ROSAJANSKI DOLUNO - Dulïna se nalaža tu-w Reġuni Friuli-Venezia Giulia. Göra Ćanïnawa na dilä di mërä ta-mi to Laško anu to Buško nazijun.
State ascoltando, ITALY RVR Radio Val Resia.Le trasmissioni in Lingua Resiana sono a cura di Tiziano Quaglia.Saranno trasmissioni settimanali dalla Domenica fino al Sabato successivo con i seguenti orari: Ore 13:00 e Ore 21:00 tutti i giorni. Ci sarà anche una edizione notturna alle ore 03:00 per favorire gli ascolti da oltre Oceano ( ore 20-21-22 in U.S.A. e intero continente Americano).---- You are listening to, ITALY RVR Radio Val Resia.Le broadcasts Resian Language are by Tiziano Quaglia. They will be broadcast weekly from Sunday until next Saturday at the following times: 13:00 and 21:00 every day. There will also be a night edition at 03:00 order to attract listeners from overseas (20-21-22 hours in the US and the American continent)


IL SITO DEDICATO A TUTTO IL POPOLO RESIANO CHE TENACEMENTE CONTINUA A DIFENDERE LINGUA,CULTURA E TRADIZIONE


Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

giovedì 17 luglio 2014

VENNI E VIDI

Di Franco Tosoni


In occasione  della festività della Segra a San Giorgio di Resia, venni e vidi questa locandina. Copia di tale locandina è apparsa in tutte le chiese principali della Valle. Fin qui niente di male, evidenziava ed evidenzia tuttora la MISSIONE POPOLARE PARROCCHIALE delle parrocchie di Pontebba, Dogna, Chiusaforte, Val Resia, Resiutta e Moggio – aprile-maggio 2014, ma la stranezza o la particolarità di questa locandina era ed è la scritta: ROZAJANSKA DULÏNA chiaramente riportata nella grafia slovena.

Ora la Val Resia, con tutte le sue frazione, mi pare che il suo territorio comunale non faccia parte della Republika Slovenija, quindi, questa scritta è impropria e provocatoria, perché doveva essere scritta nella grafia della lingua resiana. Non credo che il parroco l’abbia voluto scrivere in questo modo. Qui, chiaramente, c’è la mano, la lunga mano di chi si dichiara di appartenere, senza origine e ragione, alla minoranza slovena a Resia. Questa minoranza, come impropriamente si dichiara, si sta prendendo delle libertà che non gli competono, forse approfittando della pazienza altrui. In questo momento, in questo luogo, si cerca di manipolare le cose che dovrebbero essere di serenità e armonia per tutti.
Franco Tosoni

65 commenti :

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  2. il prezzemolino Andrea disquisisce ancora ma forse non ha capito che non ce ne frega un bel niente dell'alfabeto sloveno. noi adottiamo l'alfabeto che più ci fa comodo e a lui non gliene deve fregare niente. mi pare che nessun linguista abbia mai detto niente circa gli alfabeti adottati dai Resiani, ma vedo che c'è un linguista superiore a tutti: Andrea. complimenti alle sue osservazioni delle quale non ce ne importa proprio un bel fico secco e se vuole anche un fico maturo. saluti

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  3. Resia e i Resiani hanno gravitato per secoli, politicamente, amministrativamente, culturalmente, economicamente, nell'area "italiana" (per semplificare, e comunque non nell'area slava), seguendo le vicende storiche del Patriarcato di Aquileia, della Repubblica di Venezia, dell'Impero austroungarico, del Regno d'Italia e, infine, della Repubblica italiana In tutti questi secoli non è mai esistita, almeno ufficialmente, una Lingua resiana scritta, con un proprio alfabeto. Ma per secoli l'alfabeto di riferimento è stato quello latino (atti notarili, comunicazioni e transazioni economiche, scuola, testi letterali e religiosi). Quindi, i Resiani hanno certo più familiarità con questo tipo di alfabeto, mentre per uno di tipo slavo dovrebbero "imparare" ex novo a scrivere e a pronunciare le loro stesse parole scritte con un alfabeto sconosciuto alla stragrande maggioranza della popolazione. Si tratta di trovare una forma scritta che renda, coi segni grafici appropriati, la complessità di pronuncia della Lingua resiana (così complessa che nemmeno gli alfabeti e le grafie delle Lingue slave possiedono così tanti segni grafici per rendere in forma scritta la Lingua parlata). Il Resiano è arrivato ai giorni nostri prevalentemente solo in forma orale. Ora non si capisce perché voler imporre, per salvaguardarlo (!!!), un'ortografia avulsa dalla realtà resiana. Non per scomodare sempre la mia nonna Aniza, pace all'anima sua, ma se lei si fosse trovata davanti un cartello con scrito "Ravanca" lo avrebbe letto semplicemente "Ravanca" chiedendosi perché e chi avesse deciso di cambiare il nome a Ravanza!! ll Resiano, in secoli e secoli di isolamento, è rimasto uguale a se stesso ed è arrivato fino a noi. Ci sono tante altre isole linguistiche, anche in Italia, come le comunità albanesi e greche del centro-sud Italia, o le comunità occitane e quelle di Lingua tedesca della nostra Sauris o di alcune valli trentine o, per rimanere fra le "minoranze" linguistiche italiane, i Pegliesi che hanno fondato Carloforte in Sardegna (e che originano da Pegli, cittadina ligure) che parlano un dialetto genovese diverso dal Genovese "moderno" o le comunità calabresi che parlano un antico dialetto lombardo, residuo di un'antica "colonizzazione" di genti lombarde. Ecco, tutte queste Lingue e dialetti nei secoli di isolamento hanno sviluppato forme linguistiche e anche ortografiche lontane da quelle delle rispettive Lingue madri. E sarebbe assurdo, a mio parere, pretendere che oggi un Occitano si conformi al Francese moderno o un Abresh all'Albanese moderno. I Resiani chiedono soltanto di poter continuare a parlare (e scrivere) la loro Lingua nei modi e nelle forme che conoscono o che gli sono più consone e naturali. Dopotutto un alfabeto ha il solo scopo di rendere al meglio in forma scritta la Lingua orale. Se per rendere al meglio la loro Lingua i Resiani preferiscono l'alfabeto latino, che si adotti quello. Con buona pace degli "slovenofili" e, per assurdo, anche degli "slavofoni" in genere. Io vorrei un Resiano che anche nonna Aniza non avrebbe avuto difficoltà a leggere tranquillamente. Lei non era una linguista di fama e non aveva studiato in prestigiose Università. Era solo una Resiana che per tutta la sua vita ha parlato questa Lingua, così attenta e precisa da saper distinguere dalla pronuncia se chi le stava di fronte era di San Giorgio, di Stolvizza, di Gniva, i Prato o del suo paese, Oseacco. E questa è, va da sé, la mia personale opinione. Naturalmente non mancheranno le critiche e le precisazioni dei vari "linguisti di fama" che non mancano occasione per riprendere noi poveri Resiani sprovveduti e in attesa di salvataggio. Saluto tutti, indistintamente, col mio sbuhan. Abbiate pazienza, ma non riesco proprio a dire zbogan.

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    1. Brava. Tutto esatto. avrai contro solo Andrea, di cui sopra, e i filo sloveni perché sono convinti, o li hanno convinti, che lo sloveno è la madre delle lingue slave e che serve a salvare il Resiano, povera mamma.....
      Sbuhan

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    2. Bellissima risposta Selena,Complimenti.

      ps.: a casa mia,la parola Sbuhon, la si usava solo per darsi la buona notte,infatti quando mia nonna mi portava a nanna,a Oseacco.Lei mi diceva Sbuhon Franchincec, e io rispondevo,Boajume Babo.
      In nessun altra occasione della giornata veniva usata. solo la sera prima di coricarsi.

