ROSAJANSKI DOLUNO - Dulïna se nalaža tu-w Reġuni Friuli-Venezia Giulia. Göra Ćanïnawa na dilä di mërä ta-mi to Laško anu to Buško nazijun.
State ascoltando, ITALY RVR Radio Val Resia.Le trasmissioni in Lingua Resiana sono a cura di Tiziano Quaglia.Saranno trasmissioni settimanali dalla Domenica fino al Sabato successivo con i seguenti orari: Ore 13:00 e Ore 21:00 tutti i giorni. Ci sarà anche una edizione notturna alle ore 03:00 per favorire gli ascolti da oltre Oceano ( ore 20-21-22 in U.S.A. e intero continente Americano).---- You are listening to, ITALY RVR Radio Val Resia.Le broadcasts Resian Language are by Tiziano Quaglia. They will be broadcast weekly from Sunday until next Saturday at the following times: 13:00 and 21:00 every day. There will also be a night edition at 03:00 order to attract listeners from overseas (20-21-22 hours in the US and the American continent)


IL SITO DEDICATO A TUTTO IL POPOLO RESIANO CHE TENACEMENTE CONTINUA A DIFENDERE LINGUA,CULTURA E TRADIZIONE


Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

mercoledì 3 ottobre 2012

SUPER INGERENZE SLOVENE

GENERALNI  KONZULAT  REPUBLIKE SLOVENIJE TRST
CONSOLATO GENERALE DELLA REPUBBLICA DI SLOVENIA TRIESTE
                           
                                                               Trieste, 23 agosto 2012

Prot.nr.020-598/2012

Egregio Signor
Sergio Chinese
Sindaco Comune di Resia

Nei media si è diffusa l'informazione sulla presunta volontà dell'amministrazione comunale di Resia e del Sindaco di sospendere il rinnovo della convenzione di gestione del Centro culturale di Resia al Gruppo folcloristico Val Resia. La convenzione di gestione è scaduta il 30 giugno scorso. Nell'immobile hanno sede il Gruppo Folcloristico Val Resia e il circolo culturale "Rozajanski dum". I presupposti accennano a un probabile ricambio dell'attuale gestione con l'associazione "Identità e tutela Val Resia" distinta per le sue contrapposte posizioni alle attività culturali slovene.


Le notizie ovvero i preannunci destano una forte preoccupazione nella Comunità slovena residente in Italia. L'apprensione maggiore è che il futuro delle attività culturali slovene sia compromesso ovvero che le associazioni interessate non ottengono un'adeguata struttura per lo svolgimento delle loro attività. Il partito dell'Unione Slovena-Slovenska Skupnost ed entrambe le Unioni-Confederazioni degli Sloveni in Italia hanno espresso il loro dissenso a questo tipo di provvedimento che peraltro la giunta comunale non ha ancora avvallato, avvisando che la Val di Resia è caratterizzata dalla presenza autoctona della popolazione slovena.

Il Comune di Resia fa parte dell'elenco delle amministrazioni pubbliche in cui si applica la Legge 23 febbraio 2001 nr.38 recante, le "Norme per la tutela della minoranza linguistica slovena della Regione Friuli - Venezia Giulia" in favore del mantenimento e dello sviluppo dell'identità culturale e linguistica della Comunità Nazionale Slovena in Italia.
In questo senso il Comune di Resia ha presentato quest'anno la domanda di finanziamento per l'uso della lingua slovena nell'amministrazione pubblica in base all'art.8 della Legge 38/01,che è stata approvata.

Si consta inoltre che la struttura del Centro culturale fu costruita in seguito al terremoto del 1976 con gli aiuti dell'allora Repubblica federativa socialista Jugoslava con lo scopo di adibirla alle attività culturale dei resiani.

Le chiedo, giacchè possibile, di informare il Consolato sloveno sull'evolversi della situazione riguardante il Centro culturale. E' nostro dovere seguire gli avvenimenti che interessano la Comunità nazionale slovena in Italia e adoperarci per il mantenimento dei buoni rapporti tra le rispettive popolazioni minoritarie e maggioritarie del FVG e tra i due Paesi. Questi rapporti tra Stati si sono intensificati negli ultimi anni e l'auspicio di tutti noi è che si evolvano anche in futuro. Sono convinto che vorrà concorrere costruttivamente a questi rapporti, e Le chiedo gentilmente di illuminarmi sulle vicende ed eventualmente modificare gli attuali indirizzi dell'amministrazione comunale.

