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Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

giovedì 22 settembre 2011

Causa tra resiani: tutto fermo Intanto un sit-in di protesta

Post aggiornato il 1 ottobre 2011

Avevano annunciato la loro presenza fuori dagli uffici del giudice di Pace di Pontebba. E così hanno fatto, presentandosi ieri mattina davanti al municipio, in piazza Garibaldi. Una trentina di resiani, chiamati a manifestare dall’associazione “Identità e Tutela Val Resia”, hanno voluto dimostrare la propria vicinanza alle tre donne citate a giudizio per i reati di ingiuria e minaccia.
Una vicenda che ha fatto andare su tutte le furie coloro che, in questi anni, stanno tentando di ribadire l’italianità di Resia, e che leggono tale denuncia come un tentativo di screditare la loro credibilità per consegnare Resia nelle mani della Slovenia. A causare tutto, il rilascio della carta d’identità bilingue nel luglio 2010 a Resia. Proprio quel giorno un gruppo di cittadini aveva organizzato un presidio davanti al municipio per manifestare la propria contrarietà a quella che consideravano una provocazione finalizzata a svilire l’italianità di Resia. In quell’occasione, Gabriele Cherubini, dopo aver ricevuto la carta d’identità, sarebbe stato oggetto di minacce e ingiurie da parte dei manifestanti, costringendolo a sporgere denuncia nei confronti di Anna Di Floriano, Orietta Di Lenardo ed Erica Di Lenardo. Ieri il gruppo di Resia è stato fatto entrare nell’aula del consiglio di Pontebba, e il Giudice di Pace, sottolineando come l’udienza riguardasse soltanto la querela per ingiurie e offese, non ha voluto entrare nel merito delle questioni linguistiche ed etniche. Le parti in causa hanno cercato di trovare un accordo, ma visto il fallimento del tentativo, l’udienza è stata riconvocata al 13 febbraio 2012. Chiara la posizione dell’avvocato Giuseppe Silvestro: «A Resia il 99% della popolazione si sente resiana, friulana e italiana, non slovena. Per questo il fatto di essere stati inseriti tra i territori di minoranza slovena non solo è un falso storico, ma è una truffa verso lo Stato e la Regione, che continuano ad elargire contributi per qualcosa che non esiste. E quando la popolazione locale si è accorta di questo inganno – ha precisato l’avvocato Silvestro – è scesa in piazza per protestare».

Tratto dal Messaggero Veneto del 20 settembre 2011







10 commenti :

  1. Per fortuna che c'è la Slovenia che ci vuol donare la SUA non richiesta nazionalità..... il lupo per entrare nel gregge, si veste da agnello......

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  2. un lupo italico travestito da agnello resiano....Il resiano a questo punto sembra esere una scusa,l?obbiettivo è e rimane l'italianità ...non la resianità---

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  3. eehh! capisco che la scelta verso l'Italia fatta nel 1866 dalla totalità degli slavi della provincia di udine, o soltanto dire "italiani", provoca in certi commentatori, una grave forma di orticaria. Date a resia i fondi sperperati per la minoranza slovena, vedrete il resiano rifiorire come pure l'economia del posto...... : pagare e formare con quei soldi gli insegnanti di madrelingua (del posto)e le attività culturali collegate....

