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lunedì 7 novembre 2016

IL CALVARIO REDENTO

Ricevo e volentieri pubblico.
Articolo di Franco Tosoni

Con la cerimonia che si è tenuta oggi, sabato 05 novembre 2016, con inizio alle ore 10.30, prima nella chiesetta del calvario, con la Santa Messa, seguita poi dai discorsi evocativi dalle varie autorità convenute, si è celebrata così l’inaugurazione, per il suo riposizionamento, di una lapide commemorativa dei soldati caduti durante la Grande Guerra in Val Resia

Con questa cerimonia si è provveduto, in parte,  a risanare quella ferita mortale che si era prodotta negli anni '80, rimuovendo totalmente, monumento e testimonianze spogliandolo di tutte quelle dimostrazioni eroiche che avevano reso pubblico gli eroici fatti a difesa della nostra Patria e della nostra terra resiana, quel cimitero militare che era  stato  testimonianza del valore e del sangue versato in questa guerra dimenticata della Val Resia, spazzato via senza avvertire nessun dolore e rimorso nei confronti di chi aveva, con tanto coraggio, versato il proprio sangue a difesa dei propri valori, ma che aveva forse soltanto la colpa di aver occupato un’area che non gli competeva.
Grazie all’interesamento di alcune persone, che hanno voluto recuperare questo significato storico, che si rispecchia in quella lapide commemorativa, se noi oggi possiamo nuovamente tornare a rivedere e rivivere quei ricordi, prima rimossi dal cimitero militare e poi buttati alle ortiche, senza provare vergogna e riconoscenza, dimenticando storia e fatti storici, valori e sacrificio, sangue e vita.


L’Amministrazione attuale non si dovrebbe vergognare per i fatti commessi da altri, ma mostrare orgoglio di aver recuperato questa memoria storica, per noi e per il prossimo avvenire.
Un grazie sentito per questa bella cerimonia e per valore che in essa si è potuto sentire, avvertire e ammirare.   

Franco Tosoni





10 commenti :

  1. Sarebbe interessante sapere quando ci sarà un monumento dedicato ai nostri morti austro-ungarici che ci difesero, in parte invano, da uno stato in cui l'analfabetismo,la corruzione e l'ignoranza generale erano diffusissime tra la popolazione, al contrario dell'Austria che afalbettizzava i propri popoli con più lingue addirittura. Ora ditemi, nel Tarvisiano prima del 1915, quanti erano italiani e quanti austriaci e sloveni? Se la matematica non è un'opinione, si può notare dai dati che c'è stata una grave italianizzazione di tutto il Friuli orientale da nord a sud, un etnocidio quindi, accompagnato da un lavaggio del cervello studiato a tavolino.Un processo che sta continuando tutt'oggi e ricorda solo i morti che mangiavano la pizza e pummarola.

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    1. Vorrei ricordare che chi ha scritto ""un processo che sta continuando tutt'oggi e ricorda solo i morti che mangiavano pizza e pummarola"" che quei morti e quelle persone di oggi, hanno esportato in tutto il mondo pizza e pummarola,esclusa Resia che non ha pizzerie. Ve ne sono in slovenia che nel mondo non ha esportato niente. La slovenia si è limitata ad importare dai confinanti tutto ciò che poteva per farsi una storia e cultura che non ha.

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    2. Il monte Canin dopo aver sentito che qualcuno come lei ha adottato proprio il monte caro a noi Resiani e non solo, potrebbe iniziare a sgretolarsi per la vergogna...

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    3. Posso richiedere qualche lume sulla frase"un monumento dedicato ai nostri morti austro-ungarici che ci difesero" ?
      Devo capire che ci sono stati dei Resiani che hanno combattuto con l'Austria-Ungheria contro altri Resiani ?

