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Il Popolo Resiano, lotta contro l'imposizione all'appartenenza alla Minoranza Nazionale Slovena

sabato 25 settembre 2010

RESIA AI RESIANI

Questionario del Comune: sono in 630 i residenti che si sentono italiani


Nuovo capitolo, a Resia, della “guerra” di appartenenza identitaria. Dopo il riconoscimento di quella resiana come un’etnia con caratteristiche uniche in Europa, certificata dalle ricerche per il Parco genetico del Fvg, dopo il rilascio polemico della carta d’identità bilingue in italiano e sloveno, e dopo la richiesta del Comune di Resia di uscire dai territori compresi nella legge 38 del 2001, quella relativa alla tutele delle minoranze slovene, una nuova iniziativa “etnica” sta scuotendo la Val Resia. L’amministrazione guidata da Sergio Chinese infatti, ha distribuito un questionario identitario per verificare le volontà della popolazione locale, che ha ammesso di preferire di gran lunga l’insegnamento, l’utilizzo e la valorizzazione della lingua e della cultura resiana rispetto a quella slovena. Un segnale che il Comune ha voluto dare per dimostrare a chiare lettere non solo l’italianità della valle, ma la sua identità resiana, respingendo con forza ogni accostamento alla Repubblica slovena. Dalle risposte date dalla cittadinanza, 630 persone si sentono italiane, 1 slovena e 31 non sanno rispondere. La maggior parte di loro crede che la gente della valle si ritenga di nazionalità italiana (634 risposte) e non slovena (1 sola risposta). Sul fronte delle lingue, la più parlata in famiglia è l’italiano (542) seguita dal friulano (120), con zero risposte per lo sloveno (117 non risponde). 522 persone vorrebbero l’uso ufficiale del resiano, considerato parlata locale da 514 cittadini, e 629 non vorrebbero l’adozione dello sloveno come lingua standard (4 le persone per il sì). Queste le indicazioni fornite dai resiani che hanno risposto al questionario anonimo proposto nel mese di agosto 2010 ai maggiorenni residenti nel comune e ai resiani residenti fuori dalla valle. Gli stampati depositati nelle urne aperte per tutto il mese di agosto sono stati 666. Solamente 4 le schede nulle. «Le risposte date dai cittadini – afferma il sindaco Chinese – sollecitano l’amministrazione a promuovere iniziative a tutela della lingua resiana, ma sono risultate molto utili anche nei suggerimenti forniti per lo sviluppo economico della valle. L’amministrazione farà senz’altro tesoro di quanto esplicitato dalla popolazione e da questo questionario trarrà maggior vigore per insistere nella strategia adottata per la tutela del resiano».


Tratto dal Messaggero Veneto del 24 settembre 2010

4 commenti :

  1. un elogio all'amministrazione comunale, bravo Sindaco!!!!! Almeno proviamo a cambiare questa situazione....

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  2. Anche se non risiedo più nella Val Resia, mi sento in tutti gli effetti una Resiana e pertanto mi congratulo con il sindaco Chinese Sergio e con tutta la sua amministrazione; finalmente qualcuno che vuole bene a Resia e a tutti i Resiani sparsi nel mondo. Il mio augurio di continuare sulla strada da loro intrapresa e di non mollare anche a nome dei nostri avi..Ancora grazie e che il vostro lavoro porti buoni frutti..." RESIANI NATURALMENTE ".
    Maria Di Floriano.

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  3. Orgogliosa di essere resiana! Esprimo apprezzamento per l'amministrazione comunale ..............................non mollate mai!!!!!!
    finalmente i resiani si sono esperessi!!!!

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  4. Il Messaggero Veneto, con suo articolo del 24 settembre 2010, ha anticipato i risultati, ancora non ufficiali, emersi dopo lo spoglio del questionario identitario, in attesa di quello ufficiale del comune.
    Le conclusioni, a questo punto,  risultano molto significative e sostanziose, come già ipotizzato e valutato in partenza, ma bisognava pur avere anche una conferma. Le risposte sono chiare ed eloquenti. Questi riscontri  dovrebbero dare forza e spinta ancora maggiori all’amministrazione comunale per andare avanti sulla strada della nostra ritrovata consistenza ed identità, avendo, questa volta, segnali molto indicativi.
    Sono indicatori, questi,  molto utili e convincenti  per chiarire, in modo considerevole,quella parte tuttora nebulosa che la nostra storia sta sostenendo per combattere quelle forze poco chiare che ancora oggi minacciano la nostra unica e magnifica comunità.
    Questo può servire anche come base di partenza per dare maggiore vigore alle nostre forze, per guardare avanti sulla ritrovata strada per affrontare un futuro meno tortuoso ed insidioso.
    Raggiunto questo traguardo non fermarsi, ma andare avanti per acquisire e consolidare altri obiettivi.
    A presto French

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