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    1. grazie al maestro linguista. pone dei dubbi ma da la soluzione. l'importante è la slovenizzazione. la pazienza c'è,anche troppa, da parte nostra.

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    2. Esatto,Andrea, è proprio un problema di accettazione: accettare che i Resiani si tutelino da soli(come soli lo sono stati per secoli) senza l'intromissionen di persone e di idee che non sono ben accette dalla maggioranza della popolazione. Accettare che i Resiani scrivano la loro Lingua come meglio credono senza che per questo il linguista di turno si senta offeso o sminuito. Accettare che i Resiani si sentano più italiani che sloveni (e non hanno bisogno di una nuova appartenenza) perché per secoli la loro Storia ha gravitato in quell'area e mai in quella slovena/slava. Accettare che è impossibile riportare indietro le lancette dell'orologio quando per secoli la vita di una popolazione intera ha condiviso storia, politica, cultura ed economia verso un mondo e mai verso un altro. Accettare che è difficile riportare in un ovile perduto un gregge di capre che, per secoli, hanno mangiato l'erba di un altro pascolo. E le capre resiane, te lo posso assicurare caro Andrea, sono molto ma molto testarde e caparbie. Accettare che io preferisco salutarti con "sbuhan" perché così me lo hanno insegnato mio padre e mia nonna.

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    4. Andrea, con tutto il rispetto, ma mi sembra di aver sentito che la Val Resia, politicamente e amministrativamente ha fatto parte prima del Regno Longobardo, poi del Patriarcato d'Aquileia, poi del Ducato del Friuli, poi della Serenissima Repubblica di Venezia, poi ha seguito le sorti di buona parte del Nord Italia sotto il regno di Napoleone, poi dell'Impero Absburgico, ha scelto - plebiscitariamente, ricordiamocelo - di far parte del neonato Regno d'Italia e, infine, della Repubblica italiana. Mi pare che in tutto questo di slavo - e tantomeno di sloveno - ci sia ben poco. Il fatto che una popolazione parli una Lingua appartenente al ceppo slavo non significa che abbia gravitato, nel corso dei secoli della sua Storia, nell'area dei Paesi slavofoni. Una cosa è la Lingua, una cosa è la nazionalità, una cosa è lo Stato. Diciamo che i Resiani sono una popolazione di Lingua slava, che hanno scelto di essere ricompresi fra la popolazione italiana e di far parte dello Stato italiano. Non mi ricordo negli anni passati - e nemmeno nei racconti di mia nonna e mio padre - di Resiani che parlassero con nostalgia di un'appartenenza slovena cui far ritorno. Ripeto per l'ennesima volta la mia domanda: cosa c'entra la tutela di una Lingua con i continui tentativi di relegare i Resiani in una minoranza cui non hanno mai appartenuto e alla quale non vogliono appartenere? Massimo rispetto per gli Sloveni - meno, molto meno per i finti Sloveni al di qua del Canin - ma cosa c'entra la Repubblica slovena con la Val Resia? Ormai non so più come dirlo. Credo che anche i sassi del torrente ormai l'abbiano capito. Evidentemente ci sono teste molto ma MOLTO più dure di loro. Sbuhan.

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    5. Andrea è un italiano che vorrebbe essere sloveno, ma non ci riesce. E' uno di quelli che dice che lo sloveno allarga la mente e fa diventare intelligenti, cone se quelli che non lo scrivano e parlano fossero deficienti. Lui vorrebbe che i Resiani fossero sloveni. Gli ho posto una semplice domanda alla quale non ha saputo rispondere e che ripeto: "" i Resiani per far parte della comunità nazionale slovena in Italia, detto dall'intelligente console sloveno di trieste (intelligente perché parla lo sloveno, non so per lo scritto perché lo ha fatto in italiano), dovrebbero aver soggiornato a lungo nella slovenia o ex jugoslavia. Il linguista e storico Andrea, ci può dare una risposta relativa al luogo di soggiorno a noi Resiani ottenebrati perché non vogliamo lo sloveno? io propenderei che sotto ad ogni scritto di Andrea come risposta dovrebbe essere messo ""non tenerne conto perché ignorante (dal verbo ignorare) sia della vita Resiana che della storia Resiana, che per qualsiasi cosa riguardante i Resiani.
      Mi sembra che Andrea voglia fare l' agit prot di lontana memoria ma che non è in grado di fare. Lo ripeto a lui che vuole fare il maestro, i Resiani possono scrivere con l'alfabeto che vogliono, vivere come vogliono e credere in ciò che vogliono e fare ciò che vogliono, alla faccia degli intelligenti con la mente aperta che parlano lo sloveno. Per lui il Resiano è diventata una lingua Italiana ma però legge i toponimi sulla carta geografica. Complimenti è tutta qui la storia dei Resiani? Chi non sa non parli egregio Andrea, fa solo figuracce. Continui solo a parlare lo sloveno, che spero conosca bene e non pontifichi su cose che non sa o che ha sentito in osteria.
      Complimenti Selene, sei stata perfetta, però hai parlato a vuoto perché quelli che parlano e scrivono sloveno sono talmente aperti di mente e intelligenti che non capiscono quello che viene scritto terra terra da noi comuni mortali. Sbuhan

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  5. Ricevo via mail e con piacere pubblico:

    "Nessuno, tanto meno Andrea, si può permettere di muovere delle critiche perché un resiano si è concesso, giustamente, di denunciare l'anomalia e l'abuso della scritta apparsa sulla locandina affissa in tutte le chiese della comunità ecclesiale della Val Resia. Chi sono poi coloro che si permettono, e tu di criticare, di manipolare, a loro piacimento la grafia della lingua resiana con quella dialettale slovena? Quelle esigue persone che si dichiarano, senza titolo e discendenza, di far parte della minoranza slovena, più per opportunità e materialità che per credenza e confessione, per compiacenza e adempimento, cercano di manovrare, a loro piacimento, quel riandare contro tendenza per il solo fatto di perseguire una dottrina non confacente alla naturale e reale storia della cultura resiana. La storia, tante storie, la lingua, tante lingue, le regole, tante regole, nemmeno una, fra queste, segue un percorso lineare e conforme a quello che sono gli intendimenti e la volontà di un singolo individuo, o più soggetti. Chi sono poi questi sloveni o i pseudo tali che ci vogliono impartire delle direttive su come e in che modo uno si deve comportare e ad adottare questa e non quella grafia? Noi non siamo parenti, e nemmeno lontanamente discendenti, quindi tutte quelle stupidate che il certo o non certo Andrea vuole controbattere e inserirsi in tutti gli articoli che vengono pubblicati su questo blog, più per contraddizione che per convinzione, li rigetto e li ricaccio, con fermezza, al mittente. La critica per l'abuso od il vizio mosso per la sostituzione della consonante Z con la consonante S è una delle tante regole che la lingua resiana ha voluto adottare, non per compiacere, ma per deformarsi da quelle regole che non necessariamente, per intendere, devono essere per forza tali e conformi, quindi, a noi la libertà di adottare la grafia più confacente ed armonica che sia."

    Franco Tosoni

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    1. solo buffonate, ma vorrei dire stronzate che ci vengono elargite dal maestro, linguista, cartografo, storico, salvatore del popolo,ricercatore e chi più ne ha e più ne metta. Non tenere conto di quanto scritto da questo qui sopra perché ignorante (dal verbo ignorare) per quanto riguarda Resia e i Resiani, la lingua e lo stato, perché non ne sa una beata mazza.
      continui a frequentare i suoi amici sloveni a lei compatibili al 98%.

