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domenica 30 dicembre 2012

Ora Resia piange il suo benefattore


Era originario di Resia Bruno Di Lenardo, l’imprenditore padovano che domenica pomeriggio si è tolto la vita nel bagno della sua azienda, la “Di Lenardo Spa”, diventando un simbolo, suo malgrado, del Nordest schiacciato dal peso della crisi.
Bruno a Resia era considerato un benefattore, che portava avanti quanto iniziato da suo padre Odorico, scomparso tre anni fa e cittadino onorario di Resia: borse di studio a favore di giovani meritevoli della valle e sostegno economico alle associazioni più attive sul territorio.
Per questo era non solo conosciuto, ma stimato e ben voluto nella valle del Canal del Ferro. A Resia tornava molto spesso, insieme alla madre, nell’abitazione dove era cresciuto e dove aveva trascorso gran parte della sua infanzia, a Gniva.
La sua scomparsa ha destato molta impressione nella comunità di Resia, soprattutto perché improvvisa e dai contorni tragici. L’uomo, sposato e padre di due figli, uno di 20 e l’altro di 16 anni, ha deciso di farla finita domenica, dopo che sabato, una parte del magazzino della sua azienda (specializzata nella distribuzione di ortofrutta), 10 mila metri quadrati contenenti impianti ad alta tecnologia del valore di milioni di euro, era andato distrutto a causa di un incendio. Di Lenardo ha prima tentato di tagliarsi i polsi, poi si è soffocato legandosi in sacchetto attorno al collo. Ha lasciato 14 lettere per amici, famigliari, inquirenti e dipendenti.
Proprio ieri il sindaco di Resia Sergio Chinese, si è recato a Padova per partecipare ai funerali di Di Lenardo, portando ai suoi famigliari il cordoglio di un’intera comunità: «La sua improvvisa scomparsa - ha commentato il primo cittadino - lascia un vuoto enorme nella nostra comunità. Lui e la sua famiglia si sono sempre dimostrati benefattori nei confronti di Resia, contribuendo fattivamente alla crescita culturale e sociale della nostra comunità, non soltanto attraverso la donazione a varie associazioni di contributi a fondo perso, ma anche per l’istituzione di borse di studio a favore di studenti meritevoli».
Bruno Di Lenardo non era stato un semplice emigrante, che, trovando fortuna lontano da Resia, faceva ritorno soltanto per brevi periodi di vacanza. Il suo legame con la Val Resia non si era mai interrotto, e, per quanto poteva, aveva deciso di sostenere la crescita morale e culturale dei giovani di quel territorio. Purtroppo l’incendio che ha colpito la sua azienda ha dato il colpo di grazia a una situazione resa già difficile dalla crisi economica, che specie nel Nordest d’Italia sta mettendo con le spalle al muro moltissimi imprenditori.

Tratto dal Messaggero Veneto del 29 dicembre 2012

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