Il 31 marzo 1978 il Comune di Resia prese una posizione storica sulla sua identità.
Quel giorno, il Consigliere Danilo Clemente presentò un Ordine del Giorno in occasione della "Conferenza sullo stato dei gruppi etnico-linguistici operanti nella Provincia di Udine". Un documento che, a distanza di quasi 50 anni, spiega molte delle discussioni di oggi sulla lingua resiana.
Nell'articolo originale, Franco Tosoni scrive:
Grazie alla gentile concessione dell'Amministrazione Comunale, che ringrazio pubblicamente per aver cercato, fotocopiato e messo a disposizione il documento, posso finalmente pubblicare il verbale integrale.
Cosa diceva l'Ordine del Giorno del 31.03.1978?
Il Consiglio Comunale di Resia, all'unanimità, approvò un documento che chiedeva il riconoscimento e la tutela della specificità culturale e linguistica resiana all'interno del dibattito sui gruppi etnico-linguistici della provincia di Udine.
Personalmente posso affermare che era un periodo cruciale. In quegli anni si discuteva della tutela della minoranza slovena, e Resia, già allora, rivendicava la sua storia a parte, la sua lingua arcaica di origine slava ma autonoma, le sue tradizioni.
Il verbale originale della deliberazione
Qui sotto riporto le tre pagine del verbale di deliberazione del Consiglio Comunale del Comune di Resia del 31.03.1978, avente per oggetto:
ORDINE DEL GIORNO IN OCCASIONE DELLA "CONFERENZA SULLO STATO DEI GRUPPI ETNICO-LINGUISTICI OPERANTI NELLA PROVINCIA DI UDINE".
La domanda che mi sono posto il 10 settembre 2025, e che ripropongo oggi, è semplice: dopo quell'unanime approvazione del 1978, in tutti questi anni è cambiato qualche particolare nell'orientamento delle Amministrazioni Comunali che si sono succedute, oppure è rimasto in atto l'indirizzo dato dal Consigliere Clemente?
A voi lettori, e soprattutto ai più giovani, lascio la valutazione.
>Università di TARTU Estonia (un tempo Università russa di DORPAT)
>Questa Università, antica e prestigiosa, è stata il primo e unico Ente accademico dove gli studenti facevano lezioni di RESIANO.
>Lo studioso J.Baudouin de Courtenay lo insegnò in questo Ateneo dal 1892 al 1893.
>Le lezioni erano frequentate da una ristrettissima cerchia di studenti della facoltà di Lettere Storico-Filologiche. Non erano italiani o friulani, ma studenti russi, polacchi, baltici e tedeschi che si stavano specializzando in filologia slava.
Tra questi si formarono menti che avrebbero poi applicato quei metodi rigorosi alla linguistica del Novecento.
>Come insegnava il Resiano, Jan Baudouin de Courtenay?
>Nelle sue lezioni a Dorpat non insegnava a dialogare, ma usava i vocaboli e i canti resiani raccolti sul campo a Resia per mostrare la differenza tra il suono fisico (fonetica) e il suono con valore distintivo (fonologia).
>Mostrava agli studenti come i dialetti isolati e privi di scrittura formale (come appunto il Resiano) conservassero leggi foniche arcaiche o sviluppassero evoluzioni uniche, impossibili da trovare nelle lingue slave letterarie. La pronuncia diventava più importante della scrittura.
>METODO didattico sui manoscritti
>• LAVORO SUI TESTI
>Gli studenti venivano messi davanti a trascrizioni fonetiche di favole (pravize), proverbi e frammenti di canti.
>• ESERCIZI DI COMPARAZIONE
>Gli studenti dovevano confrontare la struttura morfologica e i mutamenti delle vocali resiane, con quelli dello sloveno standard, del serbocroato e dell'antico slavo ecclesiastico.
>Frequentare quelle lezioni a Dorpat significava fare ricerca sul campo assistita.
>Il professore apriva i propri taccuini di viaggio a Resia e guidava gli studenti a "sezionare" i suoni di una micro-lingua alpina per capire come funziona il linguaggio umano.