Sono altresì convinto che il problema possa essere risolto a beneficio di tutte le associazioni culturali e artistiche operanti nel territorio comunale.

Con ossequi,

( timbro-Republika Slovenija)                                          Dr. Dimitrij Rupel
                                                                                      Console Generale


Tratto da " Il Giornale di Resia" settembre 2012

SONO INGERENZE INGIUSTIFICATE -  UN ATTENTATO ALL'INTEGRITA'  NAZIONALE
LE LEGGI TUTELANO LE MINORANZE " LINGUISTICHE " E NON  - NAZIONALI -  I
RESIANI NON SONO SLOVENI IN ITALIA E TANTOMENO - COMUNITA' NAZIONALE SLOVENA -
A RESIA SI PARLA LA LINGUA RESIANA,LINGUA RICONOSCIUTA DALL'UNESCO, E NON LO SLOVENO.

10 commenti :

  1. Puntuale, disorientato e confuso, non tanto per quello che ha scritto il Console Generale del Consolato Generale della Repubblica di Slovenia a Trieste, ma per il tempo impiegato per una questione, spero, di così marginale interesse. Questo interessamento e questa intromissione, questa ingerenza ha un aspetto non conforme in problemi che avrebbero dovuto riguardare esclusivamente il Comune e le parti coinvolte in questa baraonda. Che ci siano altri interessi è provato, non fosse altro per la Legge 23 febbraio 2001, nr.38, che la Slovenia pensa di avere tanti diritti e pochi doveri, con interposizioni in questioni non legate alla tutela della minoranza linguistica slovena della Regione Friuli - Venezia Giulia, come in questo caso, ma di una patrimonio legato al folklore resiano, non puramente di attinenza alla dichiarata minoranza slovena in Resia, ma di appartenenza legata a tutta la comunità resiana. Il folklore resiano che appartiene a tutto il popolo di Resia
    In Italia, Resia compresa perché se il Consolato non lo sa, al presente è tuttora territorio nazionale italiano, vige ancora la legge che quando scade un contratto, in questo caso quello del Centro Culturale, scaduto il 30 giugno 2012, si cerca di rinnovarlo contattando tutte le parti che ne hanno fatto esplicita richiesta. In seno alla nostra Comunità non credo che ci dovrebbero essere Associazioni e Gruppi di serie A e di serie B, agevolare alcuni a sfavore di altri. Minoranza o meno, anche quelli che si dichiarano di appartenere alla minoranza slovena a Resia,che non hanno mai sconfessato di non essere e di non sentirsi resiani, o di rinnegare le loro origini, allora o sei carne o sei pesce, quindi la loro è una situazione ambigua e confusa, di conseguenza siamo consapevolmente tutti autentici resiani, con gli stessi diritti e con gli stessi doveri. L'associazione "Identità e tutela Val Resia", ha gli stessi diritti, non per le sue contrapposte posizioni alle attività culturali slovene, ma per il suo ruolo quello di pretendere e di scegliere la propria identità e la propria autonomia linguistica, perché consapevoli di essere una etnia diversa. Ognuno cerca il proprio diritto, noi come "Identità e tutela Val Resia", e a nome di tutta la popolazione della Val Resia, cerchiamo il nostro. È nel nostro diritto cercare di battersi a casa nostra contro un incomodo inquilino che vuol intromettersi nei nostri lavori di casa.
    Sappiamo che la struttura del Centro culturale fu costruita in seguito al terremoto del 1976 con gli aiuti dell'allora Repubblica federativa socialista Jugoslava, ma a dirla con tutta franchezza, anche se questa struttura è stata una donazione, quindi non occorre ripeterlo continuamente, per noi è diventato un peso per la ragione che, a pensarla schiettamente, in definitiva sembra che sia diventato un frammento di territorio sloveno in Val Resia.
    L’insediamento dei resiani in Val Resia è avvenuto circa 1400 anni, siamo sopravvissuti fino ai nostri giorni è non credo che una nuvola passeggera, quella che si dichiara minoranza slovena, possa oscurare la nostra identità, la nostra storia ed il nostro orgoglio di essere solamente resiani e di rimanere tali

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  2. Mi sembra che qualcun'altro sia in una situazione ambigua e confusa, dato che pretende di essere definito comunità linguistica, pur sapendo di manifestare con forza nuova che è da sempre contraria al riconoscimento di lingue minoritarie che non siamo legate all'italiano. O sei carne o sei pesce quindi.

