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mercoledì 9 settembre 2026

LEZIONI DI RESIANO⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Università di TARTU Estonia (un tempo Università russa di DORPAT)

Università di TARTU Estonia (un tempo Università russa di DORPAT)

Questa Università, antica e prestigiosa, è stata il primo e unico Ente accademico dove gli studenti facevano lezioni di RESIANO.

Lo studioso J.Baudouin de Courtenay lo insegnò in questo Ateneo dal 1892 al 1893.

Le lezioni erano frequentate da una ristrettissima cerchia di studenti della facoltà di Lettere Storico-Filologiche. Non erano italiani o friulani, ma studenti russi, polacchi, baltici e tedeschi che si stavano specializzando in filologia slava. Tra questi si formarono menti che avrebbero poi applicato quei metodi rigorosi alla linguistica del Novecento.

Come insegnava il Resiano, Jan Baudouin de Courtenay?

Nelle sue lezioni a Dorpat non insegnava a dialogare, ma usava i vocaboli e i canti resiani raccolti sul campo a Resia per mostrare la differenza tra il suono fisico (fonetica) e il suono con valore distintivo (fonologia).

Mostrava agli studenti come i dialetti isolati e privi di scrittura formale (come appunto il Resiano) conservassero leggi foniche arcaiche o sviluppassero evoluzioni uniche, impossibili da trovare nelle lingue slave letterarie. La pronuncia diventava più importante della scrittura.

METODO didattico sui manoscritti

• LAVORO SUI TESTI

Gli studenti venivano messi davanti a trascrizioni fonetiche di favole (pravize), proverbi e frammenti di canti.

• ESERCIZI DI COMPARAZIONE

Gli studenti dovevano confrontare la struttura morfologica e i mutamenti delle vocali resiane, con quelli dello sloveno standard, del serbocroato e dell'antico slavo ecclesiastico.

Frequentare quelle lezioni a Dorpat significava fare ricerca sul campo assistita.

Il professore apriva i propri taccuini di viaggio a Resia e guidava gli studenti a "sezionare" i suoni di una micro-lingua alpina per capire come funziona il linguaggio umano.

Chi insegna il Resiano, ha mai fatto pronunciare agli studenti le vocali distintive resiane?

(Oggi sappiamo che il resiano ha 13 vocali distintive e l'armonia vocalica, grazie ai rilevamenti scientifici del linguista Peter Jurgec dell'Universita' di Toronto.).

Ha mai fatto notare loro i mutamenti e la diversità delle stesse? Le ha mai fatte confrontare con quelle di altre lingue slave (pronuncia), con gli studenti più grandi?

Facciamo tesoro degli insegnamenti di questo eminente linguista, la cui stella brilla ancora attraverso i secoli!!⭐️💫

Tratto dalla Pagina Facebook "La Val Resia e le bellezze della natura"

venerdì 27 marzo 2026

IL PADRE DI "LIPA MA MARIZA"

Forse non tutti conoscono il nome di chi ha realizzato la canzone resiana "LIPA MA MARIZA", da essere considerata un inno resiano alla musica.

Questa canzone l'ha realizzata Vittorio Micelli, porta il suo nome, ma non mi risulta che venga menzionato nelle varie manifestazioni in cui la musica e la canzone "LIPA MA MARIZA" chiude l'esibizione dei danzerini del Folklore Resiano.

Poche parole per ricordare Vittorio Micelli.

Era il papà di Flavio Micelli, scomparso recentemente, e di altri tre figli, abitava anche lui nella località Tigo.

Un ricordo sarebbe consigliabile farlo, come sarebbe opportuno assegnarli qualche attestazione alla memoria. Questo è un mio pensiero.

GRAZIE VITTORIO.

Tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"

Aricolo di Franco Tosoni

mercoledì 5 novembre 2025

RESIAN LANGUAGE - PETER JURGEC

IL RESIANO, la nostra Lingua, “una perla rara”.

Le VOCALI resiane.

Questa ricerca interessantissima è stata fatta a Resia alcuni anni fa e di cui non eravamo a conoscenza. Ricerche di questo tenore andrebbero invece divulgate e portate a conoscenza della popolazione.

Il professor PETER JURGEC, linguista, docente all’Università St. George Campus di Toronto, Dipartimento di Linguistica da alcuni anni studia un particolare aspetto della nostra lingua resiana: le vocali. E’ stato a Resia alcune volte ed ha effettuato, insieme ai suoi collaboratori, delle ricerche grazie alla collaborazione di diversi volontari. La prima volta è stata nel 2017 e da allora è tornato più volte, con un piccolo gruppo di ricercatori (studenti e ricercatori post-dottorato). In un’intervista del dicembre 2019, ha dichiarato di aver scelto di studiare il Resiano perché ha molte particolarità interessanti per la Linguistica in generale. Una di queste riguarda la pronuncia: l’accento che cade frequentemente alla fine delle parole, “l’Armonia vocalica” che esiste nel resiano di San Giorgio e di Gniva (come documentò già l’eminente linguista Jan Baudouin de Courtenay ), le vocali del resiano e le differenze tra i paesi.

Jan Baudouin de Courtenay, pioniere della teoria dei fonemi e della fonetica diceva che per quanto riguarda le vocali resiane non si riesce a capire quale organo venga coinvolto quando vengono pronunciate. A quei tempi non c’era la strumentazione (ecografo) che invece è possibile utilizzare oggi. Peter Jurgec, in quest’intervista afferma che con l’uso della combinazione di vari metodi, quali interviste, analisi acustica, ultrasuoni, testi di percezione è possibile fare luce su questo e fare confronti con altre lingue. Afferma che a volte succede che le migliori prove per questo arrivino “DA LINGUE PICCOLE A VOLTE ESOTICHE”. Quindi ci fa intendere che anche lui considera il Resiano una lingua e per di più “esotica”. Secondo il professor Jurgec il Resiano è interessante perchè ha una grande serie di vocali. A San Giorgio (Bila/ Tu-w Bile) hanno 13 vocali distintive. Avete letto bene 13 !! Per vocali distintive si intende che se una la cambiamo con un’altra abbiamo un’altra parola oppure la parola diventa incomprensibile.

Il professor Peter Jurgec afferma che una serie così grande di vocali è rara, tra le lingue del mondo. Un particolare gruppo di voci sono le cosiddette vocali aspirate, quelle che scriviamo con la dieresi e afferma che non si sa cosa significhi questa “aspirazione” (secondo noi perche’ c’è l'influenza delle lingue indo-arie, di cui il resiano possiede tante parole😉 ).

venerdì 24 aprile 2020

Caratterizzazione genetica degli isolati della popolazione italiana nord-orientale nel contesto di una più ampia diversità genetica europea

Astratto

Gli studi genetici sulla popolazione europea hanno evidenziato l'Italia come una delle regioni geneticamente più diverse. Ciò è probabilmente dovuto alla complessa storia demografica del paese e alla grande variabilità del terreno su tutto il territorio. Questo è il motivo per cui l'Italia è arricchita per gli isolati della popolazione, la Sardegna è l'esempio più noto. Poiché gli isolati della popolazione hanno un grande potenziale nell'identificazione delle varianti genetiche che causano malattie, abbiamo mirato a caratterizzare geneticamente una regione dell'Italia nord-orientale, nota per le comunità isolate.