ROSAJANSKI DOLUNO - Dulïna se nalaža tu-w Reġuni Friuli-Venezia Giulia. Göra Ćanïnawa na dilä di mërä ta-mi to Laško anu to Buško nazijun.
State ascoltando, ITALY RVR Radio Val Resia.Le trasmissioni in Lingua Resiana sono a cura di Tiziano Quaglia.Saranno trasmissioni settimanali dalla Domenica fino al Sabato successivo con i seguenti orari: Ore 13:00 e Ore 21:00 tutti i giorni. Ci sarà anche una edizione notturna alle ore 03:00 per favorire gli ascolti da oltre Oceano ( ore 20-21-22 in U.S.A. e intero continente Americano).---- You are listening to, ITALY RVR Radio Val Resia.Le broadcasts Resian Language are by Tiziano Quaglia. They will be broadcast weekly from Sunday until next Saturday at the following times: 13:00 and 21:00 every day. There will also be a night edition at 03:00 order to attract listeners from overseas (20-21-22 hours in the US and the American continent)


IL SITO DEDICATO A TUTTO IL POPOLO RESIANO CHE TENACEMENTE CONTINUA A DIFENDERE LINGUA,CULTURA E TRADIZIONE


Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

martedì 30 ottobre 2012

RESIANI, UNITI SI VINCE


Intendo partire da questa lettera, pubblicata il 3 marzo 2007 sul Messaggero Veneto,  che io la interpreto molto indicativa e significativa, e fare un appello a tutti i resiani, residenti ed emigranti, di produrre le proprie testimonianze e le proprie rimostranze al fatto che Resia sta subendo i residui di quel disegno iniziale annessionistico territoriale che era della Jugoslavia di Tito.
Quei residui tendenti oggi, non più sul piano territoriale, ma su quello storico-culturale-linguistico, a far passare per minoranza nazionale slovena, addirittura con la partecipazione e la complicità di elementi locali e nell’indifferenza del potere regionale, la comunità linguistica resiana, di origine slava, che mai è stata slovena e mai ha chiesto di diventarlo, anche perché sin dal suo insediamento nella Val Resia ha avuto una storia linguistica, culturale e amministrativa completamente diversa da quella degli sloveni delle province di Gorizia e Trieste. Un’artificiosa azione assimilatrice che giustamente va contrastata, nel rispetto dei principi costituzionali e delle norme internazionali.
In seguito di questo mio procedere, in futuro promuoverò e incoraggerò, con altre significative testimonianze, confacenti  a risvegliare le consapevolezze dei resiani del fatto che la nostra comunità sta per essere venduta, la sua identità calpestata in nome di chissà quali lusinghe educative infangando così i nostri ideali ed il nostro rispetto, quindi un invito rivolto a tutti quei Resiani che hanno a cuore la nostra comunità, lottiamo insieme per riprenderci quello che i nostri progenitori ci hanno lasciato e che noi dobbiamo tenacemente rispettare e tramandare, la nostra ultra millenaria storia e identità.
FrancoTosoni

“Il popolo resiano non è sloveno - Ricordo un’alba di gennaio di alcuni anni fa. Mi ero appena svegliato nella tenda rossa da alpinista adagiata sulla neve del Canin. Indossai gli scarponi ghiacciati e con la mano un po’ lenta aprii l’ingresso del mio rifugio. Credo che forse mai più rivedrò uno spettacolo così bello. Una valle adagiata nel silenzio e illuminata da una luce limpida tinta di azzurro e verde, come fosse riflessa dai boschi profumati e dalle acque vive che le danno l’anima. Questa è la Val Resia ed è stretta al mio cuore da un legaccio robusto fatto di ricordi dei miei cari che sono nati lassù, di ideali che troneggiano sui duemila di roccia, di emozioni e pace che provo camminando per le vie dei paesi. Mi ricordo anche che, ammirando quell’alba di gennaio sulla valle, pensai per un attimo di essere solo di fronte a tanta bellezza. Credo che anche i nostri antenati, quando posarono il piede su questa terra per la prima volta, provarono emozioni simili sapendo però in fondo ai loro cuori che tanto ben di Dio richiedeva un lavoro più duro e una vita più sacrificata che altrove. Eppure rimasero lì e crebbero con la loro unica lingua e cultura fino ad arrivare a oggi. Ed è un rutto bestiale quello che ho sentito rimbombare negli ultimi periodi. La Val Resia sta per essere venduta, la sua identità calpestata in nome di denari, le origini dei nostri avi mistificate e il libro della storia riscritto infangando quegli eroi, tutti quei cittadini di Resia che vissero in valle durante la seconda guerra mondiale e, dopo aver sofferto bestialmente la miseria più cruda, decisero nella loro unicità culturale di voler far parte dell’Italia. Resia sarà minoranza slovena anche se non ha niente in comune con quello Stato! I resiani sono, a detta delle carte ufficiali siglate da alcune persone, sloveni per la stragrande maggioranza! Siete contenti di tutto ciò resiani? Stanno cancellando la vostra unicità e pure vi stanno allontanando dalla Patria Italia. Tutto questo per sparuti individui che vedono ideologicamente l’unione con la Slovenia (un Paese al quale porto rispetto) una manna per la valle. Per non parlare che vogliono issare la bandiera slovena in municipio! La salvezza di Resia sta nella conservazione delle autentiche radici dei nostri padri! Altrimenti a lungo andare tutto verrà perso. Resiani di ogni sesso ed età, non abbiate paura a far sentire la voce, non abbiate paura di niente quando dite la verità e professate il vostro amore per Resia. Sarete come mille leoni ruggenti! (Tommaso Zuzzi - Pagnacco)”
3 marzo 2007 - Messaggero Veneto

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