>Chi insegna il Resiano, ha mai fatto pronunciare agli studenti le vocali distintive resiane?
>(Oggi sappiamo che il resiano ha 13 vocali distintive e l'armonia vocalica, grazie ai rilevamenti scientifici del linguista Peter Jurgec dell'Universita' di Toronto.).
>Ha mai fatto notare loro i mutamenti e la diversità delle stesse? >
>Le ha mai fatte confrontare con quelle di altre lingue slave (pronuncia), con gli studenti più grandi?
>Facciamo tesoro degli insegnamenti di questo eminente linguista, la cui stella brilla ancora attraverso i secoli!!⭐️💫
Tratto dalla Pagina Facebook "La Val Resia e le bellezze della natura"
>Pricipio dell’autodeterminazione
>Se manca l'autoidentificazione, nessun riconoscimento esterno o tutela giuridica può forzare un popolo a sentirsi una "minoranza di qualcuno “.
>Secondo questo principio i popoli hanno il diritto di scegliere liberamente il proprio status politico, sociale e culturale.
>Spesso, quando la politica o le istituzioni cercano di “tutelare" o catalogare una minoranza dall'alto senza che ci sia un reale sentimento popolare, si creano forzature che non trovano riscontro nella vita di tutti i giorni.
>In conclusione, l'identità non si può imporre per legge: se una comunità non sente propria quell'appartenenza, qualsiasi tentativo di definirla come minoranza perde di significato.
>E’ il caso dei RESIANI.
>Foto sotto: GOST, piccolo borgo della Val Resia/Tuw Reśije.
>“La lingua resiana rappresenta un patrimonio unico e irripetibile della nostra terra. Tutelarla significa salvaguardare una parte fondamentale della storia, della cultura e dell’identità della comunità della Val Resia. Questa proposta di legge vuole dare una risposta concreta a una richiesta che, ormi da anni, proviene dal territorio e dal mondo della cultura, riconoscendo piena dignità a una lingua che merita di essere preservata e tramandata alle future generazioni”.
>La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) annuncia con soddisfazione il deposito di una pdln “volta a rafforzare la tutela delle lingue storiche presenti sul territorio nazionale e a colmare una lacuna normativa che, da oltre venticinque anni, riguarda la lingua resiana”.
>“La nostra iniziativa – illustra l’esponente pentastellata, affidando le sue considerazioni a una nota stampa – nasce dalla consapevolezza che la tutela delle minoranze linguistiche rappresenta non solo un dovere costituzionale, sancito dall’articolo 6 della Costituzione, ma anche un importante investimento culturale per il futuro delle comunità locali. In un contesto sempre più globalizzato come quello attuale, infatti, preservare e valorizzare le lingue storiche significa difendere identità, tradizioni e patrimoni culturali che costituiscono una ricchezza per l’intero Paese”.
>“La proposta legislativa che abbiamo presentato – spiega Capozzi – interviene sulla legge 482/1999 (‘Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche’), ampliando l’elenco delle lingue oggetto di tutela e inserendo espressamente anche il resiano, un idioma riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale e inserito dall’Unesco tra le lingue a rischio di estinzione. Negli ultimi decenni, purtroppo, la Val Resia ha registrato una significativa contrazione demografica e, di riflesso, anche una progressiva riduzione dell’uso della lingua tradizionale. Per questo motivo si ritiene necessario adottare strumenti più efficaci per garantirne la trasmissione alle nuove generazioni, favorendone l’insegnamento, lo studio e la promozione culturale”.
>“Il testo da noi suggerito, composto da due articoli, prevede un maggiore coinvolgimento delle Regioni – sottolinea la rappresentante del M5S – nell’attuazione delle politiche linguistiche, attribuendo loro specifiche competenze in materia di insegnamento delle lingue tutelate e di valorizzazione delle tradizioni culturali locali, sempre in raccordo con il ministero dell’Istruzione. L’obiettivo è quello di dare facoltà anche alla Regione Friuli Venezia Giulia di approvare proprie norme specifiche in materia di insegnamento della lingua resiana”.