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    1. Caro Andrea, visto che riporta pari pari una mia frase, penso che la sua risposta sia diretta a me. Ora io le chiedo: dato per scontato che il Resiano è una Lingua di ceppo slavo (e non sloveno); posto che la grafia che i Resiani vorranno o non vorranno adottare è una scelta che spetta a loro e non ad altri (tantomeno a chi vuole solo imporre e se ne frega di quello che pensano i diretti interessati); ricordato che l’inserimento di Resia e del Resiano nella famigerata Legge di tutela delle minoranze linguistiche (che però non riconosce il Resiano quale Lingua da tutelare ma solo come “dialetto – sic!! – dello Sloveno) sappiamo benissimo come, perché e da chi è stato favorito; ribadito che i Resiani per secoli nulla hanno avuto a che spartire con i vicini sloveni (come ho già scritto e non vorrei ripetere per l'ennesima volta, chè comincio a stancarmi); posto che i vecchi (che considero i veri e unici depositari della Lingua resiana), compresa la buonanima di mia nonna Aniza, son riusciti a portarlo fino ad oggi parlando anche l'Italiano e il Friulano (MAI lo Sloveno) senza per questo snaturarlo (casomai questo “inquinamento” con l’Italiano e il Friulano è da ascrivere alle nuove generazioni, come accade in tutte le Lingue, anche con l’Italiano, se vogliamo, con l’Inglese o altre Lingue. Se è per quello, mio padre, classe 1929, parlava già un Resiano diverso da quello di sua madre, classe 1905); considerato che io e la parte della mia famiglia resiana ci sentiamo prima di tutto Resiani e poi Italiani e nient'altro e non aneliamo a una slovenità che non ci appartiene; ricordato che il Resiano è una Lingua riconosciuta come meritoria di salvaguardia e tutela da parte dell’Unesco… ecco, alla luce di tutte queste considerazioni, le pongo la mia domanda per l'ennesima volta: cosa c'entra la tutela del Resiano col voler iscrivere a tutti i costi i Resiani nella minoranza nazionale slovena???!!! Perché i bambini resiani, per mantenere la propria Lingua (o impararla ex novo perché, magari come me, hanno un genitore Resiano e uno di un'altra regione italiana o del mondo) dovrebbero frequentare una scuola bilingue italiana/slovena e non un semplice corso di Lingua resiana, magari tenuto da qualche vecchio della Valle (supportato da un linguista serio e "imparziale" giusto per la parte grammaticale)? Sono stufa di vedere su youtube i “Resiani dell’altra parte del Canin” che scimmiottano i nostri balli e i nostri canti (male, peraltro), spacciandoli oltretutto come parte del proprio folklore. Mi fanno compassione certi “foresti” che brigano e “lottano” per vedersi riconosciuto lo status di minoranza cui avrebbero ancora meno diritto, per assurdo, di me che sono una “mezzosangue”. Mi dispiace vedere Resiani contro Resiani su una cosa che dovrebbe, invece, vederli uniti e compatti verso il conseguimento di un risultato che dovrebbe stare a cuore a tutti gli abitanti della Valle (e anche a quelli che vivono lontana da essa ma, nondimeno, l’amano, e tanto).
      Io amo Resia perché le appartengo, da questa terra viene metà dalla mia famiglia, lì ci sono i miei ricordi e i miei “luoghi del cuore”, lì ci sono le persone a me care, quelle che abbraccio ogni volta che torno e quelle a cui porto fiori giù, in Las; Resia è nel mio DNA e, appunto per vicinanza di vita, ormai ha quasi “cancellato” il mio DNA lombardo (perché è la vicinanza, la vita vissuta, la storia, appunto, comune che cementa i legami e le appartenenze). Posso chiederle, invece, per quali ragioni le sta tanto a cuore quello che succede in questa Valle (visto che mi par di aver capito che lei non è Resiano)? Io mi firmo nome e cognome perché sono fiera delle mie idee e delle mie origini. E lei? Stia bene.
      Sbuhan.

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    2. bravissima e complimenti Selene. Posso aggiungere una cosa? "" una volta arrivati in quest'area (Resia) i Resiani non hanno quasi più avuto contatti con la lingua d'origine (Caucaso). L'idioma si è quindi per così dire ""fermato"" ed ha avuto una sua evoluzione solo attraverso il contatto con la lingua Italiana e Friulana"". altro che sloveno!!!!!

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  8. poveri noi, cosa dobbiamo sentire e da che pulpito. siamo allo zero assoluto

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  10. ripeto:poveri noi.Gli studiosi indipendenti hanno stabilito che su 100 parole dette in Resiano:
    40 sono comuni a tutto l'universo slavo (russo - polacco- cecoslovacco);
    20 sono solo Resiane;
    8 sono uguali al solo sloveno;
    30 sono parole resianizzate dall'italiano, tedesco, friulano;
    2 sono comuni ad alcune lingue slave (ucraino-bulgaro-polacco-croato)
    siccome i Resiani non dormono si sono da sempre accorti che la lingua aveva somiglianze con altri popoli slavi,ma non sloveni e mai hanno avuto avversità verso l'est europa. solo un addormentato può dire queste cose.
    lo sloveno standard non ha eroso la lingua resiana perché i resiani si sono sempre rifiutati e si rifiuteranno sempre ad impararlo, infatti viene insegnato il Resiano a scuola, lo sloveno lo possono insegnare dove sorgono gli igloo.

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    1. I PARTE

      Andrea, volevo solo ricordarle che c'è una certa differenza tra gli Sloveni che abitano la fascia confinaria del Goriziano e del Triestino e i Resiani. I primi parlano lo Sloveno e sono la vera minoranza linguistica e nazionale slovena in Italia. I secondi abitano nella loro Valle dal IV-V secolo d.C. e NON sono una minoranza né linguistica né tantomeno nazionale slovena.
      Se è per quello, anche nella pianura friulana ci sono tanti toponimi slavi (Goricizza, Belgrado, Iutizzo....), e tanti cognomi presenti in Friuli hanno una radice slava (Snidero, Cudicio, Felettig...): tutto questo ricorda le popolazioni slave "importate" dalla Repubblica di Venezia per ripopolare le terre friulane devastate dai Turchi. Chissà quanti abitanti di quelle zone sono discendenti di quelle genti slave (e magari nemmeno lo sanno).Vogliamo ricordargli la loro provenienza e, magari, insegnare lo Sloveno anche a loro?
      I Resiani sono in quella Valle da secoli e secoli prima che succedesse tutto questo. (Piccola nota, ma non poco importante: i Friulani sanno da sempre la differenza fra gli abitanti delle Valli del Natisone e quelli della Val di Resia: i primi sono sempre stati chiamati “sclaf”, slavi; i secondi sempre e solo Resiani).
      Ma cosa importa se nel IV secolo queste genti si sono staccate da altre, son rimaste isolate e hanno portato avanti una loro Storia che, a un certo punto, hanno scelto di condividere con gli abitanti a valle del torrente piuttosto che con i "fratelli" al di là del Canin? Nulla di tutto questo importa a chi oggi, nel 2014, vorrebbe riportare i poveri “orfanelli” resiani nella culla di “mamma” Slovenia!!
      Sul fatto che il Resiano oggi sia "inquinato" da vocaboli italiani o friulani o di altra origine significa solo che i Resiani oggi si muovono più di ieri, non sono più chiusi nella loro "bolla" che li ha pressoché isolati dal resto del mondo e la loro Lingua assorbe vocaboli dalle altre né più né meno di quello che accade alle altre Lingue, Italiano compreso (che, forse non se n'è accorto, ma non è più l'Italiano col quale Dante ha scritto la Divina Commedia). Certo bisogna limitare che il fenomeno aumenti, ma per questo basta e avanza un corso di Lingua resiana che faccia recuperare quei vocaboli che sono caduti in disuso. E non serve una scuola bilingue, né slovena, né croata, né slovacca, né di vattellapesca.

