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Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

sabato 6 dicembre 2014

Visita in Friuli con varie tappe del ministro per gli sloveni d'oltre confine Tina Komel

Aggiornato il 10 dicembre 2014 ore 22.00

Ho scoperto che il giornale "il Gazzettino" ha cannato completamente il nome del Ministro, che non è Tina Komel (dimissionaria),ma bensì Gorazd Zmavc.

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Il ministro per gli sloveni d'oltreconfine e nel mondo, Tina Komel, visiterà la prossima settimana le organizzazioni slovene in Friuli. 
Attenzione Amici Resiani, mercoledì 10 dicembre alle ore 11,arriva a Resia il Ministro per gli Sloveni d'oltre confine Tina Komel.

Andrà prima a Visitare l'Associazione Culturale "Museo della Gente della Val Resia"( ore 11 ).
Poi di seguito,a visitare la casa Resiana che è stata appena acquistata a Stolvizza, e spero he gli Amici stolvizzani aprano gli occhi.

La popolazione deve essere informata.
Passate parola.
Grazie
100% Semplicemente  Resiani
Resiani = Sloveni? NO GRAZIE

Segue Articolo tratto dal Gazzettino del 6 dicembre 2014:


San Pietro al Natisone
Visita in Friuli con varie tappe del Ministro per gli Sloveni d'oltre confine Tina Komel

Il Ministro per gli sloveni d'oltre confine e nel Mondo,Tina Komel, visiterà la prossima settimana le organizzazioni slovene in Friuli. 

Martedì, a San Pietro al Natisone,alle 10.30,nella Casa della cultura slovena,si terrà un incontro congiunto coi direttivi provinciali delle due organizzazioni di raccolta,la Confederazione delle organizzazioni slovene e l'Unione culturale economica slovena. Di seguito la Komel visiterà l'istituto scolastico bilingue e incontrerà la dirigente Sonija Klanjscek. 
Nel pomeriggio,alle 15.15 a Cividale, nella sede della Sso,incontro con le organizzazioni di ispirazione cattolica tra cui il direttivo provinciale dello Ss,il direttivo dell'associazione don Eugenio Blanchini,la cooperativa Most e il quindicinale Dom. 
Alle 16.15,infine,nella sede del circolo Ivan Trinko,incontro col direttivo provinciale Skgz e la redazione del Novi Matajur,mentre alle 17.15,nella sede in via Manzoni,incontro con il direttivo provinciale della Kmecka zveza. 
Alle 18.30,a San Pietro al Natisone, nella Casa della Cultura Slovena,serata con i circoli culturali sloveni.
Mercoledì, invece,alle 9.a Lusevera.presso il museo etnografico,incontro con le associazioni slovene delle Valli del Torre;alle 11,a San Giorgio di Resia visita al Museo della Gente Resiana,quindi alla tipica casa resiana a Stolvizza.
E si chiude alle 13, a Ugovizza nella ex latteria con un incontro con i direttivi delle associazioni Don Mario Cernet e Planika,quindi con gli operatori culturali sloveni della Val Canale.

34 commenti :

  1. Grazie dell'informazione,così vengo a Resia a salutare il ministro Tina Komel e voi resiani che ve ne starete dietro le tendine delle case.Ore 11.00 arrivo io così potrete vedermi dal vivo! Stojte lipo rezijani,

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    1. vedo che conosce alla perfezione le usanze slovene di nascondersi dietro le tendine che vuole importare a Resia. """alle ore 11 arrivo io così potrete vedermi dal vivo""". non so se è preferibile vederla dal vivo a dal morto, faccia lei che ha voglia di farsi vedere, ma sarà un bel vedere? visto che viene per salutare il ministro, lo saluti anche per me, gli dica pure di andare a fare in c...(metta lei la parola idonea visto che ha studiato)

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    2. Veramente anche da piccola andavo a Rezija e questa usanza l'ho vista proprio da voi!