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  4. Commento 7, mi sorprende.
    Nel Post precedente lei ha scritto il commento 15 che io ho approvato a pieni voti.
    Un commento che specificava che Noi Resiani, siamo semplicemente RESIANI.
    Adesso leggo questo suo commento (7) e mi sobbalzo dalla sedia attonito.
    Ma sta per caso scherzando?
    Lei scrive:
    Legale e costruttivo,visto che i bambini di una scuola bilingue sono in grado di interagire in due lingue e in due o più culture, pronti, quindi, a far fronte al meglio alle richieste che il nuovo millennio impone.
    L’educazione bilingue mira, non solo alla competenza bilingue, ma anche ad un’ottima preparazione scolastica e ad una consapevolezza delle diverse culture.I nazionalismi  quindi lasciamoli da parte ,sperando che scompaiano,anche perchè sono loro che hanno impedito la formazione di insegnanti di  madrelingua del posto!
    Le rispondo dicendo che,da parecchio, i Nazionalisti Sloveni, battono sul fatto che una scuola bilingue sia in grado di  ottimizzare la preparazione scolastica. Questo è vero, peccato che loro vogliono mettere a Resia la loro scuola.
    La continuano a cammuffare come una opportunità che il nuovo millennio impone.
    Ma la verità che questi Nazionalisti hanno in mente la Slovenizzazione del Friuli Orientale, compresa Resia.
    Loro hanno in mente che un giorno, qui a Resia, tutti sapranno, chi più chi meno, la Lingua Slovena.
    Il Resiano non lo parlerà più nessuno.
    E fra 100 o 200 anni, potranno dire -QUI IN QUESTA BELLISSIMA VALLE VIVONO GLI SLOVENI DA SEMPRE.
    La nostra Musica e il Nostro Ballo,già adesso in Slovenia viene fatto passare come Cultura Slovena, e fra 100 o 200 anni tutti diranno che è Cultura Slovena.
    A Noi il compito di combattere Democraticamente contro questo disegno Nazionalista Sloveno studiato a tavolino tanti anni fa.
    Un vero peccato, che incosciamente, alcuni resiani (r minuscola per il momento), si siano fatto abbagliare da contratti di lavoro, diretti o indiretti, volte a suicidare la Nostra Identità.
    Come più volte espresso su questo Blog, spero che queste persone, aprano gli occhi e si facciano un esame di coscenza. Non è mai troppo tardi per unire le forze e perseguire il riconoscimento della Lingua Resiana, della sua Cultura e delle sue Tradizioni. 
    Se si deve fare una scuola bilingue, si faccia.
    Ma facciamola con la Lingua Resiana e non Slovena, affiancando l'insegnamento dell'Inglese potenziato, avvalendosi di Insegnati di madre Lingua.
    Per dare a tutti gli alunni, la possibilità di apprendere già dalle scuole elementari questa, che è sì la Lingua del Futuro.
    Altro che Sloveno.
    Creda a me, le Organizzazioni Slovene, appoggiate dal Governo Sloveno, hanno in mente ben altro.
    LA SLOVENIZZAZIONE DEL FRIULI ORIENTALE =
    NAZIONALISMO (purtroppo)
    Gli anni passano, i tempi cambiano, ma purtroppo a volte gli scheletri riaffiorano

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  5. Dato che gli slovenofili di qua e di la del confine sono così contrari ad una scuola bilingue italiano -resiano, potrebbero istituire in Slovenia una scuola bilingue sloveno-resiano che li aiuterebbe ad affrontare al meglio le richieste che il nuovo millennio impone....."ma mi faccia il piacere!!!!"

    rencic

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  6. Il commento 15 è in linea con il 7 e auspica una conoscenza oltre alle tradizioni e lingua resiani anche un allargamento all'italiano( già presente) , allo sloveno e altro,ovviamente senza far perdere l'identità primaria.Riguardo al presunto nazionalismo sloveno bisogna dire che il Friuli orientale non ha subito alcuna slovenizzazione essendo il territorio in questione ampiamente italianizzato nella lingua e nella mentalità delle genti di origine quantomeno slovena o nel caso di Resia,slavo arcaico(slavo alpino arcaico più esattamente).Le altre realtà di confine inoltre mostrano come l'insegnamento della lingua slovena non intacchi in nessun modo il dialetto sloveno locale,che anzi presenta ad ogni generazioni contaminazioni sempre più consistenti della lingua italiana(è un processo naturale).Bisognerebbe forse guardare più lontano verso altre realtà simili e sfruttare le occasioni del presente lasciando stare il solito rapporto noi-voi,perchè se l'italianità si è radicata in certe zone slave compromettendo dei rapporti tra le genti che dovrebbero essere costruttivi e cordiali, potrebbe farlo anche una presunta slovenità seppur debolissima o altro.Se l'obbiettivo è la contunuità del resiano sono tutti d'accordo,quando invece entrano in ballo bandiere e nazioni nascono sempre discordanze tra entrambe le parti consapevoli o meno,viene quindi il dubbio;il nodo della questione è solamente il resiano o piuttosto l'appartenenza ad una nazione con tutto ciò che comporta?

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  7. L'origine "quantomeno slovena", se lo tenga per se. Lo "slavo arcaico" calza perfettamente a tutti gli slavi della Slavia Veneta.La slovenizzazione forzata la stiamo subendo adesso ad opera delle organizzazioni slovene e dal governo sloveno, avallata da strabici politici italiani che non si sono mai interessati e non hanno mai capito nulla di Noi. basta vedere con quale insistenza lo fanno, per capire che sotto "gatta ci cova".Se volete che questa pantomina infinita cessi,raccogliete le firme per un referendum sulla volontà degli slavi di Udine di diventare cittadini di nazionalità slovena; se avrete dimostrato dalla voce degli interessati l'appartenenza alla nazione slovena, se ne riparla ed avrete il "proporzionato" sostegno finanziario,in caso contrario,spetterà di diritto a noi slavi arcaici. Per quanto riguarda l'appartenenza ad una nazione con ciò che comporta,non ci piove sopra,abbiamo già scelto, meglio non fasciarsi la testa........ 
    Rencic

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  8. Davvero i resiani, semplicemente resiani, non hanno niente in comune con i sloveni? Noto con interesse che l'unica parola in resiano su questo blog resiano (si fa per dire) è Sbugan, che non fa certo parte dello Sloveno moderno, ma è presente in tanti dialetti sloveni del Friuli.

