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Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

venerdì 2 luglio 2010

RESIA: Più che “unici” in via di estinzione

A un anno dalle elezioni amministrative, a Resia tira aria che sa di vecchio e in molti sono già stanchi della vecchia, pardon, “nuova” giunta guidata dal sindaco Sergio Chinese. D’altra parte non c’era da aspettarsi nulla, considerando che gli unici buoni propositi sventolati dal sindaco Chinese e dai suoi durante la campagna elettorale riguardavano una generale difesa della “resianità” e nulla più. Ora, mentre il primo cittadino e i suoi collaboratori si preoccupano di correggere e cambiare la grafia resiana, decisione che ha provocato sdegno e derisione in tutti gli ambienti accademici italiani ed europei, gli abitanti della Val Resia si trovano a dover affrontare da soli sempre i soliti, vecchi problemi. Archiviato ormai l’inverno con i suoi continui problemi di spalatura della neve (specialmente da località Zamlin in su e tra le vie di Oseacco), tutto ricomincia e ogni anno sembra uguale a quello precedente. Ai cittadini quindi non resta che fare da sé e impegnarsi in prima persona per vedere riconosciuti i propri diritti e per far sentire la propria voce. È quello che è successo con la nascita del comitato spontaneo “No alla centrale Resia_2 Ponte Rop”: solo la sollevazione popolare ha fatto rinsavire i vertici. Tirato il sospiro di sollievo per lo scampato pericolo della costruzione di una nuova centralina sul tratto più bello del torrente Resia, i cittadini resiani ora sono alle prese con un altro grave problema: il costo dell’acqua! E mentre a Resia non si fa altro che discutere e dibattere di privatizzazione dell’acqua e dei costi eccessivi del servizio (fino a 320 euro per famiglie composte di cinque persone e fino a 440 euro per osterie che servono non più di 30 caffè il giorno!), il sindaco Chinese si perde in dibattiti sulla “razza unica” e particolarità del genoma resiano! Ma, purtroppo, non finisce qui. È di questi giorni la notizia della chiusura dello storico e unico esercizio pubblico della frazione di Uccea, abitata ormai stabilmente solo da una decina di abitanti. I gestori, sotterrati da bollette e beffati da continui disservizi, con molto dispiacere salutano e chiudono la serranda. Tra la popolazione la notizia ha creato molto interesse, in municipio, a quanto pare, molto meno. A Resia qualcuno si chiede come mai nessuno negli ultimi anni abbia pensato di collegare diversamente quella piccola frazione magari con la costruzione di una nuova strada o di un tunnel che avrebbero potuto collegare agevolmente la nostra valle con quella di Uccea e dell’Alta Val Torre. Probabilmente, la sopravvivenza dei paesi di montagna interessa molto poco. La notizia, infatti, non trova spazio sui giornali, le vignette ironiche e le sparate sulla “unicità” dei resiani danno più visibilità. Risultato? La popolazione, stanca di continuare a pagare bollette sempre più salate e di ricevere sempre meno servizi, comincia a stancarsi di tutta questa situazione e comincia a chiedere più concretezza. Si parla sempre più spesso anche di chiusura delle scuole con meno di 18 alunni: la scuola dell’infanzia di Resia ne conta solo sette. Quale futuro può avere la nostra valle se non diamo la possibilità alle giovani coppie di restarci? Si prospetta un futuro in calo, ormai il problema è sotto gli occhi di tutti, ma, ancora una volta, non arrivano dal palazzo progetti concreti, il sindaco forse è troppo impegnato a tradurre avvisi e locandine nel “suo” resiano. Chiudono negozi e si cancellano importanti manifestazioni fieristiche come la “mostra-mercato del raccolto resiano e della transumanza”, da nove anni fiore all’occhiello del calendario degli eventi estivi della valle. Tutto ciò è segno di forte disagio. I cittadini resiani con un po’ di senso critico sono seriamente preoccupati per come stanno andando le cose e si chiedono quando la giunta smetterà di perdersi in inutili “problemi” per affrontare di petto le reali problematiche della popolazione. Nel primo consiglio comunale, il sindaco aveva parlato della possibilità di dar vita a un progetto di coltivazione della nocciolina, ebbene, purtroppo, non abbiamo visto nemmeno quello. Come se non bastasse, da qualche tempo si parla anche di accorpamento dei Comuni in zone montane e, dispiace dirlo, ma, se non saremo in grado di dare delle opportune risposte ai problemi dei nostri cittadini, il nostro destino sarà proprio quello... alla faccia della nostra tanto decantata unicità. I cittadini di Resia non possono più aspettare, il sindaco deve proporre delle soluzioni e dare delle risposte. La vita in valle costa molto, costano gli spostamenti che siamo costretti a fare per raggiungere ogni giorno il posto di lavoro, costano il legname e il combustibile da riscaldamento per l’inverno e ora costa anche l’acqua, come faremo ad andare avanti? A Resia stiamo camminando sull’orlo del precipizio... e più che “unici” siamo tristemente in via di estinzione.


Nevio Madotto, Michele Di Floriano, Maurizio Di Lenardo e Pamela Pielich


della lista civica


Un futuro per Resia


Tratto dal Messaggero Veneto del 1 luglio 2010

2 commenti :

  1. visto che tengono tanto a RESIA..... ieri pomeriggio ad UDINE non c era nessuno di loro.... infondo si parlava della razza.... LA NOSTRA RAZZA. Non era politica. Forse avevano paura.... avevano paura dell evidenza...

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  2. Le costerebbe troppo ...rimangiarsi tutto.
    Può chiedere la cittadinanza slovena a LUBIANA.
    AI RESIANI NON SERVE

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