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Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

giovedì 5 aprile 2012

IO NON C’ERO, E L’ITALIA DOV’ERA?

Ricevo e volentieri pubblico

Alla manifestazione di sabato 17.03 2012 a Cividale del Friuli, distintamente si è fatta sentire, chiara e forte, anche e soprattutto la nostra, chiedo scusa, la vostra voce, perché io non c’ero.
Questo non vuol dire che la mia presenza avrebbe dato più peso alla vostra già grande partecipazione, sono convinto però che avrei condiviso con voi con piacere questo grande avvenimento, che non mi sembra sia stato ripreso e divulgato sufficientemente dalla stampa locale.
Buona parte di noi resiani vive fuori dai confini della nostra Valle, anche se lontani tuttavia ci sentiamo e siamo sempre vicini con il cuore e con la mente nell’interesse della nostra identità e della nostra sopravvivenza. Pur essendo minoranza etnica e linguistica nel contesto di una provincia, di una regione e di uno stato sovrano, mai ci siamo sentiti e mai ci sentiremo di far parte della minoranza nazionale slovena, perché noi non parliamo un dialetto sloveno, al contrario, noi ci esprimiamo in resiano, in lingua resiana, ed in merito di tale particolarità noi non ci consideriamo assolutamente di discendenza slovena, nel rispetto delle regole e della civiltà.
La manifestazione ha dimostrato la ferma volontà che le popolazioni slave, non slovene, comprese nelle Valli del Natisone, Cividale, Valli del Torre e della Val Resia, non sono più pazienti, tolleranti e disponibili nell’accettare questa controversa situazione creata con quell’assurda legge 38/2001, soprattutto con imposizioni ed intromissioni illecite ed illegali,  imposte per una collocazione ingiusta, non compresa nella nostra storia, passata, presente e futura.
Ben venga quel tanto auspicato censimento tra la gente di queste località, come chiesto a gran voce dai nostri dimostranti, per comprovare finalmente, con i numeri alla mano, quante persone si sentono veramente di minoranza slovena.
Durante la sfilata, in primo piano su un cartello c’era scritto: “IERI, OGGI, DOMANI, FIERI DI ESSERE ITALIANI”, io non c’ero, e l’Italia dov’era?
Saluti da Franco Tosoni

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