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martedì 20 novembre 2012

Storia di un Resiano: Enrico Mattia Zuzzi


E IL GENERALE ANNUNCIÒ: SBARCHEREMO A MARANO


I friulani «che fecero l’Italia», come si suol dire, partecipando alla spedizione dei Mille, erano in tutto 23 (ai quali si aggiunse un’altra quarantina nei periodi successivi, alla spicciolata e a cose avvenute).
In questa pattuglietta gli udinesi erano tre: il più noto è certamente Giovanni Battista Cella, al quale adesso si vuole dedicare un monumento nel piazzale omonimo e che nel 1860 aveva 25 anni. C’erano poi Francesco Carlutti, il più vecchiotto del gruppo avendo 48 anni, e Riccardo Luzzatto, che invece era la mascotte con le sue 18 primavere. E’ immaginabile l’apprensione della famiglia quando seppe che il ragazzo, bollendo di spirito risorgimentale, aveva deciso di raggiungere a Quarto il generalissimo Garibaldi. E infatti la mamma, l’eroica (come viene definita nei libri di storia) Fanny Luzzatto, che era amica della famiglia Cairoli e dei fratelli Bandiera, corse in Liguria per indurlo a desistere e lui la supplicò di non dirgli di tornare indietro, perché sarebbe partito lo stesso e col rimorso di averla disobbedita. L’episodio è raccontato nel libro Da Quarto a Volturno, di Giuseppe Cesare Abba, che è un po’ la Bibbia sui Mille.
Dunque, Riccardo Luzzatto non volle saperne di tornare a Udine e allora Fanny lo affidò alla tutela di un altro patriota friulano, Enrico Mattia Zuzzi, codroipese, più esperto della vita e del mondo dall’alto dei suoi... 22 anni. Le nostre camicie rosse partirono e si distinsero in tutta la campagna di Sicilia nella quale rimase sul campo solo un friulano, il sacilese Eugenio Sartori, caduto sotto il piombo borbonico a Calatafimi.
Rievochiamo queste vicende cogliendo lo spunto dall’iniziativa che ora parte a Udine per rendere merito alla memoria dimenticata di Titta Cella e a quella di quanti furono suoi compagni di viaggio in un’avventura risorgimentale che poi lasciò tante delusioni e rimpianti. Cella, colmo di amarezza, si uccise, ma non fu così per gli altri. Per esempio, incredibilmente, dopo vite piene di avventure e di lotte, oltre che di uno spirito patriottico d’acciaio, troviamo ancora Luzzatto (avvocato) e Zuzzi (medico) sulla scena della prima guerra mondiale quando il più giovane aveva 73 anni e il vecchio ben 77. Entrambi chiesero di essere arruolati come volontari, ma accettarono solo l’udinese (foto), che si comportò eroicamente nella presa di Gorizia meritandosi la medaglia d’argento al valor militare. Il suo spirito non si era infiacchito nemmeno davanti agli attacchi subìti per il fatto di essere ebreo e di avere aderito alla massoneria. In politica si schierò con i radicali e venne eletto per sei legislature al Parlamento nel collegio di San Daniele.
Zuzzi, invece, dopo l’avventura dei Mille, tornò segretamente in Friuli, che era ancora sotto il dominio austriaco, dove diede vita a moti insurrezionali assieme a Cella e dove, sollecitato da Garibaldi che gli aveva annunciato i suoi piani, doveva costituire una Legione friulana delle camicie rosse e preparare un nuovo sbarco (sul modello Marsala) a Marano Lagunare per liberare le nostre zone. Progetti che però non andarono a buon fine. Zuzzi alla fine si ritirò a Codroipo dove veniva chiamato il medico dei poveri in quanto prestava a tutti gratuitamente il suo servizio. Era un solitario, la gente lo vedeva passeggiare con il cane. E commentava: «Brava persona, peccato che non vada mai in chiesa, è un garibaldino».

Tratto dal Messaggero Veneto del 19 novembre 2012

Da segnalare che da vecchi documenti si evince che questo ramo degli Zuzzi siano partiti da Resia: 2 fratellini di circa 8 anni sembra che siano partiti da Resia e abbiano raggiunto Codroipo dove sono stati adottati dal notaio del paese che li ha fatti studiare.Uno è diventato senatore del regno mentre l'altro è l'Enrico Mattia Zuzzi.

3 commenti :

  1. La segnalazione di Turan1964 è totalmente infondata. La documentazione chiara e certa della famiglia esiste nell'archivio parrocchiale di Codroipo L’albero della famiglia Zuzzi (ramo Pinzano, Ragogna , San Michele al Tagliamento) esiste nell’Archivio di Stato di Udine, fondo della Porta, busta nr. 7/B. I due personaggi citati non sono certamente fratelli in quanto uno è il padre e l'altro è il figlio.

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  2. http://xoomer.virgilio.it/goto/Genealogia/TuttiZuzzi9.htm ,a puro titolo informativo perchè anche i miei avi possedevano questo cognome e con questo non voglio assolutamente offendere nessuno ma solo mostrare che ci sono concrete possibilità che si tratti di un cognome diffuso in Slovenia e Croazia.Zuzzi-Zuzich(Žužič).Cordialmente.

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    1. I pochissimi Zuzzi attualmente residenti in Slovenia e Croazia sono sicuramente di origine resiana. Si stabilirono colà quando quelle terre erano parzialmente italiane. Per quanto riguarda invece i cognomi simili con matrice Zuz- diffusi dalla Boemia alla Macedonia, nel sito citato è chiaramente riportata la loro più probabile etimologia. La pretesa di alcuni Sloveni di voler far derivare tale cognome da una italianizzazione del loro Zuzich (o simile) è totalmente infondata.

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