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  3. A proposito di carne o pesce Chiarimento:ci tengo a precisare che il sig. "renci", non ha nulla a che fare con "rencic".il tentativo di confondere gli pseudonimi mi sembra alquanto puerile, comunque il mio pensiero sulla questione "minoranza" è completamente all'opposto di quello di "renci" ed in linea con gli abitanti di Resia e questa redazione.poi c'è da dire al sig. console sloveno che l'aiuto dato a Resia durante il terremoto del 76, è stato largamente compensato dagli aiuti ITALIANI E FRIULANI, in occasione di terremoti ed inondazioni succedutisi in Slovenia e successivi al nostro......RenciC (si legge come scritto e non "renziz")

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  4. Sembra strano e bislacco che una persona si perda nel rincorrere le farfalle. Ma il bastian contrario pensa, con il suo sguardo da triglia, in uno stato di lieve ma costante eccitazione sessuale, di prendere per il culo la gente. L’occasione e l’ossessione , ma in modo particolare la confusione regna sovrana, quando, anche nella evidenza dei fatti uno, pur di apparire ridicolo, fa delle affermazioni e delle considerazioni da far scompisciare la gente. E’ una fissazione ormai cronica da parte di chi si definisce minoranza slovena nella Slavia friulana, quella di citare, per una ragione solo a loro confacente, quella di tirare in ballo sempre e comunque “forza nuova”. Non sono un covo di delinquenti, hanno le loro idee, che non sono quelle di essere contrari al riconoscimento di lingue minoritarie, quindi lo stesso pensiero si può rivolgere a Est che si batte in tutti modi nel convenire che non è ipotizzabile l’esistenza delle lingue: resiana, toriana e natisoniana. Le ragioni della loro identità, che siano esse: resiane, toriane e natisoniane, visto che non condividono le aspettative e le ambizioni da chi aspira di diventare anche suddito della nostra vicina Repubblica, tutto quello che viene detto e contraddetto, allora si cerca di minimizzare e ridimensionare anche le più elementari ed evidenti ragioni e argomentazioni. C’è stata una chiara e manifesta ingerenza ingiustificata, da parte del Console sloveno a Trieste, un attentato all’integrità nazionale in questioni, non puramente di attinenza alla dichiarata minoranza slovena a Resia, ma di una appartenenza legata a tutta la comunità resiana, il folklore resiano. Il nostro folklore, che si identifica nel costume e nella cultura tipicamente e autenticamente resiana, ballo e musica, appartiene a tutto il popolo di Resia con il quale si riconosce nella sua piena e totale unicità. Questo forse il Console non lo sa, non lo sapeva o è stato male informato. Doveva, prima di scrivere quella lettera al Sindaco del Comune di Resia, informarsi meglio e non rendersi ridicolo per compiacere a delle probabili pressioni esterne solo per il fatto che era scaduto un contratto per la gestione del Centro Culturale. Non era suo dovere intervenire, ma i pianti e i lamenti che provenivano da Resia dalla minoranza che si dichiara slovena, e le pressioni dalle varie associazioni slovene in Italia, hanno fatto il resto. Mi chiedo, dopo aver ricevuto questa lettera dal Consolato sloveno a Trieste, se il Sindaco di Resia non abbia fatto presente questo fatto alle autorità italiane competenti. Nel corpo della lettera il Console scrive, tra l’altro: “Si consta inoltre che la struttura del Centro culturale fu costruita in seguito al terremoto del 1976 con gli aiuti dell'allora Repubblica federativa socialista Jugoslava con lo scopo di adibirla alle attività culturale dei resiani.” Si continua a citare e riportare che dopo il terremoto del 1976 la struttura del Centro culturale fu costruita con l’aiuto dell’allora Repubblica federativa socialista Jugoslava, ma tale aiuto allora fu fatto liberamente e spontaneamente oppure al solo scopo di avere in futuro delle opportunità?
    Per concludere devo fare una citazione al mistificatore, all’usurpatore “renci”, il bastian contrario delle farfalle, il lupo perde il pelo ma non il vizio, hai cambiato pelle ma sei sempre lo stesso, quello che rompe i marroni senza alcuna idea chiara e propositiva.
    Al rencic autentico che con i suoi interventi io ho sempre tratto sostegno e fondamento per i miei concetti e pensieri, vadano i miei consensi e le mie simpatie.