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  9. Zbogom(z-Bogom,con-Dio) esiste anche nello sloveno moderno anche se non è diffusisimo nella lingua ufficiale,ma viene largamente utilizzato nella lingua popolare ,specialmente nei dialetti.Proviene da Bog(Dio) termine di origine iranica preso in prestito dalle popolazioni slave,come anche la parola bogàt-ricco sempre derivante da Bog.Buh o Bwh,variante di  Bog ma pronunciato in maniera leggermente differente,viene utilizzato in gran parte dei dialetti sloveni occidentali come accade anche per la lingua slovacca e altre lingue slave,più precisamente la "g" viene definita come  suono gutturale aspirato.Tornando al discorso della problematica della lingua possiamo affermare che è giusto in un certo senso esprimersi nella lingua più diffusa in un certo areale affinchè un messaggio possa raggiungere  più utenti,ma è altrettanto giusto utilizzare una lingua a rischio,proprio a causa dell'erosione "perpetrata" da una lingua dominante.Le lingue amate sono due ma se col tempo ne rimarrà solo una ci sarà poco da difendere,se non l'italianità che sta a Resia come in altre parti,a differenza del resiano che sta soprattutto,se non quasi esclusivamente a Resia.La salvezza quindi  consiste nel parlarla(volere-potere) sforzandosi di evitare le contaminazioni delle lingue "dominanti" nei più svariati ambiti,perchè in questo caso difendere il resiano non coincide con la difesa dell'italiano,sono due cose differenti che casualmente convivono assieme ma che dal punto di vista della sopravvivenza di una lingua sono in contrasto,contrasto che danneggia la prima,sia nella  diminuzione del numero dei parlanti(assimilazione) che nella  contaminazione linguistica.Se l'obiettivo invece è  solo l'italiano,beh questo è un altro  discorso...                         Stefanow  ..zbwgom                                                         

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  10. il 13 e il 16 non sostengono la tesi riguardante la totale affinità del resiano allo sloveno,visto che si parla quantomeno di arcaicità,quindi differenziazione dallo sloveno seppure quest'ultima è la lingua genealogicamente più vicina,specialmente se teniamo conto delle antiche parlate che hanno formato lo sloveno moderno(zegliano,carinziano).Fino a che punto si discosta questa lingua dallo sloveno è stato già chiarito dagli studiosi.Differente invece è il caso delle parlate del Natisone e del Torre che nonostante le varie differenze rientrano pienamente dal punto di vista linguistico alla famiglia slovena.Nonostante le grandi affinità linguistiche,si tende dal punto di vista emotivo a preferire la recente introduzione della lingua italiana,forse per abitudine,prestigio sociale o pattriottismo(italiano).Non c'è nulla di sbagliato,l'importante per la salvaguardia di una cultura è la lingua,in questo caso il resiano e le parlate slave locali.Lo sloveno come lingua d'insegnamento non è dannoso per queste lingue,lo possiamo constatare nelle zone dov'è diffuso il dialetto sloveno che rimane attivo ancor di più al di fuori della scuola e anche nella comunicazione tra gli alunni.Con il solo insegnamento italiano invece si tende a utilizzare l'italiano sempre,arrecando un impoverimento delle parlate stesse.Non sussiste quindi il pericolo a breve termine di una "slovenizzazione" delle parlate(nel senso della scomparsa dei dialetti sloveni),potete constatarlo osservando realtà vicine a noi.Queste lingue,perchè di lingue si tratta,come il friulano il veneto ecc.hanno da sempre rappresentato una sorta di cuscinetto tra il mondo friulano e quello slavo.Ora si tende a continuare sotto la spinta di forze politiche ormai esauste,quello che era all'epoca il programma di difesa nazionale da una minaccia politica esterna,cosa che ormai non sussiste,ecco il motivo del quasi inesistente appoggio delle forze politiche sia di destra che di sinistra.Non è possibile in una realtà europea conservare una lingua quando un'altra le sta rubando il posto,è a dir poco contraddittorio sostenere la cultura resiana senza la lingua resiana,spesso e volentieri sostituita dall'italiano.Nessun politico potrà farlo nè di destra nè di sinistra.Il futuro della resianità è sicuramente il resiano,ma troverà la sua strada molto probabilmente com'è stato da secoli tra la zona slavo alpina(un tempo molto più estesa a nord) e il mondo neolatino friulano,quindi starà tra lo sloveno e il friulano traendo benefici da questa posizione geografica e linguistica,solo così potra valorizzarsi appieno,senza ovviamente inutili condizionanti  estremismi politici.

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