>“L’iniziativa si inserisce nel solco delle indicazioni europee e internazionali in materia di tutela delle minoranze linguistiche e punta a garantire – conclude Capozzi – strumenti concreti per la conservazione e la valorizzazione di un patrimonio culturale che appartiene non solo alla Val Resia, ma all’intera comunità nazionale”.
Per ulteriori informazioni clicca QUI
>ITVR IDENTITÀ E TUTELA VAL RESIA INFORMA:
ITVR INFORMA:
>*(ACON) LINGUE MINORITARIE. CAPOZZI (M5S): PROPOSTA PER TUTELARE RESIANO*
>Trieste, 12 giu - "La lingua resiana rappresenta un
patrimonio unico e irripetibile della nostra terra. Tutelarla
significa salvaguardare una parte fondamentale della storia,
della cultura e dell'identità della comunità della Val Resia.
Questa proposta di legge vuole dare una risposta concreta a una
richiesta che, ormai da anni, proviene dal territorio e dal mondo
della cultura, riconoscendo piena dignità a una lingua che merita
di essere preservata e tramandata alle future generazioni".
>Così in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle) annunciando il deposito di una proposta di
legge nazionale "volta a rafforzare la tutela delle lingue
storiche presenti sul territorio nazionale e a colmare una lacuna
normativa che, da oltre venticinque anni, riguarda la lingua
resiana".
>"L'iniziativa - spiega Capozzi - nasce dalla consapevolezza che
la tutela delle minoranze linguistiche rappresenta non solo un
dovere costituzionale, sancito dall'articolo 6, ma anche un
importante investimento culturale per il futuro delle comunità
locali. In un contesto sempre più globalizzato come quello
attuale, infatti, preservare e valorizzare le lingue storiche
significa difendere identità, tradizioni e patrimoni culturali
che costituiscono una ricchezza per l'intero Paese".
>"La proposta legislativa che abbiamo presentato - spiega la
pentastellata - interviene sulla legge 482/1999 (Norme in materia
di tutela delle minoranze linguistiche storiche), ampliando
l'elenco delle lingue oggetto di tutela e inserendo espressamente
anche il resiano, un idioma riconosciuto dalla comunità
scientifica internazionale e inserito dall'Unesco tra le lingue a
rischio di estinzione".
>"Negli ultimi decenni - osserva Capozzi - purtroppo la Val Resia
ha registrato una significativa contrazione demografica e, di
riflesso, anche una progressiva riduzione dell'uso della lingua
tradizionale. Per questo motivo si ritiene necessario adottare
strumenti più efficaci per garantirne la trasmissione alle nuove
generazioni, favorendone l'insegnamento, lo studio e la
promozione culturale".
>"Il testo suggerito, composto da due articoli, - prosegue
l'esponente del M5S - prevede un maggiore coinvolgimento delle
Regioni nell'attuazione delle politiche linguistiche, attribuendo
loro specifiche competenze in materia di insegnamento delle
lingue tutelate e di valorizzazione delle tradizioni culturali
locali, sempre in raccordo con il ministero dell'Istruzione.
L'obiettivo è quello di dare facoltà anche alla Regione Friuli
Venezia Giulia di approvare proprie norme specifiche in materia
di insegnamento della lingua resiana".
>"L'iniziativa - conclude Capozzi - si inserisce nel solco delle
indicazioni europee e internazionali in materia di tutela delle
minoranze linguistiche e punta a garantire strumenti concreti per
la conservazione e la valorizzazione di un patrimonio culturale
che appartiene non solo alla Val Resia, ma all'intera comunità
nazionale".