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    2. II PARTE

      Mio padre quando era in servizio al porto di Genova se la cavava benissimo coi marinai delle navi russe. Io quando sono a Dubrovnik e sento parlare i miei amici croati riesco a capire il senso del loro discorso perché ci sono molte parole "simili" al Resiano. Lì ho trovato persino delle musiche e dei balli che mi hanno ricordato molto i nostri, persino un modo molto simile di impugnare e di suonare uno strumento, che si chiama lijerica, che ricorda moltissimo la zitira resiana. Cosa voglio dire con questo? Che il Resiano è una Lingua di ceppo slavo che i secoli hanno preservato per noi. Sentire parlare mia nonna era come sentire la voce dei primi Resiani e a me dispiace di non averlo imparato e che mio padre non me lo abbia insegnato. Forse lo riteneva superfluo, inutile e invece io adesso rimpiango di non aver insistito di più con lui. Ma quando si è molto giovani si è anche molto stupidini. E poi, ricordiamocelo, fino a pochi anni fa ci si vergognava di parlare il proprio dialetto e, in alcuni casi, anche delle proprie origini. Adesso si riscopre l'orgoglio di parlare Friulano, Resiano o i mille dialetti italiani perché questi sono le nostre origini. Per me è tardi, perché i miei "insegnanti", nonna e papà, non ci sono più. Per i bimbi resiani no. Come ho già scritto, per questo basta un buon corso di Resiano e nient'altro.
      In ultimo mi lasci dire che, almeno per quello che mi riguarda, non c'è nessuna ideologia, tantomeno anticomunista, a sostegno del mio pensiero. Così come non c'è nessun astio nei confronti degli Sloveni o di chicchessia. C'è solo astio nei confronti di chi vuole imporre le cose e far valere la propria visione delle cose.
      Lei dice che l'insegnamento dello Sloveno farebbe bene al Resiano. I Resiani pensano di no. Scommettiamo che se, invece di perdere tutto questo tempo in diatribe inutili, si cominciasse seriamente ad insegnare il puro e semplice Resiano nelle scuole questa Lingua ne trarrebbe solo vantaggio?
      Da ultimo vorrei ricordarle che tanti studiosi e linguisti di fama mondiale sono venuti a Resia, attratti proprio dalla peculiarità e dalla particolarità del Resiano. Ma nessuno, ne Baudouin de Courtenay né Ella von Schultz-Adaiewsky né Jan Potocki hanno mai “preteso” che, per “salvare”il Resiano, fosse necessario studiare né il Russo né il Polacco.
      Quando c’era ancora la Jugoslavia non mi risulta che fossero così interessati ai “fratelli perduti” della Val di Resia. Forse non sapevano nemmeno della loro esistenza (come buona parte dell’Italia e perfino del Friuli, che hanno scoperto Resia solo dopo il 1976!!!). Ora non capisco perché alla giovane Repubblica di Slovenia, ai suoi politici, ai suoi linguisti, ai suoi etnologi interessiamo così tanto.
      Lasciate che Resia e i Resiani pensino da soli alla loro salvaguardia: non sono panda in via di estinzione e non hanno bisogno del WWF sloveno.

      Sbuhan.

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    3. bravissima Selene, stai facendo un monologo perché tanto Andrea va per la sua strada e se ne frega dicendo che i Resiani sono intrisi dall'ideologia. l' ideologia riguarda solo lui e il benamato tito circa l'ideologia comunista del recente passato. Non c'era in Resia ideologia anticomunista. La mentalità conservatrice in senso ideologico, come dice lei, è solo ed esclusivamente sua. E' Andrea che pretende che il Resiano vada a scuola di sloveno e che tutti imparino lo sloveno. Questo è ideologico, ma ha fatto i conti con chi non gliene importa niente dello sloveno che potrà essere insegnato in qualsiasi parte del mondo, ma non a Resia.
      Egregio Andrea io sono sicurissimo dell'esattezza dei numeri, ci sono serviti per avere il riconoscimento dall'Unesco come lingua Resiana e non come dialetto sloveno. E' vero che lo sloveno non è una minaccia per il Resiano perché i Resiani si sono rifiutati di imparare lo sloveno e lo faranno sempre. L'ho detto varie volte, lei non sa niente dei Resiani tanto è vero che per due volte ho fatto la stessa domanda ma non ha mai saputo dare una risposta. Si trincera dietro al fatto che i Resiani diventeranno italiani, ma a lei che cosa gliene frega? è lei che non riesce a diventare sloveno e questo le fa portare più astio verso l'Italia. Eppure, volendo, sarebbe molto semplice diventare sloveni, si vede che lei non la vogliono. La lingua perde appeal tra la popolazione, così dice lei, lo ha pensato di giorno o di notte? lei non pensi al bene del Resiano che si sa difendere da solo, lei fa solo confusione, anche per il solo fatto di aver detto che i Resiani hanno avuto astio verso l'est europeo. Anche questo è stato pensato di giorno o di notte? forse lei non sa dove si trova l'est europeo e pensa che all'est ci sia solo la slovenia. Ma la gente comune non dice che i Resiani vengono dalla Russia? lo dice anche la famosa canzone.. lei forse pensa che la Russia sia ad ovest, questo mi sta bene. lo ripeto, lei non sa niente di niente per quanto riguarda i Resiani, fa solo chiacchiere da osteria che lasciano il tempo che trova. Il Canin non è per metà kanin, ma solo una piccola parte che lei Andrea, pensa sia la maggiore, ma non è così. Ha mai visto dove sono i cippi?
      Sbuhan

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    1. Scusi, caro Andrea... io rispetto la sua opinione, come quella di molti altri, ma credo di essere libera di non condividerla.
      Credo, anche, che contino un po' di più della sua le opinioni di chi a Resia ci è nato o di una Resiana come me che, pur non essendoci nata, la frequenta da quasi mezzo secolo.
      Non so più come dirlo... Se anche fosse che Resiani e Sloveni, quasi venti secoli fa, erano parte di un solo popolo, oggi ormai di quella parentela non è rimasto più niente.
      Le origini dalla Russia saranno anche favole e stanno bene nelle strofe della famosa canzone. Sta di fatto che, guarda caso, proprio dei linguisti russi si sono incuriositi e sono venuti fino nella nostra Valle a studiare la nostra Lingua.
      La somiglianza con alcuni dialetti sloveni ci sarà anche. Sta di fatto che sentire parlare un Resiano, magari di Oseacco, che parla il Resiano più "duro" e stretto, non ha niente a che vedere col sentir parlare uno Sloveno.
      Il Resiano ha mantenuto un'arcaicità e una purezza che lo Sloveno o altre Lingue di ceppo slavo (che, invece, si sono evolute nel corso dei secoli) non hanno più.
      L'Italiano, lo Spagnolo, il Francese, il Romeno, il Portoghese, il Friulano, i dialetti ladini e romanci sono tutte Lingue ci ceppo latino, ma per imparare il Latino non è necessario studiare prima una Lingua che da esso è derivata. Ecco, per studiare o imparare il Resiano non è necessario studiare e imparare un'altra Lingua di ceppo slavo. Si studia e si impara il Resiano e basta.
      Per quanto riguarda le ideologie presenti o non presenti in Valle, così come accade in ogni altro luogo, ognuno avrà le sue. Le mie, le posso assicurare, non sono assolutamente di Destra e l'antifascismo è uno dei valori più cari che la mia famiglia (anche e soprattutto la parte resiana) mi ha trasmesso. Non intendo assolutamente portare la mia difesa del Resiano sul piano politico perché credo che questo aspetto non dovrebbe entrarci per niente e si dovrebbe restare sul piano puramente linguistico.
      Per finire, Canin o Kanin io li scrivo entrambi con la maiuscola. Solo che, così come nessuno imporrebbe a uno Sloveno di scrivere Canin, pretendo che nessuno imponga a me (o mi dica che è più corretto) di scrivere Kanin.

      Sbuhan.

