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Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

martedì 30 novembre 2010

DA SAPERE

Culture di periferia: sloveni e friulani tra realtà e immaginazione

Boris Pahor, Igor Jelen, Aldo Colonnello, Luigia Negro, cultura friulana e cultura e slovena a confronto


Mercoledì 1° dicembre alle ore 18.00 presso il teatro Palamostre di Udine, si terrà un incontro culturale dal titolo "Culture di periferia: sloveni e friulani tra realtà e immaginazione". Interverranno personalità di spicco della cultura del Friuli Venezia Giulia e della comunità slovena quali Boris Pahor, Igor Jelen, Aldo Colonnello, Luigia Negro. Relazioneranno e dialogano sul tema proposto, sulla convivenza e sulle cooperazioni reciproche delle due comunità regionali.
All'introduzione di Mario Canciani e dopo i saluti del Sindaco prof. Furio Honsell e dell'Assessore alla Cultura prof. Luigi Reitani seguiranno le relaziooni di Boris Pahor: La lingua dell'intimo degli sloveni della provincia di Udine, di Igor Jelen: Identità fittizie e reali: riferimenti per dialogare, codici per agire, di Aldo Colonnello In periferia: Identità chiuse o appartenenze multiple? e di
Luigia Negro: Val Resia. L'esperienza di 25 anni di lavoro in una valle Alpina. Organizzato anche un intermezzo musicale con melodie di musiche popolari slovene
Con questo incontro, prosegue così il progetto Minoranze linguistiche regionali: Incontri con le genti, la cultura, le tradizioni, organizzato quest'anno dalla 7^ Circoscrizione in collaborazione con le associazioni del territorio per favorire la conoscenza delle minoranze già presenti nella nostra regione e per sostenere e far crescere la consapevolezza di una partecipazione interculturale alla vita comunitaria. Molteplici le iniziative programmate, intese a favorire la partecipazione, l'incontro, la condivisione di esperienze significative nell'ambito del territorio, sia nella prima che nella seconda parte dell'anno.

Tratto dal sito http://www.minoranzelinguistiche.provincia.tn.it/news_minoranze/notizie_nazionali/pagina154.html

8 commenti :

  1. Un'ottima occasione per conoscere e  valorizzare queste realtà "nascoste" ai nostri corregionali. Zbugam

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  2. All'ingresso al convegno, nei pressi del presidio di "Fiamma tricolore", mi è stato distribuito un volantino, che dalle tematiche penso sia riconducibile alle finalità della vostra associazione.

    Anzitutto vorrei farvi un due annotazioni:

    Vlasta Valencic Pelikan > Vlasta Valenčič Pelikan
    Samuel Zbogar > Samuel Žbogar
    Danilo Turk > Danilo Türk
    Barut Pahor > Borut Pahor

    ALtrimenti, in base al ragionamento da voi applicato nella grafia dei nomi, sui quotidiani sloveni potrebbero scrivere "Sargio Chinese" o "Serdžo Kinese" per quanto concerne il vostro sindaco....

    Ma vorrei soffermarmi su alcune questioni di merito. Come si fa a motivare un volantino informativo con "è risaputo" ed "è noto"? L'inesistenza della minoranza slovena in provincia di Udine è risaputa e nota in base a che cosa? Citazioni di studi prego, non ci si può improvvisare antropologi e linguisti...

    E poi dire che "è risaputo che in provincia di Udine la minoranza slovena non è presente" è palesemente falso. Dove mettete comuni dove la gente ha ben poco da ridire sulle norme di tutela come quelli di Malborghetto-Valbruna e Tarvisio (UD)? Provate anche solo ad entrare in chiesa ad ora di messa a Camporosso e vi assicuro che non sentirete di certo solo l'italiano durante la funzione, bensì anche lo sloveno.
    Bisogna informarsi da tutte le campane, non solo da quelle che interessano, per convincere gli altri della bontà delle proprie idee....

    E prima di dire che la Slovenia vuole "assimilare sloveno" qualcuno, faccio presente che la legge di tutela della minoranza LINGUISTICA (e non nazionale) è stata promulgata dal Parlamento italiano, organo rappresentativo la cui esistenza è prevista dalla Costituzione ITALIANA (e non slovena).
    Se volete fare valere le vostre idee, fatelo pure. Ma con argomentazioni valide.
    Spero che quello che state facendo vi porti effettivamente a difendere il resiano... Perchè se state tanto a spendervi qui e poi non lo parlate con figli e nipoti e soprattutto in pubblico invece che relegarlo al privato come fosse una vergogna, la tanto decantata millenarietà finirà tra 30 anni...