>Tratto da questo artico della testata "UdineToday del 12 Maggio 2026
>La sindaca di Resia: “Notizie vecchie, noi guardiamo avanti”
>“Sono pagine social che riciclano notizie vecchie e che romanzano molto la realtà — ci ha detto la sindaca di Resia, Anna Micelli — è una ricerca ormai risalente al 2008, quando sono state portate avanti ricerche di tipo medico su situazioni di isolamento. >Queste pagine mi sembrano create dall'Ai, e dipingono Resia vista come un mondo idilliaco alla Signore degli Anelli, quando in realtà, nonostante la comunità sia fiera delle proprie radici, deve confrontarsi con tutti i problemi che ha la montagna, come per esempio la disponibilità dei medici di base, oppure l'incendio del 2022, che ha compromesso più di 180 ettari nel territorio danneggiando anche la viabilità locale. >Piuttosto che ricerche del 2008 “spacciate” per novità — ha concluso Micelli — io preferisco parlare di attualità: stiamo costruendo una scuola, lavoriamo all'apertura della seconda unità produttiva Eurolls, azienda metalmeccanica che dà lavoro a decine di persone, e di tante altre iniziative su cui stiamo lavorando. Per dare fiducia e speranza alla nostra gente noi guardiamo avanti”.
>La Fondazione Palazzo del cinema - Hiša filma di Gorizia, ha realizzato questo documentario, impostato principalmente sul tema della cameranza in Val Resia.
>La presente testimonianza, oltre al tema della cameranza, offre anche un sapiente concetto di come viene celebrata la ricorrenza annuale della consacrazione della Chiesa di San Giorgio di Resia, con il tradizionale omaggio del formaggio alla Chiesa. In questo video, credo prodotto a ridosso del terremoto del 1976, si può vedere il cambiamento reale che è stato ricostruito, buona parte delle case vecchie che non ci sono più e la metamorfosi ambientale e paesaggistica parecchio modificata.
Il video è privo di registrazione vocale, è muto. Buona visione.
Articolo e video tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"
>In questi ultimi tempi le associazioni slovene in Friuli, stanno martellando e non poco, affiancando Resia come facenti parte, storicamente, della Benečija/Benecia.
>È un FALSO STORICO.
>Pertanto questo FALSO STORICO è frutto di politiche viscerali volte a inglobare sempre più, Resia, all'interno della Minoranza Nazionale Slovena.
>Naturalmente molti vengono abbagliati da facili finanziamenti. Pertanto Diffidate di questi ....... 👎
>Quest’anno ricordiamo il 180° anniversario della nascita di Jan Baudouin de Courtenay (13 marzo 1845) e nel 2026 ricade lo stesso anniversario della nascita di Ella von Schultz Adaïewsky (22 febbraio 1846): due studiosi fondamentali della lingua e cultura resiane.
>Jan Baudouin de Courtenay arrivò a Resia per la prima volta nel 1873, esortato dal suo maestro Izmail I. Sreznevskij, e durante le sue frequenti visite in valle raccolse una grande mole di appunti e materiale dialettologico, che pubblicò così da renderli disponibili a noi resiani. Ricordiamo solo alcuni suoi titoli maggiori, relativi a Resia e al resiano: Saggio di fonetica delle parlate resiane (1875), Il Catechismo resiano (1875), Resia e i Resiani (1876), Materiale per la dialottologia ed etnografia slavomeridionale I, raccolti e riordinati negli anni 1872, 1873 e 1877 (1895), Chriztjanske Uzhilo - Materiale per la dialettologia ed etnografia slavomeridionale I, raccolti e riordinati negli anni 1872, 1873 e 1877 (1895), Chriztjanske Uzhilo - Materiale per la dialettologia III (1913), Vocabolario resiano-russo (1901), quest’ultimo inedito, purtroppo non ancora disponibile ai resiani.
>Il materiale dialettologico di Baudouin de Courtenay (inserito in Materialien I) venne arricchito dai testi musicali raccolti da Ella Adaïewsky fra i resiani. >Fondamentale si rivela il testo "Un voyage à Résia" (manoscritto 1883, pubblicato 2012), nel quale l’autrice espone le sue ricerche sulla musica popolare resiana, strutturata nei ‘ritmi a cinque tempi’, che rappresentano la nascita della etnomusicologia resiana e italiana.