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    2. brava selene.
      Ad Andrea dico che sono convintissimo di quello che dico, la certezza assoluta solo Dio. Le dispiace per la k minuscola del Canin? è una piccola parte, ma se vuole la metto maiuscola Kanin. va bene? però non aumenta lo stesso. potrebbe aumentare solo se il Canin passasse tutto dall'altra parte, ma non succederà mai. Sono contento che si accontenti della somiglianza del Resiano con altri dialetti sloveni, io direi slavi che sarebbe più giusto. Anche gli asini si assomigliano pur derivando tutti dallo stesso ceppo.
      Sbuhan

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    1. certo che aver bisogno di un altro che dice fesserie (F. Nietzsche) vuol dire non avere idee chiare, ma sopratutto proprie.

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    1. E' inutile parlare con chi non ha idee proprie ma fa proprie quelle degli altri. D'ora in avanti sotto ad ogni suo (?) scritto metterò quello che ho detto più sopra.

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    1. i Resiani sono Sloveni. va bene così? ha vinto il pentolino d'oro, complimenti.
      Per il resto se mio nonno avesse avuto le ruote sarebbe stato un'automobile

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    2. I PARTE

      Andrea, sul fatto che popolazioni slave abbiano abitato l'Alto Friuli o le Valli del Natisone e del Torre non ci piove (ne parla anche Paolo Diacono…). Resta il fatto che i Resiani sono qualcosa di diverso e unico in questo panorama. O, visto da un altro punto di vista, sono rimasti i soli ad essere diversi e unici rispetto agli altri “sloveni” di quest’area. Resta il fatto che balli, canti, favole, tradizioni, costumi e anche un certo modo d'essere sono caratteristici solo di questa popolazione.
      Che tutto questo sia frutto di secoli e secoli di isolamento è altrettanto pacifico. Così come è pacifico che MAI un Resiano si è considerato uno Sloveno “perduto” al di qua del Canin (o Kanin come piace a lei).
      Le teorie di Baudouin sono state in massima parte confutate, guarda caso, da linguisti di area slovena. Così come tanti studi sul Resiano sono stati condotti, nel secolo scorso, da linguisti di area slovena (e non c’è nulla di male in tutto ciò, sia ben chiaro). Però… Però tanti Resiani si sono aperti e hanno raccontato storie, cantato canzoni, riportato tradizioni a questi studiosi, salvo poi ritrovare i propri canti, le proprie musiche, le proprie favole spacciati su youtube o “divulgati” nelle feste e rassegne slovene come se fossero parte del folklore sloveno. Ammetterà che non è proprio un modo correttissimo di agire.
      Tutte – TUTTE – le Lingue di ceppo slavo hanno non uno ma decine e decine, se non centinaia, di vocaboli comuni. Fra poco partirò per le agognate vacanze in Croazia e, anche quest’anno, non avrò problemi facendo la spesa perché tanti vocaboli mi sono molto famigliari, così come alcune semplici frasi che la nostra amica Lina ci rivolgerà al nostro arrivo. Variano accenti e pronunce, ma la sostanza è la stessa. Anche lì un piccolo rio si chiama potok e per augurarti buon viaggio ti dicono “sretan put” così come a Resia io faccio il bagno nel Potok di Oseacco e cammino sul Ta lipa pot. E Dubrovnik è MOLTO lontana da Resia!

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    3. II PARTE

      Mi son sempre chiesta: ma cosa spinge oggi gli Sloveni (linguisti, amministratori, politici…), che già hanno i loro problemi a casa loro, a prendersi così a cuore le nostre sorti, la salvezza della nostra Lingua, la diffusione delle nostre tradizioni, la scelta di una o dell’altra grafia per i cartelli che indicano le nostre strade? Soprattutto se, fino a un recentissimo passato, a parte i linguisti, di Sloveni non ce n’era traccia in Valle (tantomeno come abitanti con urgente bisogno di carte d’identità bilingui…).
      La domanda successiva che mi pongo – e che è sempre la stessa – è: ma che gliene frega agli Sloveni di come un Resiano scrive la sua Lingua, di come si sente o non si sente, se preferisce definirsi Resiano e Italiano o Friulano e non Sloveno, se alla scuola bilingue italiana-slovena ne preferirebbe una solo italiana o una italiana-norvegese? Abbiamo sentito, recepito, capito e perfino digerito cosa e come vorrebbero tutelare il Resiano i linguisti & Co. che stanno “di là dal Canin”. Possono, almeno per una volta, i linguisti & Co. che stanno ai piedi del Kanin sentire, recepire, capire e magari anche digerire cosa e come vorrebbero i Resiani tutelare la propria Lingua? È il metodo sbagliato? Echissenefrega!!! Siamo vissuti per secoli, senza un alfabeto, senza una scuola, senza linguisti di fama… Evidentemente quello che i Resiani hanno fatto – o non fatto – da soli per se stessi basta e avanza.
      Se ci lasciate in pace, magari ce la facciamo anche per i prossimi secoli. Il Resiano si perderà, verrà “inquinato” dall’Italiano e fra qualche decennio non lo parlerà più nesuno? Io non lo credo proprio, ma anche se fosse… amen!!! Vorrà dire che questa Lingua era destinata a finire così. Sempre meglio che sopravvivere perché imposta a forza (tra l’altro, con strumenti da molti ritenuti sbagliati), magari coi ragazzini che lo “devono” imparare a scuola perché nel loro ambiente nessuno più lo usa. La Lingua segue le vicende della gente che la parla, si evolve, cambia sempre. Non esistono Lingue cristallizzate e immutabili. A parte le Lingue morte, come il Latino…
      Ecco, il Resiano – per il momento – è una Lingua viva, che vive assieme alla gente che lo parla, che cambia assieme alla gente che lo parla. Facciamocene una ragione se oggi il Resiano ha più parole derivanti dal Friulano o dall’Italiano che dallo Sloveno moderno. Facciamocene una ragione se oggi un Resiano parla altrettanto bene il Friulano o se, come una mia cara cugina, parla un delizioso Resiano intercalato da parole lombarde. Facciamocene una ragione se oggi i Resiani, la maggior parte dei Resiani, non sente la necessità di far insegnare ai propri figli lo Sloveno per poi imparare “correttamente” come si parla e come si scrive il Resiano. Facciamocene una ragione se secoli di Storia hanno portato la Valle e i suoi abitanti a questo presente. Soprattutto se ne facciano una ragione tutti quelli che vogliono imporre alla popolazione di Resia le proprie ragioni (anche giuste, per carità) e non stanno mai, ma dico proprio MAI, a sentire quello che veramente vogliamo. Stiamo sbagliando?
      ECHISSENEFREGA!!!!!

      Sbuhan

      Per Canin: sì, lo so, sto facendo un monologo. Tranquillo, ho tanto tempo libero! :-)
      E se mia nonna Aniza fosse ancora qui avrebbe esclamato "Öjmësabot" :-) :-)

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    4. non tempo il tuo monologo, anzi mi fa piacere-
      sbuhan

