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venerdì 15 febbraio 2013

LINGUA RESIANA: La presentazione oggi a Udine a palazzo Belgrado

Oggi, alle 17, nella sala del Consiglio della Provincia di Udine, è stato presentato il primo dizionario illustrato di resiano per bambini, intitolato “RAJBÄT”, realizzato dall’Amministrazione Comunale di Resia
con i fondi regionali della legge 26 del 2007. Gli elementi trattati sono oltre 300 che corrispondono al numero di carta stampate. Nel cofanetto sono inserite altre schede che spiegano il progetto, forniscono indicazioni alla lettura e consigliano due ipotesi di gioco. È proprio attraverso il gioco che questo dizionario potrà fornire ai bambini un’occasione per conoscere i vari termini e, soprattutto, imparare a scriverli. Un ulteriore prezioso strumento allegato al cofanetto è il cd Rom multimediale, realizzato dalla Cooperativa L’Età dell’Aquario di Camporosso di Tarvisio.
FONTE


Friulani, tedeschi, sloveni? Un micro-universo a sé certificato dalla genetica

Gli abitanti di Resia l’hanno sempre sostenuto: «Noi non siamo friulani, non siamo sloveni, non siamo russi. Noi siamo resiani». Una convinzione suffragata anche dalla scienza, e nello specifico dalla genetica. Dalla mappatura genetica del Friuli Venezia Giulia, infatti, emergerebbe con chiarezza l’unicità della popolazione resiana. Non soltanto non ci sono corrispondenze con le altre comunità della regione, ma fino a ora non è stata individuata alcuna corrispondenza nemmeno con altre popolazioni europee ed extraeuropee. Gli incroci dei dati genetici raccolti dagli istituti di tutto il mondo confermano, insomma, che Resia è una comunità a sé stante. A documentare lo stato eccezionale di Resia è la mappa genetica utilizzata per definire l’origine del popolo resiano e delle altre comunità coinvolte nel progetto di “Parco genetico” portato avanti dai ricercatori del Servizio di genetica medica dell’Irccs “Burlo Garofolo” di Trieste. Due le spiegazioni fornite dai ricercatori per questa unicità di Resia: la prima, sarebbe dovuta al suo forte stato di isolamento, prolungato nei secoli; la seconda a una probabile sovrapposizione fra due popolazioni diverse, una conquistatrice, l’altra conquistata, cosí da creare condizioni genetiche uniche. «Non abbiamo grossi legami con le popolazioni contermini, friulane, tedesche o slovene che siano – ha commentato il sindaco di Resia, Sergio Chinese –. Se prima c’erano dubbi nell’affermazione di questa tesi, in quanto fondata solo su raffronti di tipo linguistico, oggi, a nostro favore, c’è anche la genetica. Resia è un’entità unica a livello europeo – ha aggiunto – e questo rende merito a tutti coloro che in questi anni si sono battuti per affermare la resianità». Una tipicità di cui tutti i resiani vanno fieri, che in piú occasioni ha spinto il sindaco a rifiutare la fusione con altri comuni: Resia, detto senza riaccendere vecchie polemiche, ha poco da spartire con i vicini.




Resia affida ai bambini
il tesoro della sua lingua

Esce “Rajbät” il dizionario illustrato di uno straordinario mondo in sei borgate. Un testo multimediale, un mazzo di carte e il piacere di tramandare giocando