>Quando e dove Ella Adaïewsky sentì parlare di Resia? (pag. 115, 116 di "Un voyage à Résia")
>Nel settembre dell’anno 1883 […] Vicino all’antica Serravalle, […] è lì che abbiamo sentito parlare per la prima volta di Resia e dei Resiani. “Nella provincia del Friuli, ci dicono, a qualche ora da Udine, sulla strada per Pontebba, c’è una colonia slava, arrivata non si sa da dove né quando; questa colonia parla una lingua diversa da quella degli altri slavi che abitano i confini nord orientali dell’Italia; i membri di questa comunità indossano un abito tradizionale particolare ed hanno conservato i loro usi e costumi; non frequentano le popolazioni vicine e ad un’ora dal loro abitato non si trova più traccia della loro lingua.
La loro vallata è stata resa accessibile soltanto da poco con la costruzione di una strada carrozzabile [1838 n.d.r.]; si dice – ci viene aggiunto – che sono venuti dalla Russia, e che sono Russi.”
>Ella Adaïewsky e Jan Baudouin de Courtenay non si conoscevano (pag. XVII op. cit.)
>È incredibile ma Ella e Jan, pur aggirandosi contemporaneamente in uno stesso fazzoletto di terra, a tratti persino soggiornando nella stessa cittadina, fino ad allora non si sono mai incontrati. Quando ciò avviene, ma in seguito e altrove, i due […] decidono di condividere le proprie strade. Il secondo viaggio nella zona è compiuto da Ella Adaïewsky in compagnia di Baudouin de Courtenay: il quale, all’occasione, offre le sue competenze all’etnomusicologa in erba. Nel diario di lavoro, sul quale sono via via riportate le new entries delle nuove ricognizioni, compaiono note e correzioni dello studioso.
>I due studiosi con le loro ricerche e pubblicazioni hanno dato un impulso determinante alla scoperta ed allo studio della lingua e cultura resiane: agli studi ed ai testi di linguistica resiana di Baudouin de Courtenay hanno fatto riferimento tutti gli studiosi della lingua resiana, dal 1875 ad oggi.
>Inoltre, sono sorprendenti le conclusioni di Ella Adaïewsky sulla musica resiana, spiegata con il ‘peonio’ (pag. 136, 137 op. cit.):
>In effetti : qui davanti a noi abbiamo un esempio di quel ritmo a cinque tempi chiamato peonio o peone, […] Con nostra grande sorpresa, e nel modo più inaspettato, ritrovammo questo ritmo peonio vivo in mezzo a questo popolo slavo per il quale costituisce la norma metrica musicale costante […] notevolmente molto interessante da studiare, sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista etnologico.
>In conclusione, riporto il pensiero finale dell’illustre etnomusicologa (pag. 137 op. cit.):
>«Possiamo dire che la musica resiana occupa, nella musica popolare dei popoli slavi, la stessa posizione indipendente e particolare della loro lingua tra gli altri dialetti slavi.»
>Non vi è dubbio che il nostro omaggio di Buon Anniversario è ampiamente meritato da questi due studiosi, che sono fondamentali per la lingua e cultura resiane.
>Nadia Clemente Ber
>Questo è il quarto video che provvedo a pubblicare, la sua narrazione ha per tema: RACCONTI DI VITA.
>È una sintesi del racconto di vita di una donna resiana che ci racconta come ha vissuto la sua vita, nei momenti più cruciali della sua esistenza.
/>Il suo racconta incomincia con la nascita avvenuta lontana da Resia, a seguito dell'esodo avvenuto dai suoi genitori durante la prima guerra mondiale.
>La sua narrazione continua con la fase di rientro di tutta la famiglia a Resia, della sua vita fra gli innumerevoli problemi che ha dovuto affrontare negli anni, dalla sua infanzia all'adolescenza, dalla sua maturità alla vecchiaia.
>Questa era la vita per la maggior parte dei resiani in quegli anni.
Articolo tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"
>Continua con il quinto video, la collocazione e l'esposizione, il tempo e il passaggio, dall'esistenza alla difficoltà della vita resiana, che ha per tema: RITI, TRADIZIONI, DIVERTIMENTO E VITA SOCIALE. >Anche in questo video si evidenzia la narrazione di una donna resiana che ci racconta il proprio passato in un tempo vissuto fra difficoltà degne di nota e tanto sacrificio.
