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Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

lunedì 11 luglio 2016

LONTANI NEL PENSIERO E NELLA REALTA’

Articolo di Franco Tosoni

Secondo Novi Matajur Resia non è un paese russo dItalia. E vero? Forse, chissà! Può darsi che da quel pulpito un annuncio, in tal senso, potrebbe anche essere vero!
Da Stolvizza, estremo lembo abitato della terra resiana, località della Valle di Resia più vicina al confinante suolo sloveno, dove viene confezionato e sostenuto lestremo e ripetuto tentativo, con tenacia e perseveranza, non da tutti, per fortuna, di mantenere viva la teorica e dottrinale opinione, seguendo quello che, secondo la commissione scientifica che cura la redazione dellAtlante delle lingue slave (OLA), si continua a sostenere che il resiano è collocato allinterno del contesto linguistico sloveno. Figurarsi lopposto, che non sia mai detto. Larticolo apparso sul settimanale Novi Matajur, con tanto di fotografia paesaggistica del paese di Stolvizza,
presumo scritto e confezionato da qualche resiano di quel paese, zelante sostenitore di questa teoria, non poteva, dopo lincontro ed il gemellaggio con il comune russo di Fryazino, visto che in quelloccasione si è sostenuto e definito che la Val Resia èil piccolo paese russo dItalia,  prontamente affermare il contrario, cioè che Resia non è un paese russo dItalia. Perché si è voluto, con solerte premura, puntualizzare questa affermazione e sconfessare quella che nei secoli i nostri antenati hanno sempre dichiarato e affermato, a torto o a ragione, più ragione che torto, tramandando oralmente, come è stato fatto con la lingua, anche il luogo di origine della nostra provenienza? Poi sono arrivati i sapientoni, gli sputasentenze. Penso che non erano deficienti e ignoranti quelli che ci hanno preceduto, i nostri  progenitori, se hanno continuato a dirlo e a ripeterlo, affidandolo alle nostre memorie, per tramandarlo con un passaparola nei secoli. Una ragione ci deve pur essere, come  penso che non sono espressivi e sapienti i nostri attuali compaesani, se così possiamo ancora considerarli,  il quali sostengono  che non c’è  altra soluzione e alternativa che non sia quella che, in tutto e per tutto, noi resiani siamo una appendice della stirpe slovenzaja, daSlovenská republika.
Viene citato, ma solo quando fa comodo,   il noto linguista polacco Jan Baudouin de Courtenay, confutando le sue reali conclusioni a precisazioni che i suoi studi  della lingua e della stirpe resiana sono orientati esclusivamente verso quale lingua, se si dice che  negò il legame diretto del resiano alla lingua russa? Solo quando afferma e scrive al contrario di quello che aveva  affermato in precedenza: si prende per buono, ma solo quello che fa comodo, quel motivo che serve per affermare la differenza. In definitiva, cosa ha affermato di così eclatante se non sostenendo la sua posizione, cioè che: ..possiamo dimostrare, che i Resiani non sono Bulgari, non Sloveni nel senso proprio di questa parola, non Serbo-Croati. nel senso stretto, ecc., e che rappresentano, dal punto di vista glottologico, una stirpe slava indipendente. In conclusione di questo discorso posso affermare che: Resia non è un paese russo dItalia, secondo Novi Matajur, o chi per esso;  i Resianinon sono Sloveni nel senso proprio di questa parola, secondo Jan Baudouin de Courtenay e, sempre secondo questo linguista, i Resiani rappresentano, dal punto di vista glottologico (linguistica storica), una stirpe slava indipendente, quindi, un popolo, i Resiani, che parlano una propria lingua, il resiano.

Perché si prende, e si vuol prendere, sempre e solo la parte che fa comodo e non si completa mai la sintesi dello studio e del pensiero integrale di Jan Baudouin de Courtenay?

Respingere  le tesi che non fanno comodo e manipolare alcune affermazioni opportune, forse mai modulate, estrapolando un pensiero ed una teoria mai confezionata e incartata, di tutto questo siete ottimi maestri nel manovrare a proprio vantaggio tutto quello che non riporta o accosta la lingua resiana alla lingua dialettale slovena. Ma siete ancora lontani, perché la realtà parla unaltra lingua.

Franco Tosoni




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