Si sa, una lingua, per poter sopravvivere, deve essere insegnata. Anche quando la famiglia non è in grado di farlo, ci devono essere degli strumenti per facilitarne l’apprendimento. A Resia, piccola comunità del Canal del Ferro, da anni si sta combattendo per garantire la sopravvivenza del resiano, lingua del ceppo slavo che a un primo ascolto ha molte assonanze con il russo.
. Un dizionario illustrato. Proprio per agevolarne l’insegnamento ai bambini, l’amministrazione comunale di Resia ha sfruttato un finanziamento legato alla legge regionale 26 del 2007 per realizzare il primo Dizionario illustrato di resiano dedicato alle nuove generazioni. L’opera, chiamata Rajbät, sarà presentata domani, alle 17, nella sala del Consiglio provinciale di Udine, a palazzo Belgrado.
Il resiano e le sue varianti. Il dizionario è formato da una serie di carte da gioco plastificate che rappresentano, grazie a disegni elaborati dai bambini delle scuole di Resia e dai partecipanti al Centro estivo 2011, diversi elementi naturali e antropici. In ogni carta, curata graficamente dall’illustratrice Luisa Tomasetig di Cividale, quello che è raffigurato con il disegno, è anche riprodotto in lingua italiana, nello standard del resiano e nelle sue diverse varianti, corrispondenti alle forme lessicali delle sei frazioni del territorio comunale. Una pluralità di accenti e di modi di utilizzare questa antichissima lingua che rende ancora piú importante il dizionario, capace non soltanto di insegnare ai ragazzini la lingua del territorio, ma addirittura le diverse varianti di ogni borgata.
Imparare giocando. Le parole raffigurate sulle carte sono piú di trecento e consentono ai bambini, appunto, di imparare giocando. Non è un caso infatti, che il dizionario sia stato chiamato proprio Rajbät, che in resiano significa giocare. A rendere unica quest’opera è anche il fatto che insieme alle carte, alle spiegazioni sul progetto e alle indicazioni alla lettura, nel cofanetto che contiene il dizionario è stato accluso anche un cd-rom multimediale, realizzato dalla cooperativa L’Età dell’Aquario di Camporosso. Un supporto indispensabile per cimentarsi con l’apprendimento di una o piú varianti del resiano, unendolo alle terminologie ritratte sulle carte.
Uno strumento per tutti. Il cd-rom contiene, infatti, tre principali elementi. L’ausilio vocale, che permette di scegliere e ascoltare dalla voce dei bambini un determinato termine; una seconda funzionalità per scorrere tutte le carte in una sorta di libro virtuale; una serie di filmati nei quali è l’assessore alla Cultura del Comune di Resia, Cristina Buttolo, a spiegare dettagliatamente il lavoro svolto e le sue finalità, mentre immagini e sketch realizzati nelle aule scolastiche offrono alcuni spunti sulla realtà linguistica giovanile di Resia. In pratica, grazie a questo strumento, chiunque abbia la passione per le lingue può cimentarsi con il resiano, imparando questa lingua con facilità, senza il rischio di sbagliare la pronuncia delle diverse varianti, ricevendo indicazioni utili anche per la forma scritta.
Le regole del gioco. Rajbät to jë dän g(üg ka an parvïdina wsej dwa g(ügadörja, ma c'i se jë vec' tu jë ljuc(ë. Tu jë dän g(üg tu ka sa ma jïskat rivät wse c'arte. Che vuol dire: «Giocare con l’alfabeto è un gioco di abilità e fortuna per due giocatori, ma se si è piú numerosi è meglio. Lo scopo del gioco è cercare di esaurire tutte le carte». Le carte sono distribuite ai giocatori in numero uguale, a turno da un giocatore. Se i giocatori sono due o tre, ognuno riceve sette carte, se si gioca in quattro o cinque, si consegnano cinque carte a ogni partecipante. Le carte rimanenti costituiscono il mazzo, e ovviamente devono essere coperte. Inizia il giocatore che ha distribuito le carte che deve obbligatoriamente mettere in tavola una carta. Il turno passa all’avversario di destra che può mettere in tavola tutte le carte che iniziano con la stessa lettera del nome della figura rappresentata nella carta del tavolo e cosí via. Se un partecipante non ha nessuna carta da giocare, pesca una carta dal mazzo e butta una carta del suo mucchio in tavola, ripete la parola prïajän, cedendo il turno a chi è seduto alla sua destra. Come già accennato, l’obiettivo del gioco è liberarsi di tutte le carte che si hanno in mano.
Il manoscritto di Ella. Il dizionario sul resiano conferma la peculiarità di un microcosmo sul quale indagò per prima Ella Adajewski, musicologa russa di cui recentemente, per ammirevole volontà dell’Associazione Gaggia di Cividale, è stato stampato il manoscritto Un voyage à Résia, risalente al 1883 e ritrovato nel 2009 dalla nipote Elsa Geiger Arié. Grazie alla Adajewski la musica resiana è diventata oggetto di ricerca e di studio in varie accademie europee.

Tratto dal MESSAGGERO VENETO del 14 febbraio 2013

1 commento :

  1. Sarebbe stato opportuno, oltre a pubblicizzare la presentazione del primo dizionario illustrato di resiano per bambini, anche spiegare ai tanti resiani residenti e non, specialmente ai figli dei nostri emigranti, che forse non l'aveva mai sentita in questi temini, la definizione esatta della parola "RAJBAT" che vuol dire "GIOCARE", qualsiasi varietà di gioco.

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