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    3. Ciao Olgica, come va?????
      Tutto bene? Peccato che oggi ti sia andata buca ;)
      Saluti

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    1. Forse non ha capito che a Resia arriva il Ministro Sloveno degli Sloveni all'Estero.Ciò significa che questo Ministro viene a visitare gli presunti Sloveni che abitano nel Comune di Resia.E Lei ,scusi la domanda,si sente Sloveno?

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    2. Andrea è un aspirante sloveno. Non ha nemmeno capito chi è quella che viene a Resia. Potrebbe rappresentarle di voler diventare finalmente cittadino sloveno, che però vuole parlare il Resiano. Naturalmente non sarà accontentato, si accontenti invece di essere classificato come facente parte della comunità nazionale slovena in italia.

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  3. Io sono di etnia slovena dalle testa ai piedi,che non c'entra nulla con la nazionalità.Rispondo anche se la domanda presumo sia diretta ad Andrea!!!

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    1. sono contento che lei si senta di etnia slovena dalla testa ai piedi. ma perché non se ne va a godere della sua pensione italiana in slovenia? a proposito, non diceva tempo addietro che vedere questo blog la faceva ridere? cosa ci sta ancora a fare qui? il detto che il riso abbonda sulla bocca degli stolti ha qualcosa di verità?

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    2. Io sono di etnia slovena e dovrei andare a godere la mia pensione in Slovenija perchè me lo dice lei!!!Vado molto spesso in Slovenija e non si sa mai cosa farò un giorno:potrei chiedere anche la doppia nazionalità come tante persone in Val Natisone.

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  4. Questa visita è una visibile insolenza per la popolazione, per meglio dire, per il popolo di Resia. È una palese e cristallina sfacciataggine che non si vede e non se ne ravvisa l’importanza. Il motivo? Chiaro, né la gente di San Giorgio, né quella di Prato, Gniva, Lischiazze, Uccea, per non parlare, in modo assoluto, di quella di Oseacco, in modo certo e perentorio, che la popolazione di questi paesi non ha provveduto ad invitare tale ministro. In definitiva la stragrande maggioranza del popolo resiano, perché se quel ministro viene è perché è stato invitato, non credo che abbia preso in considerazione questa visita di sua esclusiva iniziativa. Rimane Stolvizza, ma anche qui ho i miei dubbi che sia stata la gente, più opportuno dire che certamente sono state alcune persone, di origine stolvizzana, sparse fra vari paesi del Friuli, ma che questo paese gli fa comodo per i loro opportuni interessi nel dichiararsi, non più minoranza slovena a Resia, in Italia, ma addirittura sentirsi sloveni d’oltre confine. Viene a farci visita, perché? Forse perché all’improvviso, siamo diventati e ci considerano tutti sloveni? C’è da diventare rossi dalla vergogna. Dopo che si sono appropriati della nostra musica, della nostra danza, dei nostri usi e consumi, ci vogliono considerare, non più resiani, un popolo di antiche, se non di antichissime origini, ma a tutti gli effetti sloveni d’oltre alpe e impadronirsi anche della nostra identità. A questo punto non ci rimane che aspettare il ministro, nei pressi della Salve Regina, tutti con i calzoni abbassati e invitarlo ad accomodarsi, metaforicamente parlando. Spero che gli venga riservata l’accoglienza che si merita.

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    1. Ma vergognatevi,sono gesti che fanno capire chi siete!!!

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    2. ma a lei cosa gliene frega che non è di Resia? si vergogni lei a intromettersi in affari che non la riguardano. pensi piuttosto a cambiare il nome,lo prevede la legge, così sappiamo che veramente è di etnia slovena. se io fossi di etnia slovena aborrirei il cognome italianizzato, ma forse per lei non è così, perché nessuno le ha fatto cambiare cognome.
      confermo: si vergogni lei che con il suo gesto ""vengo io a Resia"" ha fatto capire chi è:

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    3. Io non devo dimostrare nulla nè a lei nè agli altri!!!