Articolo tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"
>Continua la narrazione dei vari aspetti della vita dei resiani in cui le loro difficoltà si manifestavano sotto diversi aspetti e nei periodi in cui hanno vissuto. Anche questo video ha per tema: RITI E TRADIZIONI, e altri momenti secondo le circostanze e le condizioni.
>La descrizione della persona che ci racconta la sua esperienza descrive la sua esperienza e la sua visione della Resia del passato.
>Inizia con il ballo resiano, la festa dei coscritti, seguito dal carnevale tipico resiano, la veglia di un defunto e la recita del rosario, il suono delle campane e il rito che si manifesta durante la morte di un bambino.
Articolo tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"
>Resia: alcune considerazioni sulla questione resiana, il pensiero di Franco Tosoni
>Scritto il 14/03/2012
>di Franco Tosoni
>Per un resiano era un evento da non perdere. Per circa due ore la questione resiana è stata dibattuta in diretta sul canale Free Tv.
>Le mie impressioni, a caldo, non sono state delle più felici, pur tuttavia dando tutta la mia solidarietà, l’appoggio e il sostegno alle due persone: Gilberto Barbarino e Giuseppe Silvestro, la parte che sosteneva e difendeva le ragioni, i pensieri e le logiche dell’identità e tutela della Val Resia. Non altrettanto devo dire, obiettivamente e realisticamente, per gli interventi, della controparte.
>In questa occasione si sono presentati in tre: Igor Cerno, consigliere comunale del comune di Lusevera, spero che sia intervenuto a titolo personale e non come rappresentante della comunità dei luseveresi; Jole Namor, direttore del settimanale Novi Matajur, che inizialmente ha fatto dei distinguo con i resiani presenti, forse voleva degli interlocutori all’altezza del suo rango e, dulcis in fundo, l’intellettuale della lingua resiana, il resiano-pro sloveno Sandro Quaglia, ognuno per la propria parte, ma soprattutto per rivendicare alla Val Resia una appartenenza astratta e assurda, cioè quella che i resiani parlano un dialetto sloveno e che in merito di tale particolarità sono, di conseguenza, anche considerati di discendenza slovena.
>Questo dibattito, se non per informare l’opinione pubblica e a vagliare una questione di natura etnica e linguistica, dopo aver analizzato ed esaminato a fondo l’argomento, frutto delle controversie, non ha prodotto situazioni migliori e alla fine ognuno se ne è tornato a casa con gli stessi concetti e preconcetti iniziali. Ci vogliono accostare, ci ordinano di fare, ci vogliono educare, istruire e insegnare, così da farci esprimere, nella nostra lingua, con una parlata colta, letterata, indottrinando il nostro essere e il nostro sapere. Dopo ben 1400 anni che la lingua, il resiano, è stato tramandato oralmente, senza alterazioni significative.
>Siamo all’assurdo, e a un irrazionale e sciocco pensiero di deviazione e di irresponsabile inganno e raggiro per la nostra etnia. Ci voleva poi un consigliere comunale del comune di Lusevera, sostenitore del nostro compaesano, o per meglio dire valligiano, Sandro Quaglia, a illustrarci, o più adeguatamente spiegare e interpretare, quella assurda legge 23 febbraio 2001, numero 38 – «Norme per la tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli – Venezia Giulia», che l’avvcato Silvestro ha definito con altri termini e locuzioni. E’ stata mossa poi, sempre dai tre, una critica, quasi un rimprovero perché, a differenza di altri comuni con una minoranza linguistica slovena, che a Resia non esiste e non è mai esistita, perché il comune di Resia non ha ancora attuato e istituito una scuola bilingue: italiano-sloveno, così come prevede l’attuazione della legge 38/2001. C’è stata poi una mezza inversione di marcia e Jole Namor, sempre se ho ben capito e inteso, ha di fatto ratificato il suo pensiero con un forse si potrebbe istituire a Resia una scuola bilingue: italiano-resiano.
>Per tutta la trasmissione ha dimostrato un certo interesse anche l’andamento del sondaggio promosso dalla trasmissione televisiva.
>La domanda era: il resiano è da considerarsi una lingua a se stante o un dialetto sloveno?
