sul territorio di tale minoranza.


Il ricorso si trova ora, per l’istruttoria, presso il


Ministero per i rapporti con le Regioni, dove può


essere seguito dai parlamentare di riferimento.


- è in fase di preparazione, sempre da parte di Identità e


Tutela Val Resia e della Lega della Slavia Friulana, una


denuncia alla Procura della Repubblica di Udine


tendente al recupero da parte degli slavofoni delle Valli


del Natisone, del Torre e di Resia, della storica loro


identità nazionale italiana, sottrattagli con la errata


applicazione delle leggi 482/99 e 38/01 di tutela della


minoranza slovena.


- vi è poi l’impegno perché la Giunta regionale, nella


predisposizione dei criteri e modalità per la


concessione di contributi a favore del resiano e delle


varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre


e della Val Canale (art.22 L.r. n.26/07) preveda il


coinvolgimento delle associazioni e dei circoli culturali


locali, tradizionalmente preposti a valorizzare le


peculiarità storiche e linguistiche presenti sul territorio.


Infine permane l’impegno di coinvolgere nelle precitate


iniziative le Amministrazioni comunali della Slavia


friulana e le popolazioni interessate.


Grazie e cordiali saluti.


San Pietro al Natisone, 14.07.2008.


Sergio Mattelig



Prufysör


Professore

Bondi prufysör!


Buon giorno professore!

Salve tybë amyk möj!


Salute a te amico mio!

Jä te špehän se uhnät


Ti osservo elucubrare

täu no slabo dutryno.


una torva teoria.

No hnjylo dymästo klöto


La corrotta spirale

kä nän kažë no pot


che a noi traccia la via

nu užë težë mo väs


ormai trascina la valle

nutäu no spanjäuo smärt.


in una lenta agonia.

Śakoj sy nän udëläl fys ty,


Perché ci hai fatto,

majstär möj stare,


mio antico maestro,

tu lymërskë vlykë hrih


l’eterno misfatto

od jsi nörë pruăët?


di un progetto sinistro?

Tu užë već kä dän myjar lit


Per oltre un millennio

kä kirë bil se pärčäväl


avean certi provato

mä popädän od śastron


ma colti dal dubbio

najśat än püstël usë salt.


infine han mollato.

Sy myslët ny smin


Non oso pensare

kośä nu šködäskë konäz


quale oltraggioso finale

njän ty ty mäš jyskät


or tu possa inventare

śä näs püstët opaš.


per non farci del male.

Tä glačanä tua škulä,


La fredda tua scienza,

nur obdäržäno to udano pot,


ossequiosa dell’antica vita,

se smylët nä smi


deve ritrovare coscienza

täu te starë üpänë düh.


nella cauta memoria avita.

Najśat ty ty ćë bet,


E allor tu sarai,

śä našo staro düšo,


per la nostra salvezza,

te rośajanskë žyvë rop,


la roccia resiana,

od tu lymërskë moćnöst.


di eterna grandezza.

Sch07



Concorso letterario in resiano


JAN I.N. BAUDOUIN DE COURTENAY


Pyšëj tej muiš ma pyšëj pu rośajanskë - Scrivi come vuoi ma scrivi in resiano



Il concorso letterario resiano ha come obiettivi principali quelli della valorizzazione e della promozione


della cultura resiana, dell’uso e del recupero della lingua resiana in tutte le sue varianti locali e della


incentivazione alla produzione poetica in lingua resiana.


La partecipazione al concorso è aperto a tutti coloro che vogliono cimentarsi con la lingua resiana.


Il concorso comporta la creazione di un testo a tema libero senza alcun obbligo concernente la lunghezza


e/o lo stile. L’elaborato deve essere scritto in resiano, con la traduzione in italiano. Le opere


devono essere di esclusiva creazione, anche in forma collettiva, originali e inedite. I componimenti,


redatti in forma anonima ma titolati e dattiloscritti, dovranno pervenire, entro il


31 ottobre 2008,

Direzione di Identità e Tutela Val Resia via San Giorgio n.1 33010 RESIA



Nel foglio allegato all’elaborato, in busta chiusa, dovranno essere chiaramente indicati il titolo dell’opera,


il nome e cognome dei partecipanti, dati anagrafici, residenza, recapito telefonico. Gli elaborati saranno


valutati da una giuria composta dai componenti il direttivo di ITVR e da operatori culturali resiani. Il


giudizio della giuria è insindacabile. I premi saranno consegnati esclusivamente agli autori o ai loro


delegati purché presenti nel corso della cerimonia di premiazione che si terrà nell’aula consigliare del


municipio di Resia il giorno 27 dicembre 2008.


Ulteriori informazioni sono disponibili telefonando ai numeri 348.725.3422, 320.407.1897 o 338.348.2948.



Il presidente


Pubblicazione gentilmente concessa dal sito www.valresia.it



 


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