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    4. Olgica, forse non ti è ancora chiaro il concetto: NON SIAMO SLOVENI e siamo stufi di queste intromissioni. Oggi finalmente si è visto che, nelle "alte sfere", si sta cominciando a riflettere: Era ora............
      Saluti

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  5. Quale onore per Resia, viene in visita alla nostra valle addirittura un ministro, il ministro degli sloveni nel mondo, una donna, TINA KOMEL. Viene a fare visita al suo popolo, a tutti gli sloveni, o di origine slovena, che abitano a Resia. Ci dobbiamo sentirci onorati che un “nostro” ministro viene a farci visita. Questa visita non è una percettibile e insolente provocazione per la popolazione slovena a Resia, anzi se ne ravvisa nientemeno una indubbia e notevole importanza. Il motivo? Se ne distingue chiaramente i tantissimi benefici che questo evento porterà. Io immagino, senza ombre di dubbio, che il nostro sindaco, al momento di ricevere il ministro, o la ministra, lo faccia, riceva la ministra non con la fascia tricolore italiana, forse chissà se siamo ancora in Italia, sul suolo italiano, ma con la fascia tricolore slovena, con i colori bianco-blu-rosso. Per dimostrare, in modo inequivocabile, la nostra devozione alla nostra madre patria. Dimentichiamoci le nostre origini, i 1400 anni della nostra storia, la nostra cultura in generale, i nostri usi e costumi, e abbracciamo uniti e concordi il nuovo corso che proviene dall’Est, solo così possiamo, senza zone oscure, intraprendere la via più giusta. Ma il cammino non è così semplice, la strada potrebbe nascondere qualche, o più di qualche sorpresa. Bisogna tener conto che lungo il percorso ci potrebbero sussistere anche delle violazioni che potrebbero ravvisarsi nei seguenti articoli del c.p. in vigore in Italia.
    Per esempio:
    Art. 241 - Attentato contro l'integrità,
    l'indipendenza e l'unità dello Stato
    Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero, a menomare l'indipendenza dello Stato è punito con l'ergastolo.
    Alla stessa pena soggiace chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l'unità dello Stato, o a distaccare dalla madre Patria un territorio soggetto, anche temporaneamente, alla sua sovranità.
    Art. 246 - Corruzione del cittadino da
    parte dello straniero
    Il cittadino che, anche indirettamente, riceve o si fa promettere dallo straniero, per sé o per altri, denaro o qualsiasi utilità, o soltanto ne accetta la promessa, al fine di compiere atti contrari agli interessi nazionali, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa.
    Art. 483 - Falso ideologico commesso
    da privati
    Chiunque attesta falsamente al P.U., in un Atto Pubblico, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni.
    Art. 640 - Truffa
    Chiunque, con artifici o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con danno altrui, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con multa.
    La pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro Ente pubblico ( in questo caso si procede d'ufficio ).

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    1. benissimo tutti gli articoli per tutti i veri sloveni in Italia. Tutti quegli articoli però non valgono per i Resiani che devono dimostrare con carte alla mano, che sono veramente sloveni.mi sembra che fino ad ora gli unici sloveni sono i denari presi ai veri sloveni ma nessuna carta Resiana ad indicare la slovenità. quindi i Resiani sono sloveni fasulli. Complimenti