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  3. Non ci sarebbe alcuna meraviglia se ad un convegno sull’operato del sindaco di Resia che si svolgesse, mettiamo in quel di Plezzo, presentato e curato da studiosi italiani, si vedesse scritto su di un volantino distribuito all’ingresso da dissidenti anti-italiani: sargio chinese oppure serdzio kinese, senza parlare di come sarebbero scritti i nomi dei relatori italiani…più che naturale! dato che non esistono scuole bilingui slovene-italiane, certamente osteggiate in quei territori perché non ne è sentita la necessità.
    Lo scrivente del commento n. 2, dicendo che a Malborghetto-Valbruna e Tarvisio non si trova niente da ridire se in chiesa si parla anche lo sloveno e nelle scuole italiane si insegna a chi vuole quella lingua, non fa altro che ammettere che in Italia ed in Friuli c’è tanta libertà e tolleranza e che nessuno vuole vietarne l’uso.
    E’ molto discutibile invece non voler riconoscere la volontà dei resiani e degli altri slavi della provincia di Udine di esprimersi nella “loro” lingua madre. Quando nelle nostre chiese, a San Pietro al Natisone, il prete, che peraltro è nativo delle valli, predica parti del sermone e divulga notizie riguardanti la comunità nella lingua locale, nessuno ha niente da obbiettare, anzi lui parla in natisoniano con i parrocchiani, compreso me, anche al di fuori delle funzioni liturgiche.
    In quanto all’affermazione che la tutela della minoranza slovena sia solo linguistica e non nazionale lo rimando alla legge 23 febbraio 2001, n. 38 - Norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli - Venezia Giulia - Art.2. - (Adesione ai principi della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie) - 1. Le misure di tutela della minoranza slovena previste dalla presente legge si ispirano, oltre che alla Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali, fatta a Strasburgo il 1º febbraio 1995 e ratificata ai sensi della legge 28 agosto 1997, n. 302, ai seguenti principi affermati nella Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, fatta a Strasburgo il 5 novembre 1992: …
    Se le lingue slavofone parlate da oltre mille anni in queste comunità spariranno in trent’anni con l’insegnamento della “vera” lingua madre, con l’insegnamento dello sloveno spariranno in vent’anni, se non prima.
    Renz

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  4. Ha totalmente spostato il focus rispetto al mio intervento.

    Riportare i nomi nella corretta grafia rientra entro le pratiche legate al buon senso. D'altronde, nessuno si sognerebbe di parlare di "Ilaria Clinton" su un articolo della stampa italiana...

    Per quanto riguarda la "tolleranza" dello Stato Italiano, invito a passare in rassegna le normative in materia di minoranze linguistiche in vigore in un sacco di altri paesi europei (NATO).
    Il mantenimento di qualunque lingua è legato al prestigio che le si ascrive, per cui se non verrà usata negli ambiti pubblici sarà un forte disincentivo alla sua trasmissione.

    In ogni  è stato capito lo spirito del mio intervento: prima di "osteggiare" la cultura slovena, sarebbe il caso di rispettarla e di conoscerla (per sapere di cosa si parla). Non si può giudicare negativamente una cosa che non si conosce.

    Riguardo alla citazione legislativa, si legge infatti "principi ispiratori".... e se l'ispirazione stesse nelle linee guida e non nel termine "nazionale"?

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  5. In quel sacco di paesi che dovrei passare in rassegna, il riconoscimento di minoranza linguistica è stato richiesto dai cittadini diretti interessati e concesso previa verifica di quei governi, non certo imposta con l’aiuto di stati esteri anche se (europei?).
    La cultura slovena sarà rispettata nella misura in cui essa rispetterà e riconoscerà le altrui culture; in quanto a conoscerla, ognuno ci metterà liberamente  l’interesse che vuole!
    I principi ispiratori e le minoranze nazionali non possono prescindere gli uni dalle altre forse proprio qua si è voluto intorbidire le acque…..

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  6. E' sicuro che in tutti i paesi che dovrebbe passare in rassegna il riconoscimento di minoranza linguistica abbia seguito la prassi da lei esplicata?

    Per me la discussione si ferma qui, altrimenti finisce col farsi fine a sè stessa. Considerando la situazione nazionale e globale attuale, credo che ci siano problemi ben più contingenti che riunire un organo comunale per decidere se scrivere su un cartello Solbica o Solbiza.... Al di là del fatto che non ci si improvvisa linguisti, esattamente così come non porta niente di buono improvvisarsi chirurghi.

    La questione che io pongo è.... Leggete materiali a riguardo - documentatevi (oltre a de Courtenay) e non fatevi solo portare dove vi porta la pressione sanguigna... Se le vostre argomentazioni saranno valide, troverete ragione comunque.

    Saluti e buon lavoro

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  7. Penso che la pressione sanguigna stia salendo in quelli che vogliono farsi gli affari degli altri che non li riguardano se non per tornaconti internazionali, con il supporto interessato di compiacenti linguisti  di parte, ciò che veramente conta, credo sia la volontà popolare che nel nostro caso è stata del tutto ignorata.Anche io mi fermo quì, penso di essere stato chiaro e che i cittadini della slavia mi abbiano capito.
                                                                renz

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  8. Legge 23 febbraio 2002,n.38-Norme e tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Art.2....ecc. Niente di più giusto  democraticamente e civilmente parlando.Rispondo quindi al commento n.3.Le scuole bilingui slovene-italiane della zona di Bovec (Plezzo) non esistono non perchè semplicemente non ne è sentita la necessità ( come lei afferma addirittura osteggiate),bensì a causa dell'assenza di un minoranza italiana in quel territorio.(l'italiano comunque lo parlano in molti oltre che per la vicinanza del confine anche per l'occupazione della 2.guerra..)Mentre nel territorio sloveno costiero è molto tutelata la storica minoranza italiana.Giustamente e doverosamente aggiungo.L'insegnamento e l'uso della lingua slovena in Friuli non è solamente frutto di un'eventuale libertà e tolleranza(non costante storicamente),ma  è una realtà storica che vuole mantenere la lingua che in questi luoghi si parla da secoli assieme alle sue varietà e dialetti.Attenzione all'ipertensipone quindi.

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