>Alla fine della trasmissione il sondaggio ha dato questo responso: 86,5% il resiano come lingua e 13,5% il resiano come dialetto sloveno.
Mi sembra abbastanza chiaro e netto il divario.
>Un pensiero significativo vorrei rivolgere a due persone, in questo dibattito contrapposte: la prima persona è l’avvocato Silvestro, di origine siciliana che ha sposato la causa resiana con passione e determinazione al di sopra di ogni aspettativa e che sta portando avanti la nostra lotta e la sua battaglia con sincero e appassionato impegno, l’altra persona è Sandro Quaglia, resiano, di madre lingua resiana, un indecifrabile personaggio che forse vive una realtà resiana totalmente astratta e generica, e che, in un certo qual modo, ha deluso le aspettative dei resiani sposando una causa totalmente diversa da quella che ogni resiano, o che si ritiene tale, si aspetta e che si sente tradito nella causa, nella sua storia e nella sua identità.
>La questione resiana, la sua minoranza linguistica e la sua minoranza etnica, sono argomenti che riguardano esclusivamente la popolazione della Val Resia, le intromissioni esterne sono invece abusive, illecite e illegali nel prendere posizioni controverse e nell’interporsi nel caso improprio.
Articolo tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"
>RAIBAT – IL PROGETTO
>Nel mese di giugno 2012 è stato realizzato questo video che ha per oggetto: RAIBAT - IL PROGETTO.
>Ora, visto nel sistema in cui è stato elaborato “IL PROGETTO” non vorrei che tale significato fosse rimasto solo sulla carta, o applicato in senso minore, al contrario di quanto non si immaginasse necessario metterlo in pratica e, forse, mai più attuato in modo costante, completo e convincente. L'unico metodo pratico ed efficace, visto che molte aree linguistiche minoritarie lo hanno studiato e applicato, sarebbe quello che ho già citato in varie volte nei miei scritti, quello adottato dal paese di Luserna (TN). Questo paese, nel suo piccolo, infatti il numero dei suoi abitanti è di circa 300, ma l'80% dei suoi residenti parla il “CIMBRO”, una lingua parlata e conservata da circa 1000 anni. Questo l' unico paese, rispetto alla grande area che, in passato, quella parlata si estendeva, dai Monti Lessini (VR), all'Altopianto di Asiago (VI), all'Altopiato di Lavarone (TN) e una parte della Magnifica Comunità degli Altopiani Cimbri, comprese anche Folgaria e Luserna,che ha voluto tenacemente lottare e conservare la propria identità e la propria lingua.
>Il Comune di Luserna (TN), nel suo piccolo, nella salvaguardia della propria lingua, ha studiato una forma educativa che, in parole povere, ha introdotto un sistema, a loro detto, un metodo unico in Italia, che consiste in una sorta di asilo nido e scuola materna fusi insieme, in cui, appunto, i bambini vanno inseriti dai 0 ai 6 anni. Con questo sistema i bambini vengono immessi, tutti i giorni, nel mondo, in questo caso, il “cimbro”, con gli insegnanti che gli parlano solo in “cimbro. Forse noi non siamo ancora preparati o coscienti nell'applicare lo stesso sistema anche per la nostra lingua, una lingua in via di estinzione, così si esprime l’UNESCO, LINGUA non dialetto. Per far crescere una consistenza bisogna per forza partire dalle basi, in questo caso è importante posare su queste basi dando proprio la priorità ai bambini.
>Se il progetto, RAJBAT, è ancora valido e attuativo, se non è rimasto solo il PROGETTO, realizzare e mettere in pratica il programma e consentire così, con questo SERVIZIO EDUCATIVO, a questi bambini di apprendere, fino ai sei anni, solamente il RESIANO. Naturalmente con gli insegnanti che gli parlano in RESIANO e con le attività fatte esclusivamente in RESIANO.
>Per chi avrà la pazienza e la possibilità di leggere questo mio scritto, lo pregherei che, dopo averlo letto, abbia la gentilezza e il piacere di esprimere anche un parere, un giudizio.
>Grazie
>Franco Tosoni