ROSAJANSKI DOLUNO - Dulïna se nalaža tu-w Reġuni Friuli-Venezia Giulia. Göra Ćanïnawa na dilä di mërä ta-mi to Laško anu to Buško nazijun.


IL SITO DEDICATO A TUTTO IL POPOLO RESIANO CHE TENACEMENTE CONTINUA A DIFENDERE LINGUA,CULTURA E TRADIZIONE


Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

venerdì 24 aprile 2026

Resia fa parte della Benečija/Benecia? FALSO

In questi ultimi tempi le associazioni slovene in Friuli, stanno martellando e non poco, affiancando Resia come facenti parte, storicamente, della Benečija/Benecia.

È un FALSO STORICO.

Pertanto questo FALSO STORICO è frutto di politiche viscerali volte a inglobare sempre più, Resia, all'interno della Minoranza Nazionale Slovena.

Naturalmente molti vengono abbagliati da facili finanziamenti. Pertanto Diffidate di questi ....... 👎

mercoledì 15 aprile 2026

180° ANNIVERSARIO – ANNIVERSARIO 180° Jan Baudouin de Courtenay - Ella von Schultz Adaïewsky

Quest’anno ricordiamo il 180° anniversario della nascita di Jan Baudouin de Courtenay (13 marzo 1845) e nel 2026 ricade lo stesso anniversario della nascita di Ella von Schultz Adaïewsky (22 febbraio 1846): due studiosi fondamentali della lingua e cultura resiane.

Jan Baudouin de Courtenay arrivò a Resia per la prima volta nel 1873, esortato dal suo maestro Izmail I. Sreznevskij, e durante le sue frequenti visite in valle raccolse una grande mole di appunti e materiale dialettologico, che pubblicò così da renderli disponibili a noi resiani. Ricordiamo solo alcuni suoi titoli maggiori, relativi a Resia e al resiano: Saggio di fonetica delle parlate resiane (1875), Il Catechismo resiano (1875), Resia e i Resiani (1876), Materiale per la dialottologia ed etnografia slavomeridionale I, raccolti e riordinati negli anni 1872, 1873 e 1877 (1895), Chriztjanske Uzhilo - Materiale per la dialettologia ed etnografia slavomeridionale I, raccolti e riordinati negli anni 1872, 1873 e 1877 (1895), Chriztjanske Uzhilo - Materiale per la dialettologia III (1913), Vocabolario resiano-russo (1901), quest’ultimo inedito, purtroppo non ancora disponibile ai resiani.

Il materiale dialettologico di Baudouin de Courtenay (inserito in Materialien I) venne arricchito dai testi musicali raccolti da Ella Adaïewsky fra i resiani.

Fondamentale si rivela il testo "Un voyage à Résia" (manoscritto 1883, pubblicato 2012), nel quale l’autrice espone le sue ricerche sulla musica popolare resiana, strutturata nei ‘ritmi a cinque tempi’, che rappresentano la nascita della etnomusicologia resiana e italiana.

Quando e dove Ella Adaïewsky sentì parlare di Resia? (pag. 115, 116 di "Un voyage à Résia")

Nel settembre dell’anno 1883 […] Vicino all’antica Serravalle, […] è lì che abbiamo sentito parlare per la prima volta di Resia e dei Resiani. “Nella provincia del Friuli, ci dicono, a qualche ora da Udine, sulla strada per Pontebba, c’è una colonia slava, arrivata non si sa da dove né quando; questa colonia parla una lingua diversa da quella degli altri slavi che abitano i confini nord orientali dell’Italia; i membri di questa comunità indossano un abito tradizionale particolare ed hanno conservato i loro usi e costumi; non frequentano le popolazioni vicine e ad un’ora dal loro abitato non si trova più traccia della loro lingua.

La loro vallata è stata resa accessibile soltanto da poco con la costruzione di una strada carrozzabile [1838 n.d.r.]; si dice – ci viene aggiunto – che sono venuti dalla Russia, e che sono Russi.”

Ella Adaïewsky e Jan Baudouin de Courtenay non si conoscevano (pag. XVII op. cit.)

