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Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena
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domenica 20 settembre 2026

Slavia Veneta: perché non è slovena e va tutelata dall'Italia

</>“LA SLAVIA VENETA? È PATRIMONIO DELL’ITALIA, NON DELLA SLOVENIA!” <p/>

</>Questo lungo fine settimana ci ha regalato molte emozioni: venerdì la premiazione del Sindaco di Lusevera (Val Torre) , Mauro Pinosa, e ieri la trasferta con una nutrita rappresentanza in Val Resia.<p/>
Premiazione Sindaco di Lusevera
</>Due territori straordinari dove la gente parla una lingua slava arcaica che nulla ha a che fare con lo sloveno e rifiuta categoricamente di essere identificata come tale. Lubiana, con ogni mezzo, sta invece cercando di appropriarsene facendo credere che questi antichi idiomi (parlati in alcune aree del Cividalese e del Tarcentino, nelle Valli del Natisone - dove la Slovenia è riuscita ad imporre addirittura una scuola - nella alta Val Torre e nella splendida Val Resia) siano delle semplici “varianti” della lingua slovena.<p/>
Comunità Resiana
</>Niente di più falso! A tale proposito, ieri sera il nostro Presidente Massimiliano Lacota a conclusione della bella escursione ha rilasciato un paio di dichiarazioni. “Queste comunità hanno necessità di essere sostenute con ogni sforzo perché rappresentano una ricchezza che va tutelata da Roma, e non da Lubiana. La cosiddetta ‘Slavia veneta’ è un patrimonio dell’Italia e come tale deve essere trattato” ha spiegato. E a chi gli chiedeva, anche per la lunga esperienza acquisita a livello europeo rispetto al ruolo di tutela dei gruppi etnici esercitato dal 2008 al 2014 come Segretario generale EUEEP, ha così risposto.<p/>
Massimiliano Lacota intervento a Resia
</>"Sarebbe opportuno che queste comunità creassero un organismo di rappresentanza unitario di tipo federativo da utilizzare come interlocutore privilegiato perché la debolezza e la forza si misurano in questi casi sempre coi numeri: più si è piccoli e meno si conta. <p/>
</>Un soggetto unico potrebbe incidere meglio anche sulla più che doverosa richiesta di revisione della perimetrazione geografica allora individuata dagli allegati della Legge 38/2001 che include anche territori che - lo sanno tutti! - non sono mai stati popolati da comunità slovene” ha detto Lacota. “L’Unione degli Istriani non può che essere solidale con chi, come le migliaia di Esuli che la compongono, sono stati sopraffatti e continuano ad esserlo dall’arroganza prevaricatrice di Lubiana e dei tanti ‘utili idioti’ che vi aderiscono” ha concluso Lacota, con la proverbiale sua franchezza. <p/>

Articolo tratto dal gruppo facebook "Unione degli Istriani"