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    4. In un mio commento, sotto riportato, ho scritto: Andrea, un po' di attenzione prima di scrivere cose campate in aria. Nessun resiano ha combattuto contro altri resiani nella Grande Guerra. La lapide in Piazza Tiglio a Prato di Resia ne è la testimonianza. Al Calvario di Prato di Resia si è voluto riposizionare una lapide commemorativa dei soldati caduti durante questa guerra in Val Resia. Una lapide preesistente che era stata posta, in precedenza, nel cimitero militare, dove erano stati sepolti i militari caduti di ambo gli schieramenti. In quel periodo Resia era terra italiana e i resiani hanno combattuto, con l'esercito italiano, contro l'esercito dell'Impero Austro-Ungarico. Chiaro!

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    5. Ringrazio rapidamente Franco Tosoni per aver risolto l'atroce dubbio che il Sr Andrea aveva riuscito a incuneare nella mia mente .

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    6. Nella Val Canali gli autoctoni si sono battuti dalla parte dell'esercito asburgico, quindi non escludo la possibilità che qualche attuale resiano o qualche parente, abbia un antenato che ha contribuito a rallentare l'avanzata italica verso nord.

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    7. Se riesco a seguire i meandri del suo spirito , lei " non esclude" che dei Resiani ( dopo aver affilato coltelli e dio sa cos'altro portandosi dietro la krösma )nel lontano maggio dello 1915 ,sapendo che la guerra era ormai prossima , invece di tornarsene a casa a portare le bestie all'alpeggio per sfamare mogli e figli si sono fermati a Tarvis o Pontafel e, la guerra dichiarata si sono precipitati ad arruolarsi nell'esercito Asbugico con la ferma intenzione di andare ad amazzare i loro propri figli .Boh !!!
      Ma perfino la Forza Aerea "non esclude" l'esistenza degli UFO o dei Marziani .
      E conosco personalmente delle persone che nel 2016 ( e cio' malgrado che la scienza abbia mille volte comprovato che ci son voluti 4,5 miliardi di anni per creare il mondo come ci appare oggi ) crede che sette giorni fà era il NULLA e che un personnaggio barbuto ha creato tutto cio' in sei giorni .
      E magari , oggi (settimo giorno) se ne sta seduto sulla punta del Canin e contempla a 360° ...la Slovenia

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  2. Non so dove tu ti trovi in questo momento, potresti essere anche al Polo Nord, ma se sei a Resia, o nei dintorni, fai una camminata fino al Calvario di Prato di Resia, qualche metro prima dell'entrata al cimitero si trova un cartello illustrativo dove puoi trovare buona parte alle tue domande. Se tu leggi bene l'inizio del mio articolo, dove scrivo: ..."riposizionamento, di una lapide commemorativa dei soldati caduti durante la Grande Guerra in Val Resia"... questo vuol dire che questa è una lapide preesistente posta proprio in quel cimitero militare dove erano stati sepolti militari di ambo gli schieramenti e caduti tragicamente nella Battaglia della Val Resia (25 - 29 ottobre 1917). Andrea, un po' di attenzione prima di scrive cose campate in aria.

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  3. Andrea, prima scrivi: “Sarebbe interessante sapere quando ci sarà un monumento dedicato ai nostri morti austro-ungarici che ci difesero….” - poi aggiungi, con un’altra nota, “Nella Val Canale gli autoctoni si sono battuti dalla parte dell'esercito asburgico, quindi non escludo la possibilità che qualche attuale resiano o qualche parente, abbia un antenato che ha contribuito a rallentare l'avanzata italica verso nord.” La storia ha bisogno di certezze non di insinuazioni perché tu dici che - “sarebbe interessante sapere” -, poi, “non escludo la possibilità che qualche resiano o qualche parente” , perciò tu sottintendi, tu suggerisci, tu alludi, ma abbi almeno la consapevolezza di onorare tutti i nostri eroi morti a difesa della nostra terra resiana senza ricercare di disonorare la loro memoria.

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