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  5. Secondo il mio modesto parere forza nuova è comunque da considerare come sintomo di nazionalismo, sostenere il contrario sarebbe da ipocriti. Per quanto riguarda il fatto del riconoscimento o meno dello status di lingua o dialetto bisogna specificare che, essendo l'intercomprensione tra lo sloveno (sia in forma standard ma soprattutto dialettale) e le parlate natisoniana,resianana e torriana elevata, cioè c'è realmente una somiglianza straordinaria, bisognerebbe forse chiedersi se anche la variante al di là del confine è da considerarsi lingua slovena oppure lingua a sè stante,visto che è diversa dalla lingua che parlano a Lubiana. Resia è un caso più particolare, anche se è comunque risaputo che sia l'unicità genetica che l'unicità linguistica, trovano nei parenti sloveni le somiglianze più concrete( controllate cosa scrive sul sito del parco genetico.P.S:leggete ciè che è scritto non ciò che vorreste leggere).In sostanza la volontà di elevare e allontanare le parlate della Slavia dalle parlate della Slovenia è un chiaro stratagemma per dividere et imperare al fine di imporre ciò che per troppo tempo è stato imposto contro la volontà degli abitanti, ovvero una lingua ed una cultura non proprie.Ovviamente per sopravvivere molti si sono adeguati identificando come unica verità della propria esistenza l'Italia in puro senso nazionale.Questa contraddizione la vediamo ancora oggi con persone che sostengono delle tesi quasi assurde e vogliono mantenersi "slavi" sbandierando il tricolore italiano e parlando tra di loro solo in italiano o al massimo in friulano, non vi sembra assurdo? facciamo una campagna pro italia e pro friuli allora e non chiamiamola manifestazione per le lingue slave, o vi da fastidio il fatto che molti ultilizzano ancora il termine "sclav"?

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  6. La comunità italiana in Croazia, ormai vuole identificarsi come comunità istro-veneta, rifiutando il titolo di "italiana" quando loro a tutti gli effetti la lingua italiana non la parlano, ma utilizzano oltre al croato solamente la lingua veneta.Rencig e Fratosio, cosa ne pensate?