È incredibile ma Ella e Jan, pur aggirandosi contemporaneamente in uno stesso fazzoletto di terra, a tratti persino soggiornando nella stessa cittadina, fino ad allora non si sono mai incontrati. Quando ciò avviene, ma in seguito e altrove, i due […] decidono di condividere le proprie strade. Il secondo viaggio nella zona è compiuto da Ella Adaïewsky in compagnia di Baudouin de Courtenay: il quale, all’occasione, offre le sue competenze all’etnomusicologa in erba. Nel diario di lavoro, sul quale sono via via riportate le new entries delle nuove ricognizioni, compaiono note e correzioni dello studioso.

I due studiosi con le loro ricerche e pubblicazioni hanno dato un impulso determinante alla scoperta ed allo studio della lingua e cultura resiane: agli studi ed ai testi di linguistica resiana di Baudouin de Courtenay hanno fatto riferimento tutti gli studiosi della lingua resiana, dal 1875 ad oggi.

Inoltre, sono sorprendenti le conclusioni di Ella Adaïewsky sulla musica resiana, spiegata con il ‘peonio’ (pag. 136, 137 op. cit.):

In effetti : qui davanti a noi abbiamo un esempio di quel ritmo a cinque tempi chiamato peonio o peone, […] Con nostra grande sorpresa, e nel modo più inaspettato, ritrovammo questo ritmo peonio vivo in mezzo a questo popolo slavo per il quale costituisce la norma metrica musicale costante […] notevolmente molto interessante da studiare, sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista etnologico.

In conclusione, riporto il pensiero finale dell’illustre etnomusicologa (pag. 137 op. cit.):

«Possiamo dire che la musica resiana occupa, nella musica popolare dei popoli slavi, la stessa posizione indipendente e particolare della loro lingua tra gli altri dialetti slavi.»

Non vi è dubbio che il nostro omaggio di Buon Anniversario è ampiamente meritato da questi due studiosi, che sono fondamentali per la lingua e cultura resiane.

Nadia Clemente Ber

giovedì 9 aprile 2026

Val Resia: Testimonianza di vita

Questo è il quarto video che provvedo a pubblicare, la sua narrazione ha per tema: RACCONTI DI VITA.

È una sintesi del racconto di vita di una donna resiana che ci racconta come ha vissuto la sua vita, nei momenti più cruciali della sua esistenza.

/>Il suo racconta incomincia con la nascita avvenuta lontana da Resia, a seguito dell'esodo avvenuto dai suoi genitori durante la prima guerra mondiale.

La sua narrazione continua con la fase di rientro di tutta la famiglia a Resia, della sua vita fra gli innumerevoli problemi che ha dovuto affrontare negli anni, dalla sua infanzia all'adolescenza, dalla sua maturità alla vecchiaia.

Questa era la vita per la maggior parte dei resiani in quegli anni.

Articolo tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"

Val Resia: Testimonianze di vita

Continua con il quinto video, la collocazione e l'esposizione, il tempo e il passaggio, dall'esistenza alla difficoltà della vita resiana, che ha per tema: RITI, TRADIZIONI, DIVERTIMENTO E VITA SOCIALE.

Anche in questo video si evidenzia la narrazione di una donna resiana che ci racconta il proprio passato in un tempo vissuto fra difficoltà degne di nota e tanto sacrificio.

Articolo tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"

Val Resia: Testimonianze di vita

Continua la narrazione dei vari aspetti della vita dei resiani in cui le loro difficoltà si manifestavano sotto diversi aspetti e nei periodi in cui hanno vissuto. Anche questo video ha per tema: RITI E TRADIZIONI, e altri momenti secondo le circostanze e le condizioni.

La descrizione della persona che ci racconta la sua esperienza descrive la sua esperienza e la sua visione della Resia del passato.

Inizia con il ballo resiano, la festa dei coscritti, seguito dal carnevale tipico resiano, la veglia di un defunto e la recita del rosario, il suono delle campane e il rito che si manifesta durante la morte di un bambino.

Articolo tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"

venerdì 3 aprile 2026

Questione Lingua Resiana

Resia: alcune considerazioni sulla questione resiana, il pensiero di Franco Tosoni

Scritto il 14/03/2012

di Franco Tosoni

Per un resiano era un evento da non perdere. Per circa due ore la questione resiana è stata dibattuta in diretta sul canale Free Tv.

