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domenica 14 giugno 2026
Lingua Resiana: proposta per la completa Tutela e Riconoscimento da parte della Stato Italiano
>ITVR IDENTITÀ E TUTELA VAL RESIA INFORMA:
ITVR INFORMA:
>*(ACON) LINGUE MINORITARIE. CAPOZZI (M5S): PROPOSTA PER TUTELARE RESIANO*
>Trieste, 12 giu - "La lingua resiana rappresenta un
patrimonio unico e irripetibile della nostra terra. Tutelarla
significa salvaguardare una parte fondamentale della storia,
della cultura e dell'identità della comunità della Val Resia.
Questa proposta di legge vuole dare una risposta concreta a una
richiesta che, ormai da anni, proviene dal territorio e dal mondo
della cultura, riconoscendo piena dignità a una lingua che merita
di essere preservata e tramandata alle future generazioni".
>Così in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle) annunciando il deposito di una proposta di
legge nazionale "volta a rafforzare la tutela delle lingue
storiche presenti sul territorio nazionale e a colmare una lacuna
normativa che, da oltre venticinque anni, riguarda la lingua
resiana".
>"L'iniziativa - spiega Capozzi - nasce dalla consapevolezza che
la tutela delle minoranze linguistiche rappresenta non solo un
dovere costituzionale, sancito dall'articolo 6, ma anche un
importante investimento culturale per il futuro delle comunità
locali. In un contesto sempre più globalizzato come quello
attuale, infatti, preservare e valorizzare le lingue storiche
significa difendere identità, tradizioni e patrimoni culturali
che costituiscono una ricchezza per l'intero Paese".
>"La proposta legislativa che abbiamo presentato - spiega la
pentastellata - interviene sulla legge 482/1999 (Norme in materia
di tutela delle minoranze linguistiche storiche), ampliando
l'elenco delle lingue oggetto di tutela e inserendo espressamente
anche il resiano, un idioma riconosciuto dalla comunità
scientifica internazionale e inserito dall'Unesco tra le lingue a
rischio di estinzione".
>"Negli ultimi decenni - osserva Capozzi - purtroppo la Val Resia
ha registrato una significativa contrazione demografica e, di
riflesso, anche una progressiva riduzione dell'uso della lingua
tradizionale. Per questo motivo si ritiene necessario adottare
strumenti più efficaci per garantirne la trasmissione alle nuove
generazioni, favorendone l'insegnamento, lo studio e la
promozione culturale".
>"Il testo suggerito, composto da due articoli, - prosegue
l'esponente del M5S - prevede un maggiore coinvolgimento delle
Regioni nell'attuazione delle politiche linguistiche, attribuendo
loro specifiche competenze in materia di insegnamento delle
lingue tutelate e di valorizzazione delle tradizioni culturali
locali, sempre in raccordo con il ministero dell'Istruzione.
L'obiettivo è quello di dare facoltà anche alla Regione Friuli
Venezia Giulia di approvare proprie norme specifiche in materia
di insegnamento della lingua resiana".
>"L'iniziativa - conclude Capozzi - si inserisce nel solco delle
indicazioni europee e internazionali in materia di tutela delle
minoranze linguistiche e punta a garantire strumenti concreti per
la conservazione e la valorizzazione di un patrimonio culturale
che appartiene non solo alla Val Resia, ma all'intera comunità
nazionale".
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mercoledì 27 maggio 2026
lunedì 25 maggio 2026
Sindaco di Resia: Ieri - Oggi - e Domani?
Da ResiaOggi Dicembre 2021:
>Tratto da questo artico della testata "UdineToday del 12 Maggio 2026
>La sindaca di Resia: “Notizie vecchie, noi guardiamo avanti”
>“Sono pagine social che riciclano notizie vecchie e che romanzano molto la realtà — ci ha detto la sindaca di Resia, Anna Micelli — è una ricerca ormai risalente al 2008, quando sono state portate avanti ricerche di tipo medico su situazioni di isolamento. >Queste pagine mi sembrano create dall'Ai, e dipingono Resia vista come un mondo idilliaco alla Signore degli Anelli, quando in realtà, nonostante la comunità sia fiera delle proprie radici, deve confrontarsi con tutti i problemi che ha la montagna, come per esempio la disponibilità dei medici di base, oppure l'incendio del 2022, che ha compromesso più di 180 ettari nel territorio danneggiando anche la viabilità locale. >Piuttosto che ricerche del 2008 “spacciate” per novità — ha concluso Micelli — io preferisco parlare di attualità: stiamo costruendo una scuola, lavoriamo all'apertura della seconda unità produttiva Eurolls, azienda metalmeccanica che dà lavoro a decine di persone, e di tante altre iniziative su cui stiamo lavorando. Per dare fiducia e speranza alla nostra gente noi guardiamo avanti”.
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martedì 19 maggio 2026
San Giorgio di Resia - primi anni 1970 circa
>La Fondazione Palazzo del cinema - Hiša filma di Gorizia, ha realizzato questo documentario, impostato principalmente sul tema della cameranza in Val Resia.
>La presente testimonianza, oltre al tema della cameranza, offre anche un sapiente concetto di come viene celebrata la ricorrenza annuale della consacrazione della Chiesa di San Giorgio di Resia, con il tradizionale omaggio del formaggio alla Chiesa. In questo video, credo prodotto a ridosso del terremoto del 1976, si può vedere il cambiamento reale che è stato ricostruito, buona parte delle case vecchie che non ci sono più e la metamorfosi ambientale e paesaggistica parecchio modificata.
Il video è privo di registrazione vocale, è muto. Buona visione.
Articolo e video tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"
giovedì 14 maggio 2026
San Giorgio anni 1950 circa
San Giorgio, foto fatta nella piazza dove si svolge ogni anno il "Pust".
