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Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

venerdì 2 novembre 2012

Una colossale miopia politica a danno delle generazioni future”

Ho trovato questo interessante articolo, che, leggendolo attentamente dichiara che così come l'Italia tutela gli Italiani  in Sloveni, anche la Slovenia tutela gli Sloveni in Italia. 
Peccato che i Resiani non si sentono Sloveni, ma semplicemente RESIANI.
Voglio anche far presente al Signor Bojan Brezigar, che Noi Resiani, non siamo così ignoranti. 
Sappiamo benissimo che la Lingua Resiana è di ceppo Slavo, così come sappiamo benissimo che l'Unesco riconosce il Resiano come Lingua. 
Ma lei lo sapeva che l'Unesco ha riconosciuto il Resiano come Lingua? 
O forse anche in questo caso la censura, da parte vostra, la fa da Padrona?
Mi stavo dimenticando: 
come dice Lei nell'articolo "Non sono un linguista". 
Quindi come può dedicarsi a ciò, e magari decidere, senza sapere?


Leggiamo insieme questo articolo:
Intervista a Bojan Brezigar sulla ‘questione resiana’

La questione della legge di tutela della minoranza linguistica slovena (38/ 2001) e della sua applicazione nel comune di Resia è stata più volte all'attenzione del Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena. A Bojan Brezigar, presidente del Comitato fino al mese di maggio di quest'anno, che molto si è speso per favorire iniziative a sostegno e protezione del resiano, abbiamo posto alcune domande.

Il sindaco Sergio Barbarino in passato ed il sindaco Sergio Chinese l'anno scorso sono stati in audizione presso il Comitato paritetico. Lei ha avuto altri contatti con l'attuale amministrazione comunale ed è stato anche in visita in Val Resia. Qual è, a suo giudizio, il nodo centrale della questione resiana?
Non voglio sembrare scortese affermando che il nodo centrale non esiste. Esisterebbe se ci fossero alcuni determinati a tutelare il resiano ed altri contrari. Non è così: tutti, a parole, sostengono di voler tutelare il resiano. Si pone invece un distinguo su aspetti storici e politici; storici riferiti all'origine della lingua, peraltro da tutti riconosciuta lingua slava, e politici riferiti all'appartenenza o meno del Comune di Resia allo Stato italiano. 
Non sono un linguista e mi rifaccio a linguisti che molto hanno fatto per il resiano, da Milko Matičetov attraverso Pavle Merkù fino a Han Steenwijk, e che attribuiscono il resiano alla famiglia con a capo la lingua letteraria slovena,  quindi ai fini della tutela delle minoranze linguistiche in Italia riferibile allo sloveno e pertanto tutelabile a norma della legge 38. 
Per quanto riguarda gli aspetti politici l'appartenenza del Comune di Resia alla Repubblica italiana non è messa in dubbio da nessuno e l'interesse manifestato per la lingua e la cultura da parte di esponenti della Repubblica di Slovenia è paragonabile all'interesse di esponenti dell'Italia per la comunità italiana in Slovenia, anche se a volte manifestato in termini non del tutto appropriati.
 Ed alcune scelte dell'attuale amministrazione comunale, tra le quali la decisione di modificare la grafia del resiano in barba al mondo della scienza al solo scopo di stabilire la distanza visiva tra il resiano e lo sloveno, danneggiano gravemente il resiano stesso, dividendo tra loro le già poche persone veramente impegnate a mantenere il resiano ed a tramandarlo alle prossime generazioni.

E quali passi sono stati intrapresi dal Comitato, in sintonia con la legge di tutela e con il concorso di tutte le istituzioni, per ricondurre la questione sul piano delle iniziative concrete a vantaggio di Resia?
Il Comitato ha sempre prestato particolare attenzione alle parti linguisticamente più deboli, in particolare alle aree tutelate ricadenti nella Provincia di Udine. Per il Comune di Resia, su mia proposta, il Comitato aveva previsto l'uso della variante linguistica locale nell'applicazione di alcuni articoli importanti della legge, come ad esempio le norme sulla segnaletica bilingue. Ed era ben disposto a proseguire con questo orientamento anche in riferimento all'istruzione. Tra l'altro il Comitato non ha avuto obiezioni sui contributi che il Comune di Resia da anni sta ricevendo in base alla legge 38. Ritengo quindi di poter affermare che il Comitato paritetico abbia sempre avuto una linea chiara ed univoca a favore della tutela del resiano nell'ambito delle disposizioni della legge 38.

Come commenta la delibera della Giunta comunale del 9 ottobre scorso di istituire una scuola bilingue italiano/resiano?
Posso dire solo bene, ma la procedura è incompleta. La legge 38 prevede infatti il passaggio obbligatorio attraverso il Comitato paritetico. Ne abbiamo parlato l'anno scorso con il sindaco e l'assessore. Con l'aiuto delle segreteria del Comitato abbiamo anche predisposto una bozza di deliberazione del Comune, ma poi la vicenda non ha avuto alcun seguito. 
Tutto il lavoro da noi svolto ha tenuto conto della delicatezza della situazione e dell'interesse del Comitato a salvaguardare il resiano in tutte le sue peculiarità. Ora il Comune ha inteso agire in contrasto con la disposizione di legge, quindi senza acquisire il parere del Comitato paritetico come in precedenza avevano fatto altri comuni (Lusevera, Taipana, Malborghetto, …). E quindi la richiesta del Comune di Resia manca, a mio avviso, di un requisito fondamentale per poter essere accolta. 
Mi chiedete un commento: me ne dispiace. La scuola bilingue italiano-resiano, ancorata alle disposizioni legislative della legge 38, avrebbe garantito la continuità dell'insegnamento del resiano ai purtroppo pochi bambini che frequentano la scuola locale. Ci troviamo di fronte ad una colossale miopia politica, a danno delle generazioni future.

L'anno scorso la maggioranza in Consiglio comunale ha votato un documento in cui chiedeva la cancellazione del Comune di Resia dall'elenco dei comuni in cui si applica la legge 38 (ma anche la 482). La proposta non è stata accolta dal Comitato paritetico. Per quale ragione?
Intanto va precisato che la legge 482 non prevede alcuna possibilità di recesso; i criteri per l'iscrizione nell'elenco dei comuni soggetti a tutela sono molto chiari, non equivoci, e tendono a determinare una presenza storica di un gruppo linguistico. 
La legge 38 è più complessa, ma si basa sul medesimo principio. La procedura per l'inserimento del Comune di Resia nell'elenco dei comuni tutelati è stata regolare, del tutto aderente alla legge ed il Comitato paritetico non ha ravvisato nella richiesta del Comune di Resia alcun elemento di tale rilievo da giustificare il riesame delle decisioni a suo tempo assunte. 
Voglio peraltro precisare che l'ordinamento non prevede per i cittadini delle zone tutelate alcun obbligo, ma fornisce soltanto opportunità a quei cittadini, singoli o associati che intendono avvalersi di tali provvidenze. Ed il Comune di Resia stesso ha inteso garantire tali servizi avvalendosi delle provvidenze finanziarie previste dalla stessa legge 38.

FONTE

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