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  7. Quando non si hanno sufficienti argomenti per affrontare un discorso, dove si va a parare? Ma in politica, la cosa più ovvia e più facile. L’argomento da affrontare non era questo ma l’intromissione, o per meglio dire, l’ingerenza che il Console Sloveno a Trieste ha voluto mettere naso in questioni che non gli competevano e che non gli competono. Questo era dunque il nocciolo della questione da affrontare. Ma sappiamo tutti ormai che certa gente è fatta apposta per generare discordanze e contrasti anche dove non ce ne sarebbe bisogno. Allora si tira in ballo “Forza Nuova” senza sapere che la partecipazione alla manifestazione di Cividale, alla quale ha preso parte anche “Identità Tutela Val Resia”, non è stata una manifestazione nazionalistica bensì una dimostrazione con la quale si chiedeva il censimento delle popolazioni che si dichiarano minoranze slovene in Italia. Con “Forza Nuova”, quindi, si condivideva tale richiesta, niente di più che un censimento. Se poi è stata considerata, dalla parte avversa, di diverso contenuto, allora questi sono problemi vostri con interpretazioni distorte nella valutazione e nella lettura dei fatti, confusione e ambiguità di chi è in mala fede.
    Se diamo un sguardo, rivolto alla minoranza slovena coesa nella politica, intravediamo uno schieramento di tutta la parte di sinistra: segretari, senatori, deputati, europei e italiani, e consiglieri regionali, dobbiamo allora considerare che la minoranza slovena inneggia al totalitarismo comunista? Per quanto riguarda la parlata resiana, “somiglianza straordinaria” non vuol dire essere affini o conformi, se io vado a Bovec e parlo in resiano non mi capiscono e se uno di Bovec parla in sloveno io non lo capisco, quindi devo dedurre che la somiglianza non è straordinaria ma deludente o quasi nulla, provare per credere, io ci ho provato, in lungo ed in largo nella valle dell’Isonzo.
    Il resiano è stato riconosciuto dall’U.N.E.S.C.O. come LINGUA in via di estinzione e non come dialetto sloveno. I linguisti, anche slavisti, in tempi non sospetti, cioè prima delle leggi ad hoc per lo sloveno, esaltavano il resiano come ” icona” dello slavo arcaico, come mai?
    A quanto si legge sul sito del Parco Genetico del FVG, che si dovrebbe attenere solo per quanto riguarda gli studi sulla genetica e non sulla linguistica, fra l’altro: “Se per il suo parlare e per la sua tradizione popolare Resia appartiene chiaramente all’area slovena gli sviluppi storici e sociali dal Rinascimento in poi hanno creato una situazione in cui i resiani stentano a identificarsi con la cultura slovena, anzi, si vedono come una popolazione ben diversa con una propria lingua e cultura.”
    Non viene cita la fonte da dove è stato appreso quanto scritto, quindi, devo ipotizzare che tutti possono scrivere, “il tutto ed il contrario di tutto”.
    Poi si legge: “Lo scenario oggi più verosimile sull'origine dello stanziamento è quello di poche famiglie iniziali, forse una ventina, alcune, probabilmente, già fra loro imparentate, che si distribuirono nei vari villaggi della valle. L'isolamento successivo ha mantenuto nei secoli il patrimonio genetico dei fondatori. Si tratta di una situazione genetica ormai rarissima a trovarsi in Europa”. Tanto meno in Slovenia.
    Si rammenta che nessuno avversa nei confronti degli sloveni, che sono poi loro che mirano ad una colonizzazione di Resia, o almeno al suo patrimonio storico culturale, come da dimostrazione delle ingiuste ingerenze della Republika Slovenija ( vedi Lettera Console ). Al presente, faccio notare, che i resiani non sono mai stati chiamati “sclav” in gergo friulano, ma “rosean”, citando chiaramente l’individuo e la sua provenienza, circoscritta chiaramente in Val Resia. Con la profonda consapevolezza e la convinzione di essere un popolo, un motivo d’orgoglio nel dichiarare la propria identità resiana “din rosaijanski mej din buski, non rappresenta un problema.

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  8. In risposta a Marta.

    Marta tu fai questa affermazione: ”La comunità italiana in Croazia, che ormai vuole identificarsi come comunità istro-veneta, rifiuta il titolo di "italiana", perché utilizza, essendo scolarizzata in croato, oltre al croato, solamente la lingua istro-veneta.”

    Io rispondo, invece, perlomeno questo dovrebbe essere l’orientamento della maggior parte della popolazione resiana: “La comunità resiana in Italia, che si identifica come comunità “resiana”, non rifiuta il titolo di “italiana” perché a tutti gli effetti i resiani utilizzano, essendo scolarizzati in italiano, oltre all’italiano, solamente la lingua resiana.”

    Come vedi non esistono differenziazioni in merito nell’affermare la propria appartenenza alla comunità, originaria e primaria, con l’utilizzazione del linguaggio della propria nazionalità.

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  9. Bravo Fratoso, quando non si hanno sufficienti argomenti per affrontare un discorso si va a parare nella politica, con tanto di manifestazione di ITVR(potrebbe essere tradotto in resiano ITVR, se siete resiani) con una forza politica per eccellenza qual'è froza nuova , ovviamente contro la comunità slovena della provincia di Udine, che viene costantemente attaccata gratuitamente, sia in Benecija che a Rezija.La lettera del console al sindaco Chinese(Knez-significa principe,altra italianizzazione..) di Resia è stata interpretata in maniera distorta, dato che il gentilissimo console sloveno ci tiene alla lingua resiana essendo la lingua slava più simile allo sloveno, ecco tutto. Facciamo quindi un censimento per sapere quanti a Resia si sentono Resiani e quanti si sentono Italiani, risulterebbe interessante, anche perchè il resiano parlato è sulla cattiva strada se si continua così, a meno che non vi faccia piacere tramandare l'essenza resiana in salsa italica.

