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Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

venerdì 17 dicembre 2010

MINORANZA SLOVENA: Fondi e loro uso

Alcune precisazioni
Ritenevo inopportuno reagire alle chiare provocazioni del consigliere regionale Roberto Novelli laddove, in una vis polemica e preconcetta nei confronti della comunità slovena del Friuli Venezia Giulia, elencava in modo sommario, superficiale e inesatto i finanziamenti pubblici che sarebbero destinati alla minoranza slovena in Italia. Tali affermazioni, non accompagnate da precisi riferimenti normativi, palesano una non velata volontà di spargere insinuazioni, con l’unico obiettivo di innescare un clima conflittuale degno dei migliori anni della cortina di ferro. L’intervento del signor Giovanni Rossi e molti altri commenti su queste pagine mi hanno invece convinto del fatto che qualche indicazione più precisa, riferita alla normativa esistente forse aiuterà chi non è in mala fede a comprendere meglio qual è la reale situazione finanziaria della comunità slovena in Italia. Le leggi dalle quali le organizzazioni della minoranza slovena possono attingere i finanziamenti sono tre: due nazionali (482 del 1999 e 38 del 2001) e una regionale (26 del 2007). La legge regionale è a oggi senza fondi; la legge 482 comprende, per le 12 minoranze linguistiche storiche presenti in Italia, un paio di milioni di euro destinati per lo più alle pubbliche amministrazioni per la cartellonistica bilingue, gli sportelli linguistici, eccetera. La norma più importante per la minoranza slovena rimane la 38 del 2001 che all’articolo 16 prevede: «Per le attività e iniziative culturali, artistiche, sportive, ricreative, scientifiche, educative, informative ed editoriali promosse e svolte da istituzioni e associazioni della minoranza slovena lo Stato assegna ogni anno i contributi che confluiscono in un apposito fondo nel bilancio della regione Friuli Venezia Giulia che provvede poi a destinarli. L’ammontare del fondo è determinato annualmente dalla legge finanziaria» e consiste negli ultimi dieci anni in circa 5 milioni di euro, vale a dire, in termini reali, meno della somma che lo Stato italiano destina alle organizzazioni della minoranza slovena dal lontano 1992 (allora 10 miliardi di lire). Quindi, se il consigliere regionale Novelli potesse esplicare meglio le sue affermazioni, ciò sarebbe utile a tutti, ma soprattutto alla credibilità dell’istituzione che rappresenta. Inoltre, in modo del tutto improprio, coinvolge in questa vicenda il Comitato istituzionale paritetico, i cui membri non percepiscono alcun gettone di presenza... Per ciò che riguarda le altre questioni poste, posso solamente ricordare che con il comma 3 dell’articolo 21 della legge di tutela della minoranza slovena si finanziano le ristrutturazioni di piazze e marciapiedi, la tinteggiatura delle facciate delle case, eccetera dei vari Comuni dalle valli del Natisone fino a Resia e Tarvisio, anche se non comprendo quali siano i riscontri concreti in termini di tutela degli interessi sociali, economici e ambientali e soprattutto di sviluppo del territorio come previsto dalla legge di tutela. Questi sono solamente alcuni elementi riferiti alla legge 38 e quindi rimango disponibile per qualsiasi incontro o confronto basato su dati precisi e concreti, al fine di eliminare ogni possibile incomprensione e soprattutto per sviluppare quel clima di collaborazione e convivenza che può portare definitivamente le nostre terre fuori dalla palude conflittuale del secolo scorso, nella giusta direzione indicata dai valori fondanti dell’Unione europea. Concludo con l’auspicio che questa volontà, da dimostrare con i fatti concreti, sia condivisa anche dal consigliere Novelli, le cui parole, per adesso, vanno purtroppo in direzione opposta.
Livio Semolic segretario regionale Skgz Unione culturale economica slovena Gorizia

Tratto dal Messaggero Veneto del 16 dicembre 2010

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