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    6. I PARTE

      Caro Andrea, aspettavo lei per sapere che Dubrovnik sta in Croazia, ex-Jugoslavia, che lì si parla il Croato (Serbo-Croato, per la precisione), Lingua, ohibò, simile allo Sloveno (come dire che lo Spagnolo è simile all'Italiano...).
      Ma lei legge quello che gli altri scrivono? Capisce che il mio era solo un esempio per dire che il Resiano, essendo una Lingua di ceppo slavo, ha affinità e vocaboli in comune con le altre Lingue slave e non solo con lo Sloveno?
      Si è mai chiesto perché i Resiani non hanno mai "lottato" contro l'Italiano?
      Si è mai chiesto perché NESSUNO, prima dell'inserimento di Resia e del Resiano nella "legge di tutela" (sic!!) ha mai chiesto e preteso a gran voce che nelle scuole resiane fosse introdotto l'insegnamento della Lingua slovena?
      Si è mai chiesto come mai, nonostante i “periodi bui” che pure a Resia ci sono stati (vedi il Ventennio fascista che certo non ha fatto nulla per il Resiano o la Chiesa che scoraggiava in tutti i modi dal pregare in Resiano), questa Lingua sia comunque sopravissuta senza “tutele” calate dall’alto, corsi speciali, scuole bilingue e chi più ne ha più ne metta?
      Si è mai chiesto perché, nonostante tutto, Resia e i suoi abitanti nel corso del tempo abbiano sempre scelto di far parte, tornare a far parte e continuare a far parte del territorio italiano?
      Si è mai chiesto come mai persone che nulla hanno a che fare con Resia pretendono cose che a un Resiano non verrebbe nemmeno in mente di chiedere (vedi la ridicola e assurda vicenda della carta d’identità per l’Italiano in cerca di “slovenità”)?
      L’“ecchisenefrega” lo possiamo usare noi Resiani che, permetterà, abbiamo tutto il diritto di decidere cosa ci importa e cosa no.
      Ci importa, per esempio, non essere trattati come degli ignoranti bisognosi che “studiosi” e “linguisti” ci insegnino a tutti i costi come parlare e scrivere la nostra Lingua.
      Ci importa scegliere cosa e quali Lingue devono o non devono studiare i ragazzi resiani nelle scuole resiane che, le ricordo, sono scuole statali italiane.
      Ci importa non sentire certi Resiani dire bestialità tipo “sono contento di aver imparato lo Sloveno. Adesso parlo Resiano con più consapevolezza e non sono ignorante come i miei genitori che lo parlano ma non ne conoscono la grammatica e la sintassi” (frase sentita tempo fa in una trasmissione tv e uscita dalla bocca di un neo Sloveno nato all’ombra del Canin. Mi sono vergognata per lui e per quelle parole. Mio padre mi avrebbe menato se avessi parlato di lui così!!!).
      Ci importa non vedere le nostre cose più preziose svilite a folklore di un altro Paese.
      Ci importa che per il Resiano, già inserito dall’Unesco nell’elenco delle Lingue in pericolo di estinzione e meritorio di tutela, venga fatta prima o dopo una legge apposita che lo tuteli in quanto Lingua a sé stante e non come “dialetto” dello Sloveno.
      Ci importa avere la collaborazione di linguisti e persone che amano Resia e il Resiano e che, soprattutto, siano capaci di ascoltare e rispettare quello che i Resiani vogliono veramente.

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    7. II PARTE

      Ci importa vedere scritto su un cartello stradale “Ravanza” e non “Ravanca” o leggere su una locandina “Lipa ma Mariza” e non “Lipa ma Marica”, senza che per questo qualche linguista o purista sloveno ci perda il sonno.
      Ci interessa - e molto, visti i tempi – che lo Stato italiano non continui a buttare al vento risorse per inutili doppioni bilingue (carte di identità, manifesti elettorali e altro materiale amministrativo) o che smetta di elargire contributi a persone e aziende che dichiarano di appartenere a una minoranza solo per raggranellare qualche euro.
      Infine, non ci interessa diventare la minoranza di nessuno, perché non lo siamo mai stati e mai lo saremo.
      Come vede, le cose che ci interessano sono molte di più di quelle che non ci interessano.
      Per il resto, vale sempre il buon senso. I Resiani, se lasciati in pace, sapranno benissimo come e con quali mezzi tutelare e valorizzare la loro cultura (come han sempre fatto, peraltro).
      Non dovessero riuscirci, pazienza e amen. Ma almeno tutte le risorse e gli sforzi saranno stati fatti per far imparare il Resiano e non per insegnare lo Sloveno e poi, dopo, il Resiano.
      D’altronde, non mi risulta che le antiche comunità albanesi presenti da secoli in alcune regioni italiane siano considerate “minoranza nazionale albanese” né che per mantenere la propria Lingua nelle scuole di quei territori si insegni l’Albanese moderno.
      Ecco… ci interessa soprattutto che i Resiani non vengano considerati, forzatamente e contro la volontà ed il sentire della maggior parte di loro, come appartenenti alla minoranza nazionale slovena, perché non sono stati, non sono e non saranno mai Sloveni.
      È così semplice da capire.

      Sbuhan.





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    1. le sta nel pentolone. continua a non capire che 8 (otto) sono le parole Resiane uguali allo sloveno e lei si gingilla sul patok che è una delle otto. Antonio Di Lenanrdo ha anche detto che tutto il friuli, nel 1870, aveva un accento sloveno e che pertanto nel 2001 sarebbe stata fatta una legge dove tutti sarebbero diventati sloveni, escluso uno, Andrea.

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    3. la pretesa che il Resiano sia un dialetto sloveno è per lo meno "strano", per non dire altro. Come sopra detto nel Resiano ci sono anche 40 parole in comune con tutto l'universo slavo, ma non sloveno. Forse lei non sa la differenza tra slavo e sloveno. Sicuramente anche nello sloveno ci sono parole in comune con tutto l'universo slavo, ma questo non significa che lo sloveno sia un dialetto di qualcuno. Sicuramente anche lo sloveno ha qualche parola uguale a qualche lingua slava. Perché il Resiano dovrebbe essere un dialetto sloveno quando anche lui ha parole in comune con tutto l'universo slavo e otto sole con lo sloveno? Allora è vero che lo sloveno è un dialetto croato. Mi dispiace per lei ma io non diventerò mai sloveno, né di fatto e né con il pensiero. Dimostri lei il contesto linguistico, per me è chiaro.

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    5. è chiaro quindi che il Resiano si comprende bene con russo - ceco - croato e per ultimo lo sloveno. è meglio stare con tre piuttosto che con uno. ma di questo non ce ne importa niente perché tutto il mondo è a conoscenza che la nostra è una lingua alla faccia dello sloveno che vorrebbe fossimo suoi sudditi, Come mai i russi, i croati e i cechi non dicono che il Resiano è un loro dialetto? forse non hanno motivi di espansione territoriale. A proposito, il linguista di fama mondiale Morris Swadesh non lo ha mai visto nessuno a Resia.
      a proposito di lingua, a Lusevera i ragazzi avranno la mente più aperta e saranno più intelligenti?

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    6. Ho trovato interessante leggere questo:
      http://benvenutinelsitodigraziella.blogspot.it/2009/07/le-origini-del-resiano-e-la-lista-di.html

      La "lista di Swadesh" è interessante, ma resta il fatto che i Resiani preferiscono continuare a parlare, scrivere e leggere SOLO in Resiano. Non in Russo, non in Ceco, non in Croato e nemmeno in Sloveno, nonostante il 92.6% delle corrispondenze. E, comunque, non sono da poco nemmeno le percentuali di corrispondenza con le altre tre Lingue slave!!

      L'aspetto linguistico mi andrebbe anche bene, anche se non ci vogliono linguisti di fama né teorie come questa per capire che TUTTE le Lingue slave discendono da un unico ceppo.
      Bene... e stabilito che anche il Resiano è una Lingua di ceppo slavo...quello che non mi va bene è il recente, recentissimo, interesse di un altro Stato verso la Val Resia e la convinzione dei rappresentanti di questo Paese che i Resiani siano degli Sloveni da tutelare in quanto tali (appartenenti alla minoranza nazionale slovena in Italia. Attenzione: appartenenza NAZIONALE non linguistica) e che, per fare questo, abbisognino di scuole, documenti ufficiali, carte di identità (perfino di cartelli stradali!!!) scritti in Sloveno, manco fossimo uguali agli Sloveni (quelli sì autentica minoranza slovena in Italia) che abitano a Trieste!!