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  10. Ritorno volentieri su questa vicenda perché io di argomenti ne avrei parecchi da raccontare. Proseguo con il chiaro intendimento di non tirare più in ballo “Forza Nuova”, in questa storia loro non centrano assolutamente nulla. Chiuso questo capitolo riapro quello relativo al Console Sloveno a Trieste. Non credo che l’intervento del Console sia stato tanto benevolo, io direi piuttosto che sia stato inteso come una bella tirata di orecchi al sindaco di Resia. Per questo fatto io spero che l’interessato Sindaco abbia fatto i suoi passi presso le autorità italiane, per l’intromissione e l’ingerenza in questioni che non riguardavano assolutamente la dichiarata minoranza slovena in Resia, ma una questione legata unicamente al folklore resiano ed il Centro Culturale. Mi sorprende e mi fa enormemente piacere sentire che il Console “ci tiene alla lingua resiana essendo la lingua slava più simile allo sloveno.” Spero che altri parlino della lingua resiana e non di dialetto resiano. Nel contesto del problema censimento è auspicabile che a questa soluzione si arrivi quanto prima, per una faccenda molto semplice, finalmente si andrebbe alla conta per verificare l’esatto numero dei residenti nella Slavia friulana che oggi si dichiarano di appartenere alla minoranza slovena in Italia. Oggi in quella minoranza ci sono delle discordanze e delle incongruenze incondizionate, e spiego il perché. Io ho vissuto per parecchi anni in Alto Adige, che attualmente frequento con una certa continuità, essendo mia moglie di origine altoatesina, pertanto conosco molto bene la loro situazione e le loro condizioni. Io, praticamente, ho girato in lungo ed in largo tutta la provincia di Bolzano, toccando quindi con mano la situazione etnica e linguistica di quei luoghi. La etnia prevalente è quella di madre lingua tedesca, poi viene quella di madre lingua italiana ed infine la comunità ladino-dolomitica, scolarizzata in lingua tedesca. Per avere un posto di lavoro, assegnazione di alloggi, ecc. era ed è favorita quella persona che appartiene al gruppo etnico di maggioranza, in questo caso quello tedesco. Nel censimento che era stato fatto per determinare la proporzionalità di appartenenza, tanti italiani, cioè quelli di madre lingua italiana, per avere gli stessi privilegi, le stesse possibilità e gli stessi diritti, hanno optato e dichiarato di appartenere al gruppo etnico tedesco. Questa scelta è stata fatta, quindi, per opportunità e tornaconto e non per convincimento. Nella Slavia friulana, in cui non è stata fatta alcuna rilevazione statistica, dove la minoranza slovena, non è determinata con un effettivo numero, ai sensi della legge 38/2001, riceve ogni anno parecchi finanziamenti. Io immagino che in tanti si sono dichiarati di appartenere alla minoranza slovena, quindi penso e suppongo, solo ed esclusivamente per poter accedere a questi finanziamenti, senza titolo e presupposti. Come distinguere, perciò, i veri dai falsi? Col censimento. Poi se ci sono altre motivazioni ed altri obiettivi io non sono in grado di valutarli. I soldi fanno sempre piacere a tutti e chi se ne frega se calpesti le tue origini.
    Facciamo quindi questo benedetto censimento per sapere, non solo a Resia ma in tutta la Slavia friulana, quanti sono e si sentono realmente di minoranza slovena. I dati risulterebbero davvero molto interessanti, ma sembra che questa volontà non esista perché determinerebbe una realtà nei numeri che oggi è artefatta, falsificata e manipolata.
    Se il resiano parlato è sulla cattiva strada potrebbe anche darsi che dopo 1400 anni della sua presenza, il cittadino di Resia si sia stancato di parlarlo, cosa assai remota ed assurda. In tutta la Slavia friulana siamo tutti scolarizzati in italiano, parliamo tutti l’italiano, di conseguenza , volente o nolente, ognuno di noi appartiene alla propria comunità originaria.
    Come vedi non dovrebbero esistere sostanziali differenziazioni in merito nell’affermare la propria appartenenza alla comunità, originaria e primaria, con l’utilizzazione del linguaggio della propria nazionalità.

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