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sabato 21 gennaio 2012

Santo Natale: I bei ricordi del passato

Nei ricordi più belli della tua infanzia sono indubbiamente quelli vissuti nel periodo delle festività. Nell’avvicinarsi delle feste natalizie i pensieri più ricorrenti sono quelli legati alla notte del Santo Natale. Questa festa ti dava una sensazione particolare legata a tante emozioni che in altri momenti non vivevi.
La celebrazione della Santa Messa ti donava un senso di trepidazione e nell’attesa la tua apprensione aumentava. Gli abitanti dei paesi: Gniva, Lischiazze e San Giorgio, per assistere alla Santa Messa di Natale devono recarsi a Prato, nella chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, che è considerata anche la nostra chiesa madre, la pieve, dove nei tempi antichi erano celebrate tutte le principali cerimonie religiose della Valle: dal battesimo alla cresima, al matrimonio, alla celebrazione delle festività più importanti dell’anno. La celebrazione della Santa Messa nella notte di Natale era considerata, per noi adolescenti, una ricorrenza meravigliosa e nello stesso tempo affascinante. La chiesa era preparata in modo particolare e conforme alle esigenze per la celebrazione della festività. Un angolo della chiesa era riservato per allestire il presepe, bello e caratteristico con statuine raffiguranti: pastori, pecorelle, viandanti, il bue, l’asinello, la capanna, la mangiatoia, Maria e Giuseppe, ma prima della messa nella notte di Natale la mangiatoia rimaneva vuota, mancava il Bambinello. Ormai era diventata una consuetudine, ma noi giovani e tutti i fedeli accorsi per assistere alla Santa Messa aspettavamo il momento della sua apparizione e della sua collocazione. Nel momento in cui il celebrante, allora era don Tommaso Calderini, intonava: Gloria in excelsis Deo, il sacrestano (munï in resiano), si chiamava Odorico Di Lenardo Vissak, di professione calzolaio, si recava in sacrestia per poi apparire con in braccio il Bambinello. Lo deponeva nella mangiatoia, così si realizzava quel cerimoniale tanto atteso e venerato. Al termine della Santa Messa, dopo aver cantato: “Tu scendi dalle stelle” tutti ad ammirare il presepe con Gesù bambino finalmente nella mangiatoia, fra Maria e Giuseppe e il bue e l’asinello. Il presepe però era ancora incompleto perché mancavano altri personaggi. Per vederlo compiuto, bisognava aspettare la festa dell’Epifania, solo allora erano introdotti, nel presepe, anche i tre Re Magi. Sono ricordi che affiorano dal passato, immagini ancora vive e presenti nel nostro cuore e nella nostra mente, noi che li abbiamo vissuti e sognati con occhi da bambino, con grande passione e tanta felicità.
Franco Tosoni
San Giorgio di Resia

Tratto dal Messaggero Veneto del 6 gennaio 2012

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