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Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

giovedì 18 febbraio 2016

LUNGO UN SENTIERO TORTUOSO

Articolo di Franco Tosoni

La vita ti riserva sempre delle sorprese. Possono essere, indifferenza o disinteresse, ma mai mi era capitato di vedere, con chiarezza e facilità, quanto è forte il distacco della popolazione resiana alla posizione della sua attuale situazione. Mi è chiaro, e lo dico con un distinguo netto e comprensibile che: lingua, usi e costumi, tradizioni, musica e danza, non sono prerogative esclusive della associazione “Identità e Tutela Val Resia”, sorta per dare un senso alla lotta contro chi vuole consegnare tutto il nostro patrimonio culturale a chi, da sempre, vuole impadronirsi, per dire, ta naša Resjia. Non ci sono riusciti i partigiani titini, durante la seconda guerra mondiale, e non è stata sufficiente  la data del 1° aprile 1946, per far capire che Resia è sola dei resiani. Forse tutto questo non è bastato ad aprire bene gli occhi ai residenti, come se il problema fosse solo ed esclusivamente degli esterni resiani, cioè quelli che abitano fuori dai confini della Valle, i forestieri. Tutto questo non è vero perché sono proprio coloro,gli esterni, i più sensibili a questo problema, perché forse vedono il problema nella sua giusta dimensione e si sono attivati, mentre, e consentitemi dire, buona parte dei residenti, e sono proprio quelli che dovrebbero e avrebbero più facilità e forza per contrastare questa invadenza e interferenza, che finora si sono dimostrati solo nella totale passività. Silenzio, pigrizia, rassegnazione o menefreghismo? In alcuni casi, forse, interesse.

7 commenti :

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  2. come al solito fischi per fiaschi. l'unico che parla di italiani è Andrea, i Resiani parlano solo dei Resiani senza indicare la nazionalità. Maniaco. Dice che il Resiano di Resia ha uno stile di vita e una mentalità più vicina al vero spirito Resiano e slavo, quindi più vicino alla mentalità genuina slovena. A questo punto devo dire che Andrea non sa cosa vuol dire slavo. Siamo all'a.b.c. Slavo vorrà dire tutto ma non sicuramente sloveno, come lingua slava vorrà dire tutto ma non lingua slovena. Nel mondo ci sono decine e decine di slavi e di lingue slave, che non hanno niente a che vedere con la slovenia, proprio cosi come i Resiani. Accetteremo di passare per sloveni quando ci verrà detto dalla slovenia che la Russia e tutti gli altri popoli slavi parlano un dialetto di derivazione slovena. Il vero scontro d'identità nasce da chi vuole a tutti i costi una Resia italiana dice Andrea, io direi invece che lo scontro avviene tra chi vuole fare il servo e essere arruolato d'ufficio nella comunità nazionale slovena in italia. e chi vuole essere libero di fare e pensare ciò che vuole, ciò che l'Italia fino ad ora ha fatto con i Resiani non chiedendo da che parte stai e né di che razza sei. Non lo ha chiesto nemmeno nel famoso periodo ante guerra dove i Resiani hanno continuato a parlare e scrivere il Resiano aiutati in ciò proprio da coloro che in altri luoghi vietavano la lingua straniera. Leggere il prof. Maticetov per questo. Chi è fissato dell'italianità non sono i Resiani che hanno la loro mentalità e non certo la mentalità slovena. Nessuno vuol fare la guerra per diffondere l'italianità dove c'è una identità slava, ma non slovena, non so cosa centri l'identità friulana con i Resiani. Infine mi piace che Andrea mette in dubbio le origini tra i Resiani e gli sloveni. Su questo ha ragione perché gli sloveni sono giunti,detto da loro, dai Carpazi nel VII secolo, mentre i Resiani sono giunti a Resia dal Caucaso nel VI secolo e quindi 100 anni prima degli sloveni. Rimane il mistero come il Resiano possa essere un dialetto sloveno. Sicuramente è una lingua slava il Resiano. Aprite gli occhi, ma ancor di più la testa

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  4. I resiani da fuori, i forestieri, e i resiani da dentro, i locali, considero che abbiano, senza ombra di dubbio, la stessa identità, la stessa corrispondenza che li accomuna alle proprie origini, discendendo dallo stesso ceppo, dalla stessa radice identitaria. Dove sta dunque il problema? Ha poca importanza dove vivi o cosa fai, chi sei da dove vieni, l’importante è quello che senti nel tuo cuore e nella tua mente. L’intelligenza di capire un determinato problema può averla maggiormente uno che lo osserva, lo valuta e lo distingue maggiormente dall’esterno che al contrario di uno che solitamente abituato a viverlo stabilmente e non accorgersi la deriva che sta prendendo la sua vita, la sua valutazione ed il suo ragionamento. Io nel mio articolo non ho mai richiamato l’italianità resiana ho solo cercato di risvegliare in noi resiani della deriva che sta prendendo l’orientamento di alcuni resiani sulla slovenità resiana. A Resia è sempre esistita una mentalità slava, mai una mentalità slovena. Ancora oggi per indicare una persona che viene da fuori Resia, non resiani residenti fuori Valle, diciamo quello è un italiano (to dun laski), quindi non diciamo mai quello è un nostro fratello italiano. Andrea sarebbe ora che tu la smetta di fare brutta figura con tutte quelle ipotesi, quelle supposizioni sull’italianità resiana e di metterti il cuore in pace perché in democrazia vince sempre la maggioranza e la prevalenza numerica resiana non si riconosce nelle tue teorie. Facciamo un sondaggio e vediamo quello che ne viene fuori.

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    1. Andrea vuole sapere delle foibe. Nessun Resiano,ripeto nessuno,si è mai macchiato del sangue sloveno mentre gli sloveni hanno trucidato e infoibato i Resiani oltre ad impossessarsi dei loro averi perché considerati "famiglie colonizzatrici fasciste" solo perché considerati italiani e non riconosciuti come sloveni, lungo la fascia Plezzo - Fiume. Chiaro sulle foibe?

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  6. complimenti Andrea. ha solo scritto fesserie prontamente cancellate

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