ROSAJANSKI DOLUNO - Dulïna se nalaža tu-w Reġuni Friuli-Venezia Giulia. Göra Ćanïnawa na dilä di mërä ta-mi to Laško anu to Buško nazijun.


IL SITO DEDICATO A TUTTO IL POPOLO RESIANO CHE TENACEMENTE CONTINUA A DIFENDERE LINGUA,CULTURA E TRADIZIONE


Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

giovedì 10 febbraio 2011

RESIA: Ordini di scuderia

Ho appena letto con interesse l’intervento del signor Alberto Siega, presidente dell’associazione Identità e tutela della val Resia, inerente a ciò che sta accadendo nella Slavia friulana in merito alla forzata slovenizzazione di quei territori. Egli nel suo intervento non si lamenta tanto del comportamento delle correnti politiche che si rifanno al centro-sinistra italiano e a certi ambienti cattolici, in quanto da sempre filoslovene, ma piuttosto della reticenza sui problemi della tutela linguistico-culturale riscontrata negli ambienti politici di centro-destra, ampiamente e per ovvi motivi maggioritari nelle valli. Egregio signor Siega, il suo intervento non è l’unico che si riferisce a questo grave problema. Sia lei sia altre persone lo avete spesso rimarcato con precisione in numerosi interventi pubblicati su questo giornale: mostrate tutti quanti spesso la stessa rabbia, indignazione e stupore per questo stato di cose. Ebbene, io penso che non ci sia proprio nulla di cui stupirsi, dato che questi signori che voi avete votato in regione, cosa fatta del resto anche da altri vostri corregionali, dopo aver preso i voti si sono tranquillamente accomodati sulle loro sedie a prendere ordini dalle loro centrali politiche, regionali o statali che siano. Dei vostri problemi lor signori se ne infischiano bellamente, diciamolo pure. Egregio signor Siega, qui ci sono precisi ordini di scuderia piovuti da molto in alto che impongono per motivi di politica internazionale che nelle vostre valli sia imposta la presenza linguistica slovena al solo scopo di favorire la vicina repubblica di Slovenia. L’Italia è il secondo partner commerciale della Slovenia, inoltre la Slovenia nell’ottica strategica rivolta verso i Balcani, pur essendo uno Stato piccolo riveste una fondamentale importanza come cuscinetto rivolto verso le turbolenze delle regioni balcaniche e delle numerose spinte migratorie, per non parlare poi di tutti i “leghismi” e “autonomismi” che hanno in odio tutto ciò che è Italia e siccome voi vi sentite orgogliosamente di ceppo slavo, ma anche fedeli cittadini italiani, allora, cari amici delle valli, l’italianità sincera espressa sempre dalla maggioranza di voi e l’orgoglio di appartenere a un’antichissima cultura autoctona non serviranno a salvarvi da una cosa per me del tutto evidente: i politicanti di questa nostra povera patria, siano essi regionali o statali, vi hanno di fatto “venduto” e da loro è meglio che non vi aspettiate nulla, a parte le chiacchiere. Il presidente sloveno Turk è andato a Roma e ha ben presto messo in chiaro cosa avrebbe chiesto: i diritti acquisiti dalle minoranze nazionali residenti nelle area orientali italiane (intese come slovene naturalmente) e il denaro elargito alla faccia della crisi come contributi statali non dovevano essere messi in discussione. Ovviamente non occorre essere dei maghi per capire che non avrà dovuto lottare molto per portare a casa tutto questo. Allora a voi cosa resta fare? Non avrete mai rispetto dai notabili nostrani e quindi dovete difendervi da voi medesimi. Cominciate magari esponendo tutti quanti alle finestre di casa, come simbolico segno di appartenenza, la bandiera tricolore, la stessa che i vostri avi hanno sempre onorato e rispettato in pace e in guerra (quanti magnifici battaglioni alpini provengono dalle vostre terre) e lì lasciandole, come si può sempre ben ammirare, prendendolo a esempio, in quel di Clodig di Grimacco, fuori dal museo etnografico del mio caro amico Rutar.
E poi non abbandonate la vostra terra, in fondo per arrivare a Cividale o in altre località del vicino Friuli anche andando piano in auto non ci si impiega poi molto. Se vi chiudono le scuole con la scusa che ci sono leggi di riordino non rassegnatevi ad andarvene per permettere ai vostri figli di studiare e non iscriveteli alle bilingui che sicuramente non chiuderanno, portateceli voi avanti e indietro, ma fateli vivere nella loro terra natia e insegnategli voi la vostra cultura, la vostra antica lingua e la vostra salda identità.

Oliviero Augusto
Gorizia

Tratto dal Messaggero Veneto del 9 febbraio 2011

4 commenti :

  1. Dimentichiamo spesso che questi territori hanno sempre espresso leale fedeltà all'Italia,subendo spesso una forzata italianizzazione che ha fatto dilagare negli abitanti un senso di inferiorità per il solo fatto di parlare un dialetto sloveno.Gli avvenimenti che stanno offrendo delle grandi opportunità a una zona da sempre marginale rispetto alle altre realtà regionali non vanno in contrasto con il concetto di italianità,al contrario offrono maggiore ricchezza al panorama nazionale riuscendo a fare un "cuscinetto"tra il mondo latino e quello slavo.Non è accettabile quindi l'invito di non mandare i propri figli nelle scuole bilingui dove più che in altri luoghi si mantengono la cultura e l'identità.

    RispondiElimina
  2. Caro commento 1, sono figlio di Resiani Doc, e sinceramente non mi è mai capitato di captare il senso di inferiorità da lei descritto. Anzi, tranquillamente hanno sempre parlato la Lingua Resiana tra loro, e nessuno si nascondeva. Il problema non esisteva. Tutti tranquillamente vivevano la propia vita. Voi, Nazionalisti Sloveni, mettete sempre in risalto il fatto delle opportunità che questa Legge offre alla popolazione dei Comuni interessati. Abbagliate Loro con la possibilità di facili contributi, ma il vostro fine è un'altro. La Carta di Identità Bilingue è un esempio lampante. Per quanto riguarda la Scuola Bilingue, quanti degli alunni di San Pietro al Natisone sono di San Pietro, e quanti si sentono parte della Comunità Slovena?

    RispondiElimina
  3. ORDINI DI SCUDERIA
     e  se  dietro quegli ordini ci fossero l'America  e le varie MAFIE?
    " non si muove foglia che l'America non voglia." meditate gente,meditate. . . .

    RispondiElimina
  4. al comm.1:  Per capire meglio questo senso d'inferiorità molto comune bisogna ricordare che già nel 1866, anno del plebiscito, è stato pubblicato nel Giornale di Udine il proclamo "Questi slavi bisogna eliminarli!"

    RispondiElimina