      Capito finalmente questo aspetto non ci dovrebbero essere più problemi: i Resiani avranno insegnanti di Resiano, carte di identità e documenti ufficiali tradotti in Resiano e gli Sloveni, come chiunque altro, potranno continuare a venire in Valle a vedere i nostri balli, a sentire le nostre favole, a vedere i nostri Pust e le nostre Smarnamise (scusate la mancanza di accenti ma la mia tastiera è... italiana) senza per questo, però, pensare che siano parte del loro folklore.

      Sbuhan.

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    7. “Swadesh Morris – Linguista (Holyhoke, Massachusetts, 1909 – Città del Messico, 1967). Studiò a Chicago, poi alla Yale University (dove fu allievo di E. Sapir) e insegnò in varie università degli USA fino al 1956; di convinzioni marxiste, abbandonò gli USA durante il periodo del maccartismo e si stabilì in Messico, dove insegnò fino alla morte. Si occupò soprattutto di lingue americane e di linguistica comparata. A lui si deve l’elaborazione, a partire dal 1948, del discusso metodo della glottocronologia o lessicostatistica…” (Enciclopedia Treccani).

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    8. ok Selene. E' proprio cosi. Lo Swadesh Morris di chiara fama lo è solo quando accendeva la luce di casa. Io ho presentato più sopra il risultato di studiosi indipendenti. Lo Swadesh è uno del partito e perciò prezzolato. Il 92,6% di corrispondenza del Resiano con lo sloveno è una balla colossale. Molte sono le prove che quando parla un Resiano gli sloveni chiedono che parli in Italiano perché non lo capiscono. Stando alla fesseria sopra riportata dovrebbero parlare la stessa lingua, allora perché voler far studiare lo sloveno ai Resiani? Forse gli sloveni pensano che i Resiani sono arrivati in paese con una frana!!! Il Resiano è Resiano e non c'è sloveno che tenga. Noi la lingua ce l'abbiamo e non ce ne importa niente di nessuno. Aspettiamo l'esito dell'Unesco chiamata ancora in ballo da noi Resiani e poi potrò aggiungere qualcosa di molto piccante sul conto degli sloveni e pseudo sloveni che vorrebbero la fine della lingua Resiana.
      Auguri Selene. Sbuhan

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    1. continua a dare consigli non richiesti e perciò inutili. a me gli sloveni non danno fastidio, dirò quello che mi danno quando avremo la nuova risposta dall'Unesco, nel frattempo si tengano la minuscola,cosa che già parzialmente ho spiegato tempo addietro. Lei è Ignorante (dal verbo Ignorare), noti la maiuscola, cosa c'entra l'appartenenza nazionale-linguistica italiana con il Resiano? Il Resiano è Resiano e assolutamente italiano alla faccia di tutti gli sloveni e pseudo sloveni. Lei dice che nessuno può dire con certezza assoluta che il resiano non è o non è parte delle parlate incluse nella lingua slovena perchè troppi sono i punti di contatto specialmente con la parlata slovena zegliana di Ugovizza. Noto che la certezza assoluta ce l'ha Lei e gli sloveni. Lei non ha ancora capito che il Resiano non ha nulla a che fare con la lingua italiana, ma certamente e assolutamente neanche con lo sloveno. L'interesse per Resia nel recente passato l'aveva avuta il compagno Tito, ma gli alleati furono di parere diverso, dopo aver sentito la popolazione. Mi sembra che il nominato Han Steenwijk sia un linguista sloveno, ma molto meno linguista internazionale. senti un po' da che pulpito ci vengono dette le cose. Rimango comunque colpito che Lei ha capito che il Resiano non è una lingua facente parte delle parlate italiche. Questo mi ha commosso. i Resiani il cui comune è stato ammesso nell'elenco delle amministrazioni pubbliche in cui si applica la legge per la tutela della minoranza linguistica slovena nella Regione Friuli, in favore del mantenimento e dello sviluppo dell'identità culturale e linguistica della Comunità Nazionale Slovena in Italia. Quest'ultimo capoverso è stato copiato direttamente dalla lettera del console sloveno di Trieste e devo dire che ha scritto slovenia con la minuscola. Certo che comunità nazionale slovena è un nome pomposo come chi lo ha inventato, ma per i Resiani lo ha solo sognato.Noi Resiani non dobbiamo chiedere alcun cambio perché non abbiamo alcuna appartenenza linguistica con la slovenia, ce ne dobbiamo solo andare per conto nostro e penso che a breve ci possano essere novità su questo.
      Ripeto le domande: vorrei sapere il luogo della slovenia o ex jugoslavia dove stavano i Resiani prima del definitivo trasferimento a Resia.(questo perché dicono che facciamo parte della comunità slovena in italia).
      A Lusevera i ragazzi avranno la mente più aperta e saranno più intelligenti se metteranno la scuola slovena? ma la mettono la scuola?

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    3. Han Steenwijk è professore associato di lingua e letteratura slovena (tel.0498278680) presso l'università di Padova dove fa anche traduttore di serbo-croato. quindi io sono informato e non ignoro. Può anche essere giapponese, ma è professore associato di lingua e letteratura slovena.
      Con questo saluto la compagnia e lascio tutto nelle mani di
      I Resiani come gli sloveni del FVG stanno li da prima dell'esistenza della Jugoslavia e dell'Italia, dice lei. Ma allora come fanno a definirsi sloveni? anzi comunità nazionale slovena? se sono arrivati prima dell'esistenza della Jugoslavia come hanno fatto a diventare sloveni, si mandavano i piccioni viaggiatori per mantenere la nazionalià? gli pagavano le tasse pur non essendo presente la slovenia?
      lo zegliano, il resiano, il luseverino,il cividalese,l'udinese,ecc., si assomigliano tutti come gli asini ma ciascuno ha la sua particolarità, ma se sono arrivati prima della ex Jugoslavia come hanno fatto a parlare la stessa lingua. per esempio il Resiano e lo sloveno non si capiscono, questo dovrebbe saperlo lei che è italiano e ora dice di essere resiano, che scrivo con la r minuscola.
      Lei non è né commosso e né divertito della mia ""ignoranza"" perché ne è incapace di fare le due cose essendo intriso di sola ideologia. Io mi diverto a vedere le sue modeste acrobazie tanto da citare Han Steenwijk senza sapere nemmeno quello che fa e vorrebbe dare dell'ignorante agli altri.(sic)
      Diversamente da lei i Resiani non faranno parte della comunità resiana-slovena ma faranno parte solo della comunità Resiana. Lei dice ""assimilarci definitivamente alla maggioranza"". quale maggioranza?. come ho sempre detto lei non ha le idee chiare perché non sa nemmeno quello che vorrebbe,per i Resiani o per lei? lei fa valutare le cose dagli altri proprio perché non ha le idee chiare. Vedremo se la scuola bilingue la metteranno, io ne dubito.
      Nel frattempo che fine ha fatto la scuola bilingue di Lusevera?
      Lei scrive ""noi Resiani e discendenti dei Resiani abbiamo il diritto....ecc."" (nota: i Resiani sono diretti discendenti. è sbagliato dire noi Resiani e discendenti dei Resiani) il ceppo è unico, ma lei che si dichiara Resiano un errore simile non doveva farlo. Come vedo non sa niente dei Resiani e quindi è inutile parlare. Se io fossi un Resiano come lei si dichiara
      mi vergognerei nei confronti dei miei concittadini e dei miei avi nel voler diventare sloveno
      . Lascio tutto nella capaci mani di Selene Di Lenardo.
      Sbuhan

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    4. I PARTE

      Sto partendo per le vacanze in Croazia, dove sarò felicemente sconnessa da tutto per i prossimi venti giorni.
      Mi prendo adesso cinque minuti per rispondere al nostro caro Andrea, non prima di aver ringraziato Canin per la “fiducia” che ripone nei miei commenti (che riflettono solo il mio pensiero. Lungi da me la presunzione di salire su alcuna cattedra, che non ho certo i titoli per farlo).
      Allo “Sloveno” nonché neo Resiano (spero che apprezzerà l’uso delle maiuscole in entrambi i casi) vorrei ribadire, per l’ennesima volta, alcune cose che forse non ha ancora compreso impegnato com’è nel volerci convincere delle sue idee:

      -gli unici che possono decidere sul e del Resiano sono i Resiani. Punto.
      -abbiamo capito che il Resiano ha delle affinità con altre Lingue slave (e ci mancherebbe altro, ché i Resiani non son mica caduti giù dalla Luna!!!), ma detto questo… fine, tarat, vonde!
      -i Resiani sono arrivati in quest’area nel IV-V secolo d.C. (sospinti, come altre popolazioni slave dall’avanzata di Avari, Goti e Unni) e si sono stanziati al di qua del Canin e lì sono rimasti, pressoché isolati fino a tempi relativamente recenti, mantenendo Lingua e tradizioni peculiari e assolutamente originali non riscontrabili nemmeno nelle contermini popolazioni appartenenti allo stesso ceppo linguistico.
      -la musica e i canti resiani ci sono SOLO in Val Resia, checché ne dicano Sloveni & co.
      -certi termini e certe regole grammaticali (aoristo) sono SOLO nel Resiano e non (o non più) nello Sloveno e in altre Lingue slave moderne.
      -quello che dà fastidio a tanti Resiani è la recente intromissione, a tratti anche impositiva, di linguisti e finanche politici (sic!!) sloveni nella questione della salvaguardia del Resiano.
      -quello che dà fastidio a tanti Resiani è l’intento di voler “slovenizzare” la Valle, aspetto assolutamente inutile ai fini della salvaguardia della Lingua resiana.
      -io, per la mia storia e per quella della mia famiglia, non ho gradito certi apparentamenti (forse fatti con leggerezza e ingenuità) con forze di estrema destra quali Forza Nuova e simili che hanno connotato la lotta dei Resiani in chiave antislava/anticomunista. Io rigetto con forza la vicinanza con gruppi politici di chiara matrice fascista che, come in tanti altri campi, stanno sfruttando anche questa situazione per infiltrare le proprie idee. La mia difesa del Resiano non ha bisogno né di croci celtiche né di slogan neofascisti.
      -Resia e i suoi abitanti hanno SEMPRE seguito la storia “al di qua del Canin” e hanno deciso plebiscitariamente da quale parte stare alla fine della II Guerra Mondiale. Scelsero la Repubblica italiana anche alcuni miei parenti, pur avendo ben stretta in tasca la tessera del PCI, o persone amiche che pure avevano partecipato alla Lotta di Liberazione insieme ai partigiani slavi. Questo per sfatare l’anticomunismo dei Resiani…

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    5. II PARTE

      -anch’io vorrei sapere da quale parte della Repubblica di Slovenia originino gli attuali abitanti della Val Resia (perché, per far parte della minoranza NAZIONALE di uno Stato bisogna PER FORZA avere un’origine in quello Stato)
      -il Resiano, per sopravvivere, ha bisogno di gente che lo parli e che lo insegni ai propri figli. Non ha bisogno di nessun’altra Lingua veicolare, ma solo di insegnanti (e ce ne sono) resiani che insegnino il Resiano, di persone che parlino il Resiano, di scrittori che scrivano in Resiano, NON in Sloveno, NON in Croato, NON in Ceco e nemmeno in Russo da dove, secondo tradizione, l’antenat si è stabilit sot il Cjanin…
      -i Resiani vogliono vedere scritta la loro Lingua anche – ma non necessariamente, ché fino ad ora nessuno ne ha sentito la necessità – su documenti personali, atti comunali, etc…e NON in Sloveno, NON in Croato, NON in Ceco e nemmeno in Russo.
      -i Resiani vogliono scrivere la loro Lingua – ripeto: LA LORO LINGUA – con l’alfabeto che preferiscono e, se questo darà un dispiacere ai linguisti sloveni, pazienza.
      -gli Sloveni, come chiunque altro, dovrebbero limitarsi a venire a conoscere Resia, a studiarne la Lingua, a vederne il folklore senz’altro scopo che quello di arricchirsi di qualcosa di unico e prezioso che il passato ci ha regalato. Tutti sono benvenuti in Valle, purché non pretendano di “comandare” e dire a chi vi abita come e cosa fare.
      -i Resiani non sono cretini e non hanno bisogno dell’apporto di linguisti e professoroni per “salvare” la propria Lingua, tantomeno se questi ultimi pensano di venire a Resia e di indicare/imporre la “retta via” a chi, invece, la propria retta via la segue da secoli.

      Vorrei tanto che avesse fine la contrapposizione fra “filoresiani” e “filosloveni”. Ogni sforzo dovrebbe essere usato solo ed unicamente per la salvaguardia del Resiano. Gli aiuti e i consigli, da qualunque parte arrivino, sono e saranno sempre benaccetti. Le imposizioni sono e saranno sempre rispedite al mittente.

      Nonna Aniza, aiutaci tu!!

      Sbuhan.


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    1. poverino il telefono era per lei caro Andrea, che parla senza sapere cosa dice.
      Sbuhan.
      Quello scritto in sloveno? se lo tenga per se e per i suoi compari

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    2. Caro Andrea, estrapolo dal suo commento questa affermazione: "...lo sloveno (e la minuscola è tutta sua...) è una lingua standard ma è composto da moltissimi dialetti e varianti, differenti a tal punto da risultare a volte incomprensibili tra diversi parlanti senza l'uso della lingua standard veicolare...".
      E com'è che, allora, c'è chi afferma con sicurezza che i Resiani capiscono benissimo lo Sloveno perché quello che loro parlano è un dialetto (sic!) dello Sloveno?
      Come è possibile visto che anche fra le tante varianti dialettali dello Sloveno - in Slovenia - c'è un certo grado di incomprensione?
      Forse sono gli Sloveni che vogliono imparare il Resiano e hanno bisogno, quindi, di un corso di Lingua resiana.
      Di certo ai Resiani non importa/serve imparare lo Sloveno. O, per meglio dire, hanno la stessa necessità di imparare lo Sloveno nella stessa misura di una qualsiasi altra Lingua straniera.

      Sbuhan

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    1. Esatto, Andrea: niente è più facile che parlare.
      A noi Resiani viene più facile dire "sbuhan".
      E vorremmo continuare a dire "sbuhan".

      :-)

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    3. Caro Andrea, se impiegasse un po' del suo tempo anche a leggere quello che scrivono gli altri invece di dare lezioni di Resiano e di Lingue slave, avrebbe ormai capito (perché l'ho scritto più di una volta) che io il Resiano - purtroppo - non lo parlo. Mio padre era Resiano ma mia madre no, abbiamo sempre vissuto fuori dalla Valle e in famiglia, ovviamente, abbiamo sempre parlato Italiano. Comunque, come vede, riesco a capire quello che scrive. Il fatto che lei parli Resiano (buon per lei e la invidio per questo) e io no non significa nulla. Conta quello che si sente dentro e come lo si sente.
      Io mi sento da sempre Resiana, dalla testa fino alla punta dei piedi, anche se lo sono solo al 50%. Non mi sento, invece (e non mi sentirò mai, a differenza di lei e di altri che la pensano come lei) la minoranza di nessuno.
      E continuo e continuerò a preferire "sbuhan" a "zbuhan" perché così lo scrivevano mia nonna e mio padre, anche se so benissimo che vogliono dire la stessa cosa, ci mancherebbe altro.
      Sul fatto che su questo blog i Resiani scrivano in Italiano e non (o non solo) in Resiano è una cosa positiva perché permette anche ai “Resiani non parlanti” come me di partecipare a questa o ad altre discussioni.
      Stia bene.

      Sbuhan.

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