Le mie impressioni, a caldo, non sono state delle più felici, pur tuttavia dando tutta la mia solidarietà, l’appoggio e il sostegno alle due persone: Gilberto Barbarino e Giuseppe Silvestro, la parte che sosteneva e difendeva le ragioni, i pensieri e le logiche dell’identità e tutela della Val Resia. Non altrettanto devo dire, obiettivamente e realisticamente, per gli interventi, della controparte.

In questa occasione si sono presentati in tre: Igor Cerno, consigliere comunale del comune di Lusevera, spero che sia intervenuto a titolo personale e non come rappresentante della comunità dei luseveresi; Jole Namor, direttore del settimanale Novi Matajur, che inizialmente ha fatto dei distinguo con i resiani presenti, forse voleva degli interlocutori all’altezza del suo rango e, dulcis in fundo, l’intellettuale della lingua resiana, il resiano-pro sloveno Sandro Quaglia, ognuno per la propria parte, ma soprattutto per rivendicare alla Val Resia una appartenenza astratta e assurda, cioè quella che i resiani parlano un dialetto sloveno e che in merito di tale particolarità sono, di conseguenza, anche considerati di discendenza slovena.

Questo dibattito, se non per informare l’opinione pubblica e a vagliare una questione di natura etnica e linguistica, dopo aver analizzato ed esaminato a fondo l’argomento, frutto delle controversie, non ha prodotto situazioni migliori e alla fine ognuno se ne è tornato a casa con gli stessi concetti e preconcetti iniziali. Ci vogliono accostare, ci ordinano di fare, ci vogliono educare, istruire e insegnare, così da farci esprimere, nella nostra lingua, con una parlata colta, letterata, indottrinando il nostro essere e il nostro sapere. Dopo ben 1400 anni che la lingua, il resiano, è stato tramandato oralmente, senza alterazioni significative.

Siamo all’assurdo, e a un irrazionale e sciocco pensiero di deviazione e di irresponsabile inganno e raggiro per la nostra etnia. Ci voleva poi un consigliere comunale del comune di Lusevera, sostenitore del nostro compaesano, o per meglio dire valligiano, Sandro Quaglia, a illustrarci, o più adeguatamente spiegare e interpretare, quella assurda legge 23 febbraio 2001, numero 38 – «Norme per la tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli – Venezia Giulia», che l’avvcato Silvestro ha definito con altri termini e locuzioni. E’ stata mossa poi, sempre dai tre, una critica, quasi un rimprovero perché, a differenza di altri comuni con una minoranza linguistica slovena, che a Resia non esiste e non è mai esistita, perché il comune di Resia non ha ancora attuato e istituito una scuola bilingue: italiano-sloveno, così come prevede l’attuazione della legge 38/2001. C’è stata poi una mezza inversione di marcia e Jole Namor, sempre se ho ben capito e inteso, ha di fatto ratificato il suo pensiero con un forse si potrebbe istituire a Resia una scuola bilingue: italiano-resiano.

Per tutta la trasmissione ha dimostrato un certo interesse anche l’andamento del sondaggio promosso dalla trasmissione televisiva.

La domanda era: il resiano è da considerarsi una lingua a se stante o un dialetto sloveno?

Alla fine della trasmissione il sondaggio ha dato questo responso: 86,5% il resiano come lingua e 13,5% il resiano come dialetto sloveno.

Mi sembra abbastanza chiaro e netto il divario.

Un pensiero significativo vorrei rivolgere a due persone, in questo dibattito contrapposte: la prima persona è l’avvocato Silvestro, di origine siciliana che ha sposato la causa resiana con passione e determinazione al di sopra di ogni aspettativa e che sta portando avanti la nostra lotta e la sua battaglia con sincero e appassionato impegno, l’altra persona è Sandro Quaglia, resiano, di madre lingua resiana, un indecifrabile personaggio che forse vive una realtà resiana totalmente astratta e generica, e che, in un certo qual modo, ha deluso le aspettative dei resiani sposando una causa totalmente diversa da quella che ogni resiano, o che si ritiene tale, si aspetta e che si sente tradito nella causa, nella sua storia e nella sua identità.

La questione resiana, la sua minoranza linguistica e la sua minoranza etnica, sono argomenti che riguardano esclusivamente la popolazione della Val Resia, le intromissioni esterne sono invece abusive, illecite e illegali nel prendere posizioni controverse e nell’interporsi nel caso improprio.

Articolo tratto dal gruppo facebook "IO SONO E MI SENTO RESIANO"