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  8. L'INUTILE VISITA DEL MINISTRO SLOVENO
    La minoranza resiana, come minoranza tradita, é a rischio di estinzione a causa dell'introduzione della minoranza slovena a Resia, mai esistita o che esiste solo per convenienza. La minoranza slovena non è prevista né tutelata da alcuno statuto comunale, già il Memorandum di Londra e il Trattato di Osimo non l'hanno riconosciuta. In provincia di Udine la Regione ha sempre tutelato solo la lingua e la cultura locali, vedi L. R. n. 46/91. Non esiste altra realtà a Resia e nelle Valli del Natisone, tutto il resto è discussione più o meno sapiente che però non cambia nulla a questa millenaria realtà storica. Chi sostiene e pone l'invito ad approfittare dell'occasione per addivenire a finanziamenti statali garantiti per legge alla minoranza slovena, è necessario dire che la Comunità linguistica, da tempo riconosciuta come tale nelle Valli di Resia, Torre e del Natisone, ha sempre beneficiato di finanziamenti per la propria tutela: la lingua e cultura locali, L.R.46/91, poi abrogata. senza avere bisogno delle elemosine della minoranza slovena che, in definitiva, sono soldi dello stato Italiano, il quale Stato si fa usurpare pagando.
    Circa il terzo dei consiglieri comunali che ha chiesto anche nelle Valli, precedentemente menzionate, il bilinguismo italo-sloveno, è da precisare che lo ha fatto senza poter dimostrare il presupposto fondamentale richiesto dalla legge, e cioè la 'tradizionale" presenza sul territorio della minoranza slovena. Tuttavia è da ritenere che la Comunità linguistica, di antico ceppo slavo delle Valli della Slavia Friulana, non può essere correttamente classificata, e con fini diversi, teoria personale. Rimane, comunque, sempre la storia.
    La visita del ministro non solo é gratuita “Provocazione”, ma puro affronto alle istituzioni e, certamente, non c’è solo da diventare rossi dalla vergogna perché chi sostiene queste imposizioni è “Rosso” per partito preso, solo così si spiega l'ignorare quel valore di un patrimonio unico, quale quello resiano, il quale viene carpito per usurpare il suo passato a beneficio di quello presente sloveno che di storia, “nisba“, non ne ha, solo così si possono fregiare dei millenni di storia resiana.

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  9. Bel post Franco Tosoni,non si smentisce mai,peccato che non conosce la Storia!!!

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  10. Olgica, forse io non conosco bene la storia, io ho vissuto la storia, in particolar modo quella vissuta durante l'ultima guerra. Avendo qualche anno in più, potresti benissimo essere mia figlia, ti posso dire di essere un resiano autentico con sulle spalle tantissima esperienza resiana, la realtà resiana la conosco benissimo, tutto quello che oggi si vuol far credere è pura fantasia. Quelli che vogliono far credere che a Resia esiste una situazione diversa sono figli che sono nati al tempo del benessere e che di storia resiana masticano poco. Vogliono cambiare per ritagliarsi una dimensione che altrimenti altrove non si sognerebbero di avere. Mi consta che tu appartieni ad una comunità che non è quella resiana, di un'altra valle, dove, certamente, ci saranno gli stessi problemi che esistono a Resia, perchè non lasci stare ed interessarsi di Resia e dei resiani e cercare di guardare quello che succede a casa tua? La Slovenia, o l'ex Jugoslavia, quello che non ha potuto, a suo tempo, ottenere politicamente, oggi tende di farlo culturalmente, finanziando, non solo la minoranza slovena in Italia, ma anche le inventate minoranze. Per rinfrescarti la memoria storica, aggiungo questo poche righe della realtà vissuta a suo tempo a Resia:
    Il 1º gennaio 1945 si tenne un incontro in frazione Uccea di Resia fra Romano Zoffo "Barba Livio" – già comandante della 2ª Brigata Osoppo, in quell'epoca impegnato nell'organizzazione della 6ª Brigata Osoppo e in particolare del Battaglione Resia – e il commissario politico sloveno del Battaglione Rezianska, accompagnato da due ufficiali. In tale occasione gli sloveni affermarono che:

    « la nostra presenza in Val Resia è dovuta puramente a ragioni politiche. Indubbiamente il destino di questa striscia di territorio sarà deciso da un plebiscito che sarà tenuto in presenza delle nostre forze armate, per cui il risultato può essere considerato certo. (…) Non possiamo permettere la presenza di partigiani italiani in Val Resia finché il nostro Alto Comando non ci dà il permesso. La presenza di partigiani italiani danneggerebbe la nostra propaganda. Possiamo risolvere i nostri problemi di confine con un accordo reciproco. D'altro canto, non è impossibile che un giorno ci giunga l'ordine di disarmare le formazioni Osoppo nei dintorni della Val Resia. Per evitare una crisi tra noi, le formazioni Osoppo dovrebbero seguire l'esempio dei garibaldini e venire sotto di noi. L'Inghilterra, nella quale riponete tanta fiducia, non vi aiuterà certamente in futuro. (…) L'Inghilterra sarà il nemico del domani e il suo sistema capitalista deve sparire. Sull'esempio della Grecia, le formazioni garibaldine che hanno accettato di dipendere dagli sloveni rappresenteranno la Elas dell'Italia. »

    Poco più di un mese dopo avvenne l'eccidio.

    Sbugan anu lopu stui

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    2. Andrea, a questo punto sarebbe ora che tu ti facessi conoscere lealmente, dichiararti da che parte stai. Te lo dico perché io ho dei forti dubbi che tu sia un autentico resiano o pseudo tale, potrei anche sbagliarmi, sicuramente mi sbaglio, ma mi pervade un forte dubbio che, in me rimane pur sempre tenace e costante. Da come ti esprimi sembri di un’altra etnia e di un’altra realtà. Dalle tue espressioni, si capisce, come dalle tue stesse terminologie mi ricordi, in modo palese, qualche personaggio del passato non tanto remoto. Forse sei la stessa persona che, nel frattempo, ha cambiato il proprio nome d’arte, prima conosciuto come Josipovic, poi meglio noto come Renci, e adesso sotto il nome di Andrea. Sta a te, dunque, dissipare questo mio disonesto sospetto.
      Non sono io che mi invento di questa occupazione territoriale, ma sono i fatti reali che più mi impongono di farlo. Nessuno, oggi, può dirmi l’incontrario, è una constatazione di fatto, un rilievo, una osservazione palese. Lascia stare la politica, io non ho mai accennato, nei miei interventi, parlando di comunismo, fascismo, o di titini, sei tu che, molto probabilmente, vedi le cose sotto un altro aspetto. Lascia perdere anche i linguisti, perché non tutti sono di pensiero unanime a riguardo, tu credi agli studiosi di parte slovena, io credo agli studiosi di parte resiana, siamo, pertanto, completamente di pensiero discordante o non concordante, quindi, direi di lasciar perdere e affidare ai resiani per una loro libera scelta a chi credere e affidarsi.
      Perché tanto interesse, in questi ultimi anni, da parte della Slovenia verso la nostra valle, uno sguardo così attento e assiduo? Un motivo, delle motivazioni ci saranno senza alcun disonesto sospetto, ma pur sempre un indecifrabile ambiguo e oscuro indizio.

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  11. a detta dei8 linguisti sloveni la parlata Resiana è strettamente imparentata con altre parlate incluse nella lingua slovena. Tutte le parlare slave sono imparentate fra loro e non vedo perché la lingua slovena dovrebbe avere la supremazia sulle altre. Le posso ASSICURARE che ho preso contatti con la Russia proprio per la lingua Resiana ed i contatti sono a buon punto. Posso ritenere che in, penso,breve lasso di tempo, possiamo dirlo. Con la Russia non ci sarà alcun obbligo di imparare il Russo, cosa invece è con la minuscola slovenia. Dei linguisti sloveni non ce ne importa proprio una beata mazza. Anu lopu stui, sbuhan

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    2. forse Andrea non ha capito che lui vuole scrivere in Resiano su questo questo blog perché gli è vietato farlo in altri luoghi, ad esempio presso lo zveza slovenkih kulturnih drustev dove sicuramente si parla un corretto sloveno. ma vorrei sapere, chi vuole scrivere in Resiano con Andrea che pretende di farlo in un blog non suo? perché il circolo sloveno non fa un blog in Resiano? non lo fa sicuramente perché deve salvaguardare lo sloveno e non il Resiano. to rat.

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  12. Il Ministro Sloveno dei Sloveni all'Estero non si è fatto vedere. Le Nostre sentinelle a San Giorgio e a Stolvizza,hanno controllato e confermano la non sua venuta in Terra Resiana.
    Strano,vero?

    Viva la Patria Resiana.

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