Articolo tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"
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venerdì 24 aprile 2026
Resia fa parte della Benečija/Benecia? FALSO
>In questi ultimi tempi le associazioni slovene in Friuli, stanno martellando e non poco, affiancando Resia come facenti parte, storicamente, della Benečija/Benecia.
>È un FALSO STORICO.
>Pertanto questo FALSO STORICO è frutto di politiche viscerali volte a inglobare sempre più, Resia, all'interno della Minoranza Nazionale Slovena.
>Naturalmente molti vengono abbagliati da facili finanziamenti. Pertanto Diffidate di questi ....... 👎
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mercoledì 15 aprile 2026
180° ANNIVERSARIO – ANNIVERSARIO 180° Jan Baudouin de Courtenay - Ella von Schultz Adaïewsky
>Quest’anno ricordiamo il 180° anniversario della nascita di Jan Baudouin de Courtenay (13 marzo 1845) e nel 2026 ricade lo stesso anniversario della nascita di Ella von Schultz Adaïewsky (22 febbraio 1846): due studiosi fondamentali della lingua e cultura resiane.
>Jan Baudouin de Courtenay arrivò a Resia per la prima volta nel 1873, esortato dal suo maestro Izmail I. Sreznevskij, e durante le sue frequenti visite in valle raccolse una grande mole di appunti e materiale dialettologico, che pubblicò così da renderli disponibili a noi resiani. Ricordiamo solo alcuni suoi titoli maggiori, relativi a Resia e al resiano: Saggio di fonetica delle parlate resiane (1875), Il Catechismo resiano (1875), Resia e i Resiani (1876), Materiale per la dialottologia ed etnografia slavomeridionale I, raccolti e riordinati negli anni 1872, 1873 e 1877 (1895), Chriztjanske Uzhilo - Materiale per la dialettologia ed etnografia slavomeridionale I, raccolti e riordinati negli anni 1872, 1873 e 1877 (1895), Chriztjanske Uzhilo - Materiale per la dialettologia III (1913), Vocabolario resiano-russo (1901), quest’ultimo inedito, purtroppo non ancora disponibile ai resiani.
>Il materiale dialettologico di Baudouin de Courtenay (inserito in Materialien I) venne arricchito dai testi musicali raccolti da Ella Adaïewsky fra i resiani. >Fondamentale si rivela il testo "Un voyage à Résia" (manoscritto 1883, pubblicato 2012), nel quale l’autrice espone le sue ricerche sulla musica popolare resiana, strutturata nei ‘ritmi a cinque tempi’, che rappresentano la nascita della etnomusicologia resiana e italiana.
>Quando e dove Ella Adaïewsky sentì parlare di Resia? (pag. 115, 116 di "Un voyage à Résia")
>Nel settembre dell’anno 1883 […] Vicino all’antica Serravalle, […] è lì che abbiamo sentito parlare per la prima volta di Resia e dei Resiani. “Nella provincia del Friuli, ci dicono, a qualche ora da Udine, sulla strada per Pontebba, c’è una colonia slava, arrivata non si sa da dove né quando; questa colonia parla una lingua diversa da quella degli altri slavi che abitano i confini nord orientali dell’Italia; i membri di questa comunità indossano un abito tradizionale particolare ed hanno conservato i loro usi e costumi; non frequentano le popolazioni vicine e ad un’ora dal loro abitato non si trova più traccia della loro lingua.
La loro vallata è stata resa accessibile soltanto da poco con la costruzione di una strada carrozzabile [1838 n.d.r.]; si dice – ci viene aggiunto – che sono venuti dalla Russia, e che sono Russi.”
>Ella Adaïewsky e Jan Baudouin de Courtenay non si conoscevano (pag. XVII op. cit.)
>È incredibile ma Ella e Jan, pur aggirandosi contemporaneamente in uno stesso fazzoletto di terra, a tratti persino soggiornando nella stessa cittadina, fino ad allora non si sono mai incontrati. Quando ciò avviene, ma in seguito e altrove, i due […] decidono di condividere le proprie strade. Il secondo viaggio nella zona è compiuto da Ella Adaïewsky in compagnia di Baudouin de Courtenay: il quale, all’occasione, offre le sue competenze all’etnomusicologa in erba. Nel diario di lavoro, sul quale sono via via riportate le new entries delle nuove ricognizioni, compaiono note e correzioni dello studioso.
>I due studiosi con le loro ricerche e pubblicazioni hanno dato un impulso determinante alla scoperta ed allo studio della lingua e cultura resiane: agli studi ed ai testi di linguistica resiana di Baudouin de Courtenay hanno fatto riferimento tutti gli studiosi della lingua resiana, dal 1875 ad oggi.
>Inoltre, sono sorprendenti le conclusioni di Ella Adaïewsky sulla musica resiana, spiegata con il ‘peonio’ (pag. 136, 137 op. cit.):
>In effetti : qui davanti a noi abbiamo un esempio di quel ritmo a cinque tempi chiamato peonio o peone, […] Con nostra grande sorpresa, e nel modo più inaspettato, ritrovammo questo ritmo peonio vivo in mezzo a questo popolo slavo per il quale costituisce la norma metrica musicale costante […] notevolmente molto interessante da studiare, sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista etnologico.
>In conclusione, riporto il pensiero finale dell’illustre etnomusicologa (pag. 137 op. cit.):
>«Possiamo dire che la musica resiana occupa, nella musica popolare dei popoli slavi, la stessa posizione indipendente e particolare della loro lingua tra gli altri dialetti slavi.»
>Non vi è dubbio che il nostro omaggio di Buon Anniversario è ampiamente meritato da questi due studiosi, che sono fondamentali per la lingua e cultura resiane